I videogame d’azione incidono sulle attività cerebrali. E’ una ricerca americana a dimostrarlo. Lo studio, condotto da Ian Spence dell’Università di Toronto, ha registrato un’influenza dei videogiochi d’azione sulle attività del cervello e sulla capacità di attenzione visiva.
In parole povere, chi gioca ai vari Tomb Raider, God of War (ma anche agli sparattutto) riesce a concentrarsi meglio. Il motivo è che titoli di questo genere rappresentano una vera e propria palestra cerebrale.
Gli studi sono stati condotti ponendo a campione 25 persone che non avevano mai preso un controller in mano. Sono stati divisi in due gruppi: il primo, composto da 16 ‘cavie’, è stato obbligato a giocare ai videogiochi d’azione; il secondo, composto da 9, è stato costretto a passare il tempo con un tranquillo puzzle game.
Applicativi
I Videogame d’Azione Modificano le Attività Cerebrali
- 05 Maggio 2012
- Giuseppe Briganti
Earned Advertising: il Passaparola Piace Al 92% Dei Consumatori
- 03 Maggio 2012
- Giuseppe Briganti
L’ Earned advertising è una modalità particolare di fare pubblicità. Essa prevede il passaparola come principale canale pubblicitario. E’ considerata come la nuova frontiera dell’ advertising, tuttavia è facile intuire come la pratica del passaparola non abbia in sé nulla di nuovo. Anzi, prima dell’avvento dei media digitali (e non) il voice-to-voice era l’unico mezzo per diffondere la conoscenze praticamente su qualsiasi cosa.
Ad ogni modo, l’ Earned advertising sta conquistando i favori di chi fa comunicazione per due motivi principali. In primo luogo, si declina molto bene nelle infinite possibilità che offrono i social media e in particolare i social network, vero e proprio terreno fertile per questa pratica semi-nuova. In secondo luogo, piace molto ai consumatori. Questa non è solo un’impressione ma il risultato di uno studio dell’agenzia Nielsen, diffuso di recente.
Controllare i Sogni: Possibile con uno Smartphone
- 02 Maggio 2012
- Ale_Web
Controllare i sogni è l’ultima frontiera della tecnologia e potrebbe non essere più un’idea futuristica e cinematografica (ricorderete il film Inception con Leonardo Di Caprio). Quante volte vi siete svegliati di cattivo umore dopo un incubo? In molti cercano di concentrarsi su pensieri positivi prima di addormentarsi ma finiscono spesso ugualmente per fare indesiderati incubi. Ma dove non arriva la mente arrivano gli smartphone! Sono state infatti ideate alcune applicazioni che promettono di controllare i sogni. Se finora alcune applicazioni, come ad esempio Lark Up e Renew SleepClock, avevano aiutato gli utenti a regolare il ritmo sonno-sveglia, ora si cerca di entrare nei sogni manipolandoli. Vediamo meglio come funzionano.
Hardware: In Futuro l’Archiviazione Dati Sarà in Ologrammi
- 23 Aprile 2012
- Giuseppe Briganti
L’hardware del futuro, almeno per quanto riguarda l’archiviazione dei dati, pare debba essere creato dalla HVault, società semisconosciuta operante nel campo dell’innovazione tecnologica. Il ruolo da protagonista che sta assumendo scaturisce da un’operazione finanziaria: l’acquisto degli asset di InPhase Technologies, azienda – lei sì - che negli ultimi dieci anni ha fatto passi da gigante nella progettazione di un supporto che renda obsoleti Dvd e Blu-Ray. Purtroppo, nonostante l’ impegno e le risorse – anche economiche – profuse, la InPhase non è mai riuscita a immettere sul mercato un prototipo commerciale.
La tecnologia hardware che la HVault ha intenzione di riprendere in mano si chiama Holografic Versatile Disc. In breve, HVD. Di olografico c’è però ben poco, almeno se ci si attiene al significato ‘da senso comune’ della parola olografico. Niente visioni stile Star Wars dunque. Niente ‘futuro’ di quel tipo.
Netbook: la Fine di un Ciclo
- 18 Aprile 2012
- Giuseppe Briganti
Qualche anno fa, i netbook rappresentavano la moda del momento. Il primo fu prodotto e messo in commercio da Asus 
(Eee Pc 700) e da allora la simpatica categoria dei ‘mini-pc’ si rese protagonista di un’ascesa, almeno sotto il profilo delle vendite, formidabile.
Da un paio di anni a questa parte, però, le cose stanno cambiando. I netbook stanno percorrendo la parte finale del loro ciclo. Se ne vendono sempre di meno e, soprattutto, sembrano non rientrare più nelle strategie aziendali dei colossi informatici. lenovo
, per fare un esempio, ha dichiarato di recente che non li venderà più online. Cosa sta succedendo? Perché questo repentino e a tratti incomprensibile declino?
Per dare una risposta è necessario scavare tra i motivi che hanno fatto la fortuna dei netbook. In primis, la capacità di soddisfare l’esigenza di mobilità e portabilità




