Qualche tempo fa abbiamo presentato i
risultati di un'indagine della Cgia di Mestre in cui l'associazione
rilevava come nell'ultimo
decennio i prezzi fossero cresciuti più al Sud che al Nord. Una
situazione per certi versi curiosa, viste le difficoltà delle
famiglie nel mezzogiorno, ma che deriva probabilmente dal fatto che
nel periodo precedente i prezzi fossero decisamente inferiori alla
media.
Un tasso di inflazione troppo alto,
soprattutto in certe categorie di prodotti (come gli alimentari) può
però portare a conseguenze sociali gravi, specialmente se associato
ad una contrazione
dei redditi disponibili delle famiglie, come è accaduto a causa
della crisi. Soprattutto gli alimentari rappresentano una categoria
di beni a cui le famiglie non dovrebbero rinunciare forzatamente,
come invece è accaduto secondo
le rilevazioni Istat e come confermato anche dal rapporto
Cia sul primo semestre 2010.
Proprio al Sud, dove secondo il
rapporto
Coop Consumi e Distribuzione, la spesa mensile per
alimentari e bevande è calata di quasi il 4% (contro il -1,3% del
Nord) si registrano prezzi maggiori, per quanto riguarda gli
alimentari.
A sostenerlo è l'ultima indagine di
Altroconsumo che ha effettuato un interessante indagine su 926 punti
vendita (supermercati) in 62 città italiane, rilevando oltre 850mila
prezzi, per un totale di 40mila prodotti e 108 categorie
merceologiche. Secondo i dati diffusi, al Nord si
concentrano i punti vendita più convenienti, mentre al sud quelli con
il minor livello di concorrenza. In generale l'associazione rileva
che la spesa media annua costa 6300 euro, ma sono possibili alti
risparmi scegliendo i punti vendita più convenienti. Tra le città
più convenienti d'Italia , Altroconsumo promuove Verona, Firenze,
Treviso, Pisa e Arezzo. In queste città si possono ottenere risparmi
ben superiori ai mille euro, più precisamente 1.622 euro a Firenze e
1204 a Verona. Molto convenienti anche Rimini e Milano dove è
possibile risparmiare rispettivamente 1267 euro e 1214 euro.
Dall'altra parte la città meno conveniente d'Italia, risulta
essere Messina, dove tutti i punti vendita praticano prezzi
superiori alla media nazionale e le possibilità di risparmio non
raggiungono i 300 euro.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
I CONSIGLI PER RISPARMIARE
Altroconsumo nella sua indagine cerca
di fornire anche consigli utili ai consumatori per districarsi nella
giungla dei supermercati e delle offerte, cercando di trarre il
massimo vantaggio tra prezzi e qualità. L'associazione consiglia
innanzitutto di diversificare al meglio i propri acquisti,
scegliendo dello stesso prodotto e nello stesso punto vendita, il
marchio in quel momento più conveniente. Tra i prodotti di marche
note è bene preferire quelli presentati in offerta, che permettono
un risparmio medio annuo del 21% sul prezzo pieno. Puntando invece
sui prodotti a marchio commerciale si può risparmiare fino al 41%,
sempre sul prezzo pieno.
Una buona soluzione sono anche i
prodotti primo prezzo, sebbene Altroconsumo consigli per il massimo
risparmio, di optare per gli articoli hard discount, ribassati del
61% rispetto ai prodotti di marca. In questo caso la spesa media
annua verrebbe ridotta del 60,3% , scendendo da 6300 euro a 2500
euro. Il testo completo dell'indagine è disponibile per gli abbonati
sul sito di Altroconsumo.
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RISORSE:
CREDIT
Si ringrazia l'utente bredgur
di flickr per l'immagine
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