Dal prossimo anno in Francia la Coca Cola, così come le altre bevande zuccherate, subiranno una tassazione extra. La "taxe soda", come è stata ribattezzata dai parigini, ha il duplice obiettivo di incrementare le entrate per le casse dello Stato e porre un freno all’incremento dei casi di obesità. L’aumento medio sarà di due centesimi a lattina. Le polemiche non sono mancate anche se alcuni Paesi, Italia compresa, stanno valutando di emulare l’esempio francese. Per il momento restano salve le versioni light di queste bibite ma alcuni deputati hanno già proposto l’estensione della extra tassa. Tra i cittadini ci sono pareri contrastanti: io personalmente trovo più giusto tassare un prodotto non necessario e peraltro potenzialmente “dannoso” piuttosto che la benzina.
Alimentari
Tassa Sulla Coca Cola: Copiare l'Esempio Francese per Contrastare Crisi e Obesità
- 23 Dicembre 2011
- Ale_Web
Prodotti Alimentari: gli Italiani Gettano Nel Cestino 335 Euro All'Anno, il 7% Della Spesa
- 28 Novembre 2011
- IlDuca
Uno dei pochi effetti collaterali che possiamo considerare positivo di questa crisi è che le famiglie italiane sono state costrette a ridurre gli sprechi alimentari e quindi anche la quantità di rifiuti. Sebbene questa situazione si sia creata da una condizione di estrema difficoltà finanziaria delle famiglie, volendo vedere, con un po' di sforzo il bicchiere mezzo pieno siamo di fronte ad un comportamento che potrebbe entrare a far parte della cultura delle famiglie anche quando questa crisi sarà passata. Un mondo più sostenibile passa, infatti, anche da una riduzione dello spreco e dei rifiuti, come è emerso in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, conclusasi nei giorni scorsi.
Etichette Dei Prodotti Alimentari: Nuove Regole Europee Per La Sicurezza Dei Consumatori
- 23 Novembre 2011
- Ale_Web
Le etichette alimentari dell’Unione Europea diventano più chiare e leggibili, in un’ottica di maggiore di sicurezza, per i consumatori. Dopo quasi quattro anni di lavorazione si è giunti, alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, che di fatto sancisce un progetto figlio di una serie di compromessi tra le diverse istituzioni.
Le nuove disposizione cominceranno ad entrare in vigore tra venti giorni, ma per alcune di esse i tempi si protrarranno verosimilmente fino ai prossimi tre o cinque anni.
Comunque è importante prendere nota delle più importanti modifiche apportate alle precedenti etichette, anche come conseguenza delle più recenti emergenze alimentari (tutti ricorderanno le mozzarelle tedesche blu o l’Escherichia Coli che aveva fatto gridare inizialmente al cetriolo killer). Era proprio il caso di prendere misure cautelative immediate.
Data di Scadenza Dei Prodotti Alimentari: Attendibilità e Differenze tra gli Stati Europei
- 22 Novembre 2011
- Ale_Web
La data di scadenza sull’etichetta può essere lo spartiacque che distingue tra i prodotti buoni e quelli avariati? Non sempre. L’opinione pubblica si scandalizza (giustamente) ogni volta che viene lanciato l’allarme su prodotti scaduti non ritirati dal commercio: l’ultimo in ordine temporale è stato il caso della carne confezionata che, una volta scaduta, veniva venduta come fresca sul bancone presso alcuni supermercati di una nota catena della grande distribuzione.
La politica del supermercato non è sicuramente corretta ma va detto che non sono state segnalate controindicazioni nelle condizioni di salute di chi ha mangiato la carne incriminata o intossicazioni alimentari di alcun genere.
Prodotti Alimentari: l'Italia Vittima Della Contraffazione E Sofisticazione Più Spinta
- 28 Ottobre 2011
- Ale_Web
“Italia a tavola” è l’incontro che ogni anno pone l’accento sui controlli sui prodotti alimentari. L’edizione 2011 (l’ottava) è partita con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei cittadini al momento della scelta dei prodotti al supermercato. Antonio Longo, il presidente del Movimento difesa del cittadino, nel discorso di apertura ha sottolineato l’importanza di queste analisi (il riferimento è al 2009, anno in cui Berlusconi aveva destinato i fondi stanziati ad altri progetti). Il paradosso è emblematico: in Italia, ed esattamente a Parma, si trova l’Efsa (l’agenzia per la sicurezza alimentare europea) eppure il nostro Paese è tra quelli europei dove si investe meno per queste ricerche. Il problema non è di poco conto: non si tratta di singoli criminali ma di grandi business che operano su larga scala.




