L’ Earned advertising è una modalità particolare di fare pubblicità. Essa prevede il passaparola come principale canale pubblicitario. E’ considerata come la nuova frontiera dell’ advertising, tuttavia è facile intuire come la pratica del passaparola non abbia in sé nulla di nuovo. Anzi, prima dell’avvento dei media digitali (e non) il voice-to-voice era l’unico mezzo per diffondere la conoscenze praticamente su qualsiasi cosa.
Ad ogni modo, l’ Earned advertising sta conquistando i favori di chi fa comunicazione per due motivi principali. In primo luogo, si declina molto bene nelle infinite possibilità che offrono i social media e in particolare i social network, vero e proprio terreno fertile per questa pratica semi-nuova. In secondo luogo, piace molto ai consumatori. Questa non è solo un’impressione ma il risultato di uno studio dell’agenzia Nielsen, diffuso di recente.
Secondo i ricercatori della Nielsen, il 92% dei consumatori ritiene affidabile l’ Earned advertising. In parole povere, il consumatore si fida di quello che dicono gli altri consumatori più di quanto si fidi di quello che dice invece un freddo, asettico, messaggi pubblicitario. Se si considera l’ Earned advertising nella sua forma prettamente online la percentuale scende, ma non di moltissimo: si giunge al 70%.
Nello specifico, solo il 47% degli intervistati ha dichiarato di riporre fiducia negli spot televisivi, negli annunci su riviste e giornali. Nel 2009 la percentuale era del 72%.
Se il passaparola online gode di ottima fiducia (70%), così non per le altre forme pubblicitarie, sempre online. Solo il 33% reputa affidabile gli annunci sui banner. Altrettanto ‘male’ va per gli annunci sui social network e per gli annunci in rete in generale (36%).
Randall Beard, Global Head Advertiser Solutions in Nielsen, ha tirato le seguenti conclusioni: “Al fine di incrementare il ritorno sugli investimenti pubblicitari, i marketers hanno bisogno di assicurarsi che il contenuto e il messaggio di un annuncio pubblicitario siano rilevanti per il consumatore che lo guarda. Mentre ci aspettiamo di vedere alti livelli di pertinenza in pubblicità dove il consumatore è attivo nella ricerca di informazioni, come ad esempio sul sito web di un brand o nelle e-mail sollecitate, l'indagine Nielsen mostra come ci sia ancora molto potenziale per raggiungere il giusto pubblico attraverso messaggi advertiser-driven”.
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