Domenica, 21 Luglio 2019

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RAPPORTO CONSUMI E DISTRIBUZIONE: FAMIGLIE ANCORA IN DIFFICOLTÀ, NECESSARIE NUOVE LIBERALIZZAZIONI


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A fronte di una ripresa economica appena avviata, gli italiani fanno ancora i conti con l'eredità della crisi, molto più di quanto facciano gli europei. A sostenerlo è la Coop, nel rapporto 2010 “Consumi & Distribuzione” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc- Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. (Ricerche per l’Economia e la Finanza) e presentato ieri a Milano.
Il rapporto fotografa la situazione dei consumi nel nostro Paese e la confronta con l'Europa, cercando di fornire previsioni per il prossimo anno e di indicare le strategie per recuperare i livelli precedenti alla crisi.
Coop sottolinea che le difficoltà provocate dalla crisi economica non possono dirsi certo superate di fronte ad un'inversione di rotta ed ad una ripresa economica appena accennata. Questo aspetto accomuna tutti i Paesi Europei, che mostrano una certa incertezza rispetto al futuro. D'altro canto l'Italia, secondo il rapporto, risulta aver subito maggiormente l'impatto della crisi, quantomeno in termini di percezione. Il 37% degli italiani, infatti, percepisce un aumento della povertà nel tessuto sociale in cui vive, contro il 24% della media Europea. Questa percezione trova poi riscontro nelle difficoltà delle famiglie a far fronte a impegni di pagamento di carattere ordinario e soprattutto straordinario. Una spesa imprevista di 1000 euro mette in difficoltà 2/3 dei cittadini e il 21% degli italiani ammette di avere più difficoltà a sostenere le spese necessarie, come quelle relative alla cura dei propri figli, (contro un media Ue del 12%). Un aspetto sottolineato anche nel rapporto Svimez sul mezzogiorno, in cui si riferiva che al Sud una famiglia su 5 non ha soldi per andare dal medico


CONSUMI E LAVORO
Secondo il rapporto la crisi ha provocato una riduzione dei consumi procapite di oltre 600 euro l'anno a prezzi costanti, 181 dei quali solo nella componente alimentare. Ricordiamo che nel solo 2009 l'Istat ha calcolato una riduzione dei consumi pari all'1,7% rispetto al 2008. Nel resto d'Europa la crisi, rileva Coop, non ha provocato lo stesso effetto di contrazione dei consumi. In Germania si è assistito ad una contrazione leggera, mentre in Francia consumi sono addirittura aumentati. Il rapporto riconduce la contrazione dei consumi in Italia alle dinamiche del lavoro registrate in questi anni di crisi. Negli ultimi due anni in Italia si è assistito ad una perdita di 817mila occupati, parzialmente compensata dall'incremento della popolazione immigrata occupata (405mila unità). Un dato negativo a cui va aggiunta una contrazione occupazionale aggiuntiva rappresentata dalla cassa integrazione, con 280mila lavoratori ancora in cassa integrazione e quindi a rischio nei prossimi mesi. La disoccupazione di un componente della famiglia, determina secondo la Coop, una riduzione dei consumi familiari di oltre 330 euro al mese, soprattutto per quanto riguarda le spese per la mobilità, lo svago e la manutenzione dell’abitazione.
A livello territoriale le famiglie del Sud risultano quelle più esposte alla contrazione dei consumi, con un calo nel biennio della crisi (sempre a prezzi costanti), di quasi il 4%, soltanto per quanto riguarda la spesa mensile per alimentari e bevande, contro il -1,3% del Nord.
Secondo il rapporto il ceto medio è quello ad aver sofferto di più, mentre si registra una crescita del divario nel livello dei consumi tra le famiglie con accesso ad internet rispetto a quelle che non lo hanno. Nel 2008 le prime hanno speso circa 1200 euro in più al mese rispetto alle seconde, con una maggiore quota di spesa impiegata in svago, abbigliamento e mobilità. Queste famiglie secondo la Coop sono una delle poche componenti dinamiche della società italiana.


IL CARRELLO DELLA SPESA
Il rapporto sottolinea come la crisi abbia fatto diminuire la domanda di quei prodotti non indispensabili il cui acquisto è differibile nel tempo, come arredamento (-7%), elettrodomestici (-8,7%) e abbigliamento (-10.9%).
Dall'altra parte però sono diminuiti anche i consumi alimentari, un fatto sottolineato duramente anche dalle associazioni dei consumatori. Coop segnala una forte riduzione del pane e cereali (-5,2%), dei consumi di pesce (-4,3%), di latte, formaggi e uova (-3,3%) e di olii e grassi (-3,4%).
La crisi ha portato gli italiani a ridurre alcool (-14%) e tabacco (-11%), ma non a rinunciare all'elettronica di consumo. Tra i prodotti che hanno resistito alla crisi e che si confermano un “must” anche nel primo semestre, vi sono televisori a schermo piatto e smartphone. Prodotti che assieme a computer, farmaci e articoli sanitari continueranno a crescere anche nel prossimo triennio. Per il futuro Coop sottolinea che vi sarà un aumento, già fatto registrare nel 2010, di servizi ricreativi e culturali, vacanze e pasti fuori casa e più in generale anche dii prodotti edonistici, improntati alla ricerca del benessere.



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RIPRESA DEI CONSUMI E LE PROPOSTE ANTICRISI
L'andamento delle vendite della grande distribuzione, nelle prime 33 settimane del 2010, risulta essere ancora in calo dello 0,3%. Si riscontra una diminuzione, confermata anche nel primo semestre 2010 dalla Cia, dei prodotti di base, come la pasta di semola (- 2,8%), le conserve a base pomodoro (-2,3%), l’olio di oliva (-1,7%) e gli olii di semi (-5%) segno evidente delle persistenti difficoltà delle famiglie italiane.
Coop segnala comunque il rischio di una possibile ripresa inflattiva, spinta anche dalle speculazioni sui prezzi del grano causate dal blocco delle esportazioni in Russia e dal calo della produzione delle materie prime dovuto alle alluvioni in Pakistan, India e Cina. Un +5% dei prezzi dovuto alle speculazioni risulterebbe insostenibile per le famiglie. Per questo motivo, Coop, annunciando il proprio impegno nel contenere i prezzi, chiede al Governo una strategia per il rilancio dei consumi che coinvolga tutti i soggetti, compreso istituzioni e imprese.
Tra le ricette per un futuro, Coop segnala l'importanza di agire per aumentare la produttività del Paese, in primo luogo riprendendo la via delle liberalizzazioni, sia per quanto riguarda la distribuzione commerciale sia insistendo su settori solo parzialmente liberati (farmaci, carburanti, servizi finanziari). Azioni che dichiara il presidente di Ancc-Coop, Aldo Soldi, permetterebbero di aumentare la capacità di spesa delle famiglie di circa 3000 euro all’anno, 250 euro al mese. il solo ammodernamento della rete distributiva italiana determinerebbe un risparmio per le famiglie che supera i 350 euro annui. L'apertura dei mercati, dovrebbe poi andare di pari passo con la necessità di riequilibrare le distanze sociali nel Paese, ricchi vs poveri, nord vs sud, uomini vs donne, giovani vs anziani. Secondo una simulazione fatta nel rapporto, a parità di occupazione, il solo spostamento a favore delle donne del 10% dei redditi da lavoro, genererebbe consumi aggiuntivi di circa 7 miliardi di euro l'anno. Un'ipotesi che visto il basso livello di occupazione femminile in Italia, secondo l'Ocse solo la Turchia ha un tasso di donne impiegate più basso del nostro, sarebbe quantomai auspicabili.

  [Via: CoopCoop ]


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Si ringrazia l'utente turtlemom4baconturtlemom4bacon di flickr per l'immagine


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