Il 57% dei possessori di Pc ammette di acquistare software pirata o di scaricarlo e il rapporto tra il valore del mercato del software pirata e quello legale è del 42% . Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall'annuale rapporto “Global Piracy Studio” realizzato dalla Business Software Alliance (BSA), l'associazione internazionale dei produttori di software. Il 31% delle persone intervistate ha ammesso di utilizzare o scaricare software pirata sempre (5%), spesso (9%) od occasionalmente (17%), mentre il 26% dichiara di averlo fatto solo raramente.
Rispetto al 2010, nello scorso anno il valore commerciale del mercato della pirateria informatica è cresciuto di 4,4 miliardi di dollari, passando da 58,8 miliardi a 63,4 miliardi e stabilendo un nuovo record. Questa crescita è da imputarsi soprattutto allo sviluppo della diffusione di personal computer nelle economie emergenti. Qui, infatti, il valore del software pirata rispetto a quello legale è cresciuto in maniera significativa arrivando a 21 miliardi di dollari.
Applicativi
Pirateria Informatica: in Italia Un Software su Due è Pirata
- 15 Maggio 2012
- IlDuca
I Videogame d’Azione Modificano le Attività Cerebrali
- 05 Maggio 2012
- Giuseppe Briganti
I videogame d’azione incidono sulle attività cerebrali. E’ una ricerca americana a dimostrarlo. Lo studio, condotto da Ian Spence dell’Università di Toronto, ha registrato un’influenza dei videogiochi d’azione sulle attività del cervello e sulla capacità di attenzione visiva.
In parole povere, chi gioca ai vari Tomb Raider, God of War (ma anche agli sparattutto) riesce a concentrarsi meglio. Il motivo è che titoli di questo genere rappresentano una vera e propria palestra cerebrale.
Gli studi sono stati condotti ponendo a campione 25 persone che non avevano mai preso un controller in mano. Sono stati divisi in due gruppi: il primo, composto da 16 ‘cavie’, è stato obbligato a giocare ai videogiochi d’azione; il secondo, composto da 9, è stato costretto a passare il tempo con un tranquillo puzzle game.
Earned Advertising: il Passaparola Piace Al 92% Dei Consumatori
- 03 Maggio 2012
- Giuseppe Briganti
L’ Earned advertising è una modalità particolare di fare pubblicità. Essa prevede il passaparola come principale canale pubblicitario. E’ considerata come la nuova frontiera dell’ advertising, tuttavia è facile intuire come la pratica del passaparola non abbia in sé nulla di nuovo. Anzi, prima dell’avvento dei media digitali (e non) il voice-to-voice era l’unico mezzo per diffondere la conoscenze praticamente su qualsiasi cosa.
Ad ogni modo, l’ Earned advertising sta conquistando i favori di chi fa comunicazione per due motivi principali. In primo luogo, si declina molto bene nelle infinite possibilità che offrono i social media e in particolare i social network, vero e proprio terreno fertile per questa pratica semi-nuova. In secondo luogo, piace molto ai consumatori. Questa non è solo un’impressione ma il risultato di uno studio dell’agenzia Nielsen, diffuso di recente.
Controllare i Sogni: Possibile con uno Smartphone
- 02 Maggio 2012
- Ale_Web
Controllare i sogni è l’ultima frontiera della tecnologia e potrebbe non essere più un’idea futuristica e cinematografica (ricorderete il film Inception con Leonardo Di Caprio). Quante volte vi siete svegliati di cattivo umore dopo un incubo? In molti cercano di concentrarsi su pensieri positivi prima di addormentarsi ma finiscono spesso ugualmente per fare indesiderati incubi. Ma dove non arriva la mente arrivano gli smartphone! Sono state infatti ideate alcune applicazioni che promettono di controllare i sogni. Se finora alcune applicazioni, come ad esempio Lark Up e Renew SleepClock, avevano aiutato gli utenti a regolare il ritmo sonno-sveglia, ora si cerca di entrare nei sogni manipolandoli. Vediamo meglio come funzionano.
Hardware: In Futuro l’Archiviazione Dati Sarà in Ologrammi
- 23 Aprile 2012
- Giuseppe Briganti
L’hardware del futuro, almeno per quanto riguarda l’archiviazione dei dati, pare debba essere creato dalla HVault, società semisconosciuta operante nel campo dell’innovazione tecnologica. Il ruolo da protagonista che sta assumendo scaturisce da un’operazione finanziaria: l’acquisto degli asset di InPhase Technologies, azienda – lei sì - che negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante nella progettazione di un supporto che renda obsoleti Dvd e Blu-Ray. Purtroppo, nonostante l’ impegno e le risorse – anche economiche – profuse, la InPhase non è mai riuscita a immettere sul mercato un prototipo commerciale.
La tecnologia hardware che la HVault ha intenzione di riprendere in mano si chiama Holografic Versatile Disc. In breve, HVD. Di olografico c’è però ben poco, almeno se ci si attiene al significato ‘da senso comune’ della parola olografico. Niente visioni stile Star Wars dunque. Niente ‘futuro’ di quel tipo.





