Mangiare i prodotti biologici o mangiare sul bio? Questo è il dilemma. Si tratta infatti di un mercato che nel mondo vale circa 55 miliardi di euro: troppi per non diventare business. Una ricetta che fa venire l’acquolina in bocca anche ai truffatori. Come difendersi quindi da falsi prodotti bio?
I prodotti biologici (quelli veri) sono ottenuti con una coltivazione agricola a basso impatto ambientale conservando la sostanza organica del terreno. I pesticidi quindi sono sostituiti da preparati vegetali e non viene fatto ricorso a tecniche industriali di forzatura della crescita. Le aziende che si occupano sia di agricoltura biologica che di agricoltura tradizionale devono inoltre mantenere divisi animali e terreni per evitare ogni contaminazione. Lo scopo è quello di non violare in alcun modo il prodotto finito.
Ma manca una certificazione garantista ad hoc (come denunciato dal capodelegazione dell’Italia dei Valori al Parlamento Europeo Niccolò Rinaldi) e quindi è dato troppo spazio alla frode, anche se poi ipocritamente ci si scandalizza di fronte allo scandalo di prodotti contraffatti spacciati per bio.
Ogni tanto infatti balza agli onori della cronaca la notizia del sequestro di merce spacciata per bio: pochi giorni fa circa 1700 tonnellate di soia transgenica proveniente dai Paesi dell’Est Europa, e dotata di falsi certificati che ne attestavano la purezza, è stata rinvenuta a Ravenna dalla Guardia di Finanza.
E’ chiaro dunque che questa evoluzione impone al tempo stesso maggiori controlli, soprattutto quando si tratta di merci importate (anche se, secondo i dati aggiornati al 2011, l’Italia è al primo posto in Europa nella produzione da agricoltura biologica con ben 47.663 operatori impegnati nel settore e una superficie destinata alle coltivazioni bio pari a 1.113,742 ettari).
La proposta di Coldiretti per porre un freno alle frodi è quella di applicare alle merci prodotte in Italia un bollino di garanzia che certifichi l’utilizzo di materie prime e una produzione rispettosa dello standard nazionale. Fino a quando non sarà approvato il bollino, l’unico strumento a tutela del consumatore è quello di rivolgersi direttamente alle aziende agricole locali. Nelle città vengono anche allestiti mercati bio ai quali partecipano gli agricoltori di Campagna Amica.
Al momento infatti l’unica normativa vigente in Italia a tutela del mercato bio è il Reg CE n. 834/2007 che presenta le linee guida per la produzione di alimenti biologici e gli scambi degli stessi con altri Paesi.
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