Martedi, 19 Novembre 2019

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OGNI ANNO IN ITALIA SI SPRECA UNA QUANTITÀ DI CIBO TALE DA SODDISFARE I BISOGNI DELLA SPAGNA


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Ogni Anno in Italia si Spreca una Quantità di Cibo Tale da Soddisfare i Bisogni della Spagna | Un Anno Contro lo Spreco | Last Minute Market |

Nell'articolo di presentazione del bilancio della spesa a km zero, ricordavamo come ogni pasto che consumiamo percorre in media quasi 2mila km per arrivare sulle nostre tavole, mentre l'adozione di prodotti di stagione e locali permetterebbe un risparmio fino ad una tonnellata di emissioni di CO2 l'anno. Ma non è solo la distanza che dovono percorrere i prodotti lungo la filiera a creare emissioni, ma anche le inefficienze dei vari passaggi, le modalità del processo produttivo e le e stesse abitudini di consumo di dei consumatori. Ogni anno in Italia, infatti, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità tale da poter soddisfare tre quarti della popolazione italiana, 44472914 abitanti. Una quantità di cibo tale che potrebbe soddisfare i consumi annuali di un paese come la Spagna.
Secondo le elaborazioni rilevate dall'interessante progetto Last Minute Market, riferite al 2009, nel nostro Paese rimane sul campo il 3,25% della produzione agricola nazionale. Un dato percentuale che può sembrare comune nell'agricoltura moderna che ma se analizzato nel suo valore assoluto (17.700.586 tonnellate), lascia ben pochi spazi di comprensione. Solo nell'ortofrutta, infatti, rimane sul campo una quantità pari a quella consumata ogni anno dagli italiani. Nei successivi passaggi della distribuzione organizzata vengono scartati e finiscono tra i rifiuti altre 200 mila tonnellate di alimenti per un valore di quasi un miliardo di euro. Ciò significa che con meno sprechi e razionalizzando il sistema, da un principio di abbondanza ad uno di sufficienza, potremmo dar da mangiare per tre volte al giorno a più di 600.000 persone ed evitare l’immissione in atmosfera di quasi 300.000 tonnellate di CO2/anno prodotte attualmente per lo smaltimento degli alimenti scartati.
La situazione non è diversa nel resto del mondo, secondo uno studio americano della Plos One, dal 1974 lo spreco alimentare è aumentato del 50%, e ogni giorno nel mondo occidentale si consumano 1400 calorie a persona per un totale di 150 trilioni di calorie all’anno. In Gran Bretagna si gettano ogni anno 6.7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile per un costo annuale di 10 miliardi di sterline mentre in Svezia in media ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato. Secondo uno studio del National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases il 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato via. Secondo la FAO and Stockholm Environmental Institute se tutti al mondo avessero la stessa voracità degli europei, sarebbero necessari tre pianeti per produrre la quantità di cibo necessaria


UN ANNO CONTRO LO SPRECO
Sulla base di questi dati è nato il progetto “'Un anno contro lo sprecoUn anno
contro lo spreco”, ideato da Andrea Segre', fondatore di “Last minute market” in collaborazione con Eni, Telecom e Alce Nero Mielizia, e patrocinato dal Comune di Bologna e dal Parlamento europeo.


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Si tratta del primo progetto organico in Europa per indagare e spiegare lo spreco e per imparare a ridurlo e prevede una serie di iniziative che raggiungeranno l'apice nel mese di ottobre con la prima edizione delle Giornate Europee contro lo Spreco in programma a Bruxelles giovedì 28 Ottobre 2010, presso la sede del Parlamento Europeo.
La prima edizione dell'iniziativa sarà focalizzata sullo spreco delle risorse agro alimentari e sulle conseguenze economiche, nutrizionali ed ecologiche di questa politica dell'abbondanza. L'obiettivo sarà quello di capire le dinamiche che portano allo spreco e la riduzione di almeno il 50% della quantità di sprechi alimentari lungo tutto la filiera attraverso il coinvolgimento di tutti gli stakeholders coinvolti, dagli agricoltori agli operatori del sistema distributivo e di commercializzazione). Inoltre entro il 2025 verrà pianificata la riduzione di almeno il 50% degli sprechi alimentari a livello globale come elemento imprescindibile delle politiche agro-alimentari, sia dei Paesi sviluppati che dei Paesi in via di sviluppo. Negli anni successivi il progetto sarà dedicato anche a temi quali l’energia, l’acqua, le risorse.

 

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CREDIT
Si ringrazia l'utente val'sphotosval'sphotos di flickr per l'immagine



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