Lunedi, 9 Dicembre 2019

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Pirateria Informatica: in Italia Un Software su Due è Pirata


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Il 57% dei possessori di Pc ammette di acquistare software pirata o di scaricarlo e il rapporto tra il valore del mercato del software pirata e quello legale è del 42% . Sono questi alcuni dei dati principali che emergono dall'annuale rapporto “Global Piracy Studio” realizzato dalla Business Software Alliance (BSA), l'associazione internazionale dei produttori di software. Il 31% delle persone intervistate ha ammesso di utilizzare o scaricare software pirata sempre (5%), spesso (9%) od occasionalmente (17%), mentre il 26% dichiara di averlo fatto solo raramente.
Rispetto al 2010, nello scorso anno il valore commerciale del mercato della pirateria informatica è cresciuto di 4,4 miliardi di dollari, passando da 58,8 miliardi a 63,4 miliardi e stabilendo un nuovo record. Questa crescita è da imputarsi soprattutto allo sviluppo della diffusione di personal computer nelle economie emergenti. Qui, infatti, il valore del software pirata rispetto a quello legale è cresciuto in maniera significativa arrivando a 21 miliardi di dollari.

In testa troviamo la Cina che ha un rapporto tra software pirata e quello legale (piracy rate) del 77%, con un valore del software illegale di 8,9 miliardi di dollari contro i 2,659 di quello legale. Dietro la Cina troviamo in termini di valore del software pirata la Russia con un livello di pirateria informatica del 63% e mercato del software illegale pari a 3,2 miliardi di dollari, segue l'India con un piracy rate sempre del 63% (2,9 miliardi) e il Brasile con un piracy rate del 53% (2,8 miliardi). Anche i Paesi con il più alto rapporto tra software pirata e software illegali sono economie emergenti: in testa troviamo il Venezuela con l'88%, seguito da Indonesia (86%) e Thailandia (72%).

Va detto in proposito che anche nei Paesi in via di sviluppo il piracy rate è molto alto, ma il valore di mercato del software sia legale che illegale non raggiunge volumi significativi.
Per quanto riguarda l'Europa si registra un tasso di pirateria informatica piuttosto alto nei Paesi dell'Est e in quelli dell'Europa Centro-orientale con un piracy rate medio del 62% in calo di due punti rispetto al 2010. Il tasso di pirateria informatica dell'Europa occidentale invece si attesta al 32% in calo di un punto rispetto alla precedente indagine.
In Italia il tasso di pirateria informatica si attesta al 48%, in calo di un punto percentuale sul 2010, per un mercato del software pirata di 1,945 miliardi di dollari contro i 2,107 miliardi di quello legale. Il che fa di noi l'ottavo paese al mondo per valore del software illegale, dietro a Francia (2,754 miliardi di dollari) e Germania (2,265 miliardi di dollari) e davanti al Regno Unito (1,943 miliardi di dollari).
In pratica è come se un software su due fosse illegale, perchè pirata. Un dato che secondo Matteo Mille, Presidente di BSA Italia deve far riflettere e agire le istituzioni per una maggiore tutela della proprietà intellettuale e del diritto di autore.
Una azione più attiva da parte delle forze dell'ordine porterebbe secondo BSA ad una diminuzione nell'utilizzo del software pirata visto che, si legge nel rapportorapporto, il 20% dei pirati attivi nei mercati maturi smetterebbe di acquistare o scaricare software pirata con la paura reale di essere scoperto.
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