Venerdi, 16 Novembre 2018

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CALANO I CONSUMI DI FRUTTA E VERDURA, IL RISCHIO È UN FORTE AUMENTO DELL'OBESITÀ


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Secondo la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, continuano a calare in Italia i consumi di frutta e verdura. Nell’anno 2010, infatti, sono state consumate dai cittadini italiani 6,4 milioni di tonnellate di alimenti di questa tipologia, una quantità che fa così registrare un calo pari al -1,4% rispetto all’anno precedente.
Il dato spiega la Cia, sarebbe piuttosto preoccupante, dal momento che frutta e verdura sono degli alimenti che non devono mancare in una dieta bilanciata, di conseguenza un consumo ridotto può significare un peggioramento delle condizioni di salute medie della popolazione, sulle quali, come è risaputo, l’alimentazione influisce non poco.
In effetti, la Cia sottolinea come in Italia sia sempre più diffusa l’obesità, soprattutto a livello infantile, un dato confermato anche dal sistema di sorveglianza "Okkio alla Salute " dell'ISS, secondo cui in Italia il 23% dei bambini è in sovrappeso, mentre l'11% è obeso.
Per fronteggiare questo problema di salute così diffuso sarebbe certamente auspicabile riservare degli spazi più ampi a frutta e verdura nella dieta. Progetti come “Frutta nelle Scuole”, da questo punto di vista si sono dimostrati validi e andrebbero riproposti con maggiore frequenza.
Paesi come gli Stati Uniti, in cui l’obesità è ancor più diffusa, si sono già prodigati nel tentare di risolvere questo problema favorendo appunto il consumo di frutta e verdura. La popolare catena di distribuzione Wel-Mart ha infatti adottato una politica che ha previsto la diminuzione dei prezzi di frutta e verdura ed in generale anche la diminuzione di zuccheri, grassi e sale nei prodotti venduti.
Il già citato calo dei consumi in Italia è stato pari, nel 2010, a -0,6% per quanto riguarda gli ortaggi rispetto al 2009, ed al -0,8% per quanto riguarda la frutta con l’acquisto medio per nucleo familiare è sceso complessivamente di 10 kg l’anno.


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Il calo degli acquisti non può essere ricondotto ai prezzi di questi generi alimentari, dal momento che sono rimasti stabili nel 2008 e nel 2009 e nell’anno appena concluso hanno invece fatto registrare delle lievi flessioni. Si tratta dunque, piuttosto, di una diffusa cultura alimentare che penalizza, sbagliando, frutta e verdura nella dieta media, anche se va detto che a fronte di una certa stabilità dei prezzi il reddito disponibile delle famiglie è continuato a diminuire in questi anni.
L’auspicio è che si possano al più presto avviare delle campagne mirate a favorire il consumo di questi generi alimentari e migliorare la consapevolezza dei cittadini dell’importanza di una dieta bilanciata. La CiaCia ricorda infatti che l’obesità rappresenta, oltre ad un pericoloso problema per la salute dei cittadini, anche un costo sociale per la nazione, quantificato in circa 65 miliardi di euro annui, ovvero lo 0,38% del PIL.
In chiusura segnaliamo che secondo il rapporto OCSE “Obesity and the economics of prevention: fit not fat”, un aumento di 15 kg rispetto al proprio peso forma genera un rischio maggiore di morte prematura del 30%.

 

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