Lunedi, 18 Novembre 2019

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PER I PROSSIMI 5 ANNI I CITTADINI DELL'UE NON RISCHIERANNO DI TROVARSI NEL PIATTO ANIMALI CLONATI


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La Commissione Europa si è pronunciata a favore di una sospensione in Europa di cinque anni della clonazione animale a scopo alimentare . Rimane attiva, invece la clonazione per utilizzi diversi da quelli alimentari, come ad esempio la ricerca per la conservazione delle specie in via d'estinzione o per la produzione di prodotti farmaceutici. Nella proposta della Commissione è previsto anche il divieto di importazione di cloni vivi e alimenti come carne o latte provenienti da animali clonati, mentre non risulta proibita l'importazione di embrioni e semi che però dovranno essere sottoposti a rintracciabilità prima dell'immissione sul mercato europeo. Sono esclusi dal provvedimento animali, quali i cavalli da corsi perché non destinati all'alimentazione.
Prima di questa proposta nell'Unione Europea la clonazione animale era utilizzata solo nell'ambito della ricerca, tranne che in Danimarca dove è assolutamente vietata la clonazione animale a fini commerciali. Tuttavia in Paesi come Usa e Argentina la clonazione animale è ammessa e suini e vitelli possono essere venduti agli allevatori.
La moratoria di cinque anni della clonazione animale a fini alimentari ha anche lo scopo di tutelare il benessere degli animali, che mostrano parecchie anomalie come la difficoltà a mantenersi in piedi o problemi respiratori, soprattutto nelle prime settimane di vita.


COLDIRETTI
Positivo Il commento della Coldiretti, secondo cui, però rimangono perplessità sulla mancanza di chiarezza per quanto riguarda la presenza sul mercato della progenie di animali clonati. L'associazione ritiene che sia necessario intervenire anche per impedire l'arrivo sul mercato di latte e derivati provenienti dagli eredi delle mucche clonate. Un rischio decisamente concreto per il nostro Paese, riporta la Coldiretti, visto che siamo il più’ grande importatore europeo di latte e derivati dall’estero.
L'associazione ricorda che il rischio di “contaminazione” esiste, in quanto secondo un'indagine dell'agenzia per gli standard alimentari britannici la carne prodotta da almeno un toro nato da esemplari clonati è stata messa in commercio quest'estate in Gran Bretagna illegalmente e verosimilmente e' stata mangiata.


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Per la Coldiretti la commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati è un rischio inaccettabile che pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo tardi.
L'associazione ha poi riportato i dati di un'indagine sul tema da cui è emerso che il 79% degli italiani conosce in cosa consiste la clonazione animale, ma l'81% ritiene che siano chiari gli effetti di lungo periodo sulla natura, mentre il 63% ritiene che potrebbe compromettere la biodiversità, il 52% che causi sofferenza agli animali e il 69% che sia moralmente sbagliata. Più di 6 italiani su dieci (il 64%) ritengono che la clonazione animale a fini alimentari non sarebbe mai giustificabile e la maggioranza dei cittadini non comprerebbe mai latte o carne da animali clonati. Quasi 8 italiani su 10 poi,(il 78%) hanno dichiarato che un sistema di etichettatura dovrebbe essere reso obbligatorio qualora fossero venduti prodotti derivati dalle progenie di animali clonati discendenza.

 

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Si ringrazia l'utente notcubnotcub di flickr per l'immagine



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