Lunedi, 20 Gennaio 2020

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L’EUROPA AL RISTORANTE, CONSUMI E IMPRESE: INDAGINE SUI CONSUMI ALIMENTARI DEI VARI PAESI EUROPEI


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A dispetto della crisi il settore della ristorazione, da intendersi come tutte le attività che offrono la possibilità di consumare dei pasti fuori casa, gode di una buona floridità in Italia, così come in molti altri paesi europei.
E’ quanto è emerso dalla ricerca condotta da FIPE, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, intitolata “L’Europa al ristorante: consumi e imprese”, che è stata presentata nell’ambito di “Sapore 2011”, la Mostra Internazionale dell’Alimentazione di Rimini.
I dati esposti evidenziano come i consumi di alimentari rappresentino la spesa primaria per eccellenza dei cittadini europei, seconda soltanto all’abitazione: i consumi per gli alimenti valgono nell’Unione Europea ben 882 miliardi di euro, ovvero il 13,1% della domanda complessiva. Per quanto riguarda i soli 13 paesi che hanno aderito alla moneta unica, la spesa complessiva supera i 660 miliardi di euro.
La quota di spesa complessiva che riguarda esclusivamente i consumi di alimenti fuori casa è pari, nei paesi dell’Unione Europea, a 468 miliardi di euro, e considerando anche questo specifico genere di consumi, il settore alimentare copre un quinto del budget di spesa complessivo della popolazione.
Per quanto riguarda i consumi alimentari nel complesso, dunque sia quelli domestici che quelli fuori casa, l’Italia è seconda soltanto alla Germania. Nel nostro Paese, infatti, le spese per i generi alimentari sono state pari nel 2009 a 205.836 milioni di euro contro i 213.510 milioni di euro della Germania. Segue la Francia con 199.165, il Regno Unito con 179.248 e la Spagna con 177.172 milioni di euro.
Considerando esclusivamente i consumi fuori casa, invece, la graduatoria cambia leggermente: al primo posto c’è la Spagna, con 90.846 milioni di euro spesi nel corso del 2009, seguita dal Regno Unito con 85.085 milioni, dall’Italia con 70.705 milioni, dalla Germania con 63.940 milioni e dalla Francia con 51.333 milioni di euro.

 


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Analizzando invece il livello di consumi extra-domestici pro capite, l’Italia si trova in nona posizione, mentre al primo posto di queste graduatoria vi è ancora la Spagna, seguita da Grecia, Irlanda, Regno Unito, Lussemburgo, Cipro, Austria, Portogallo e Malta ed appunto dall’Italia.
Ciò che emerge dall’analisi di questi dati è la presenza di culture alimentari piuttosto differenti, che FIPE ha sintetizzato in quattro differenti aree:
  • Paesi del Nord Europa – Nazioni con consumi alimentari al di sotto della media europea, soprattutto per quanto riguarda i consumi extra-domestici;

  • Paesi anglosassoni – Aree geografiche in cui i consumi alimentari risultano nella media ed i consumi alimentari domestici ed extradomestici tendono ad equivalersi;

  • Paesi mediterranei – Nonostante i consumi alimentari extra-domestici ricoprano delle quote importanti, in questi paesi continuano a prevalere i consumi alimentari tra le mura di casa;

  • Paesi dell’Est Europa – I consumi alimentari, in questi paesi, ricoprono una grande quota dei consumi complessivi, confermando che queste aree vivono una fase di sviluppo in cui la domanda è orientata più verso i beni che verso i servizi.

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