Mercoledi, 17 Luglio 2019

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Alla Ricerca di Musica Mp3 Gratis


mp3, musica, canzoni

La ricerca di musica è da sempre uno dei bisogni dell'uomo e anche internet non sfugge a questa legge. Una risposta a questa necessità l'hanno data nel tempo diverse applicazioni, via via più evolute, che hanno segnato la storia della musica in formato mp3, sto pensando ai programmi di file sharing, come Napster e Kazaa o, in tempi più recenti, eMule e Bittorrent. La "mission" di queste applicazioni era la libera condivisione di file tra gli utenti, diritto che però, spesso veniva a cozzare con la tutela di un altro diritto, ovvero il diritto di copyright, freccia nell'arco di etichette discografiche e major cinematografiche. Non si è mai giunti ad una soluzione definitiva della questione, tuttavia, in questa guerra senza confini , qualcuno è caduto (napster), altri hanno dovuto subire pesanti processi (kazaa), altri ancora se la passano, tutto sommato, bene (es.eMule). Ma è davvero impossibile accedere gratuitamente a musica in formato mp3, senza violare la legge? Maybe Not..

Ci vorrebbe moto più tempo di quello che ho, nonché maggiori competenze, per rispondere in modo esaustivo ad una domanda del genere, tuttavia, posso dire che esistono dei servizi gratuiti che non richiedendo  l'installazione di software, permettono l'ascolto e a volte il download di musica da internet, senza  implicare una condivisione dei files. La questione che può sembrare banale, assume risvolti interessanti, soprattutto, in relazione alla Legislazione Italiana attualmente ancora in vigore (decreto Urbani), che prevede sanzioni amministrative  e penali per chi scambia opere protette da diritto d'autore.

L'interpretazione di questa legge è, in realtà, piuttosto controversapiuttosto controversa, soprattutto riguardo ad alcuni termini prima eliminati, poi reinseriti, come l'inciso "per trarne profitto", riferito alla condivisione di materiale tutelato da copyright. Fatto sta che, senza addentrarci troppo in questioni giurisprudenziali, l'eliminazione tecnica della condivisione, necessaria nei software di file sharing, e assente nei servizi di cui vi parlerò, riscrive, almeno in parte,  lo scenario dell'accesso alla musica su internet, quantomeno per ciò che riguarda la responsabilità degli utenti (italiani). Scommetto che molti di voi, mi staranno considerando un pignolo, visto che, in ogni caso, acquisire files tramite i programmi P2P è sempre più semplice, consueto e sicuro, tuttavia, pur condividendo in linea di massima questo pensiero (questioni legali a parte), vi informo che il mondo è pieno di pignoli e il recente caso Peppermint (vedi Box), benché non ancora chiarito, ha creato un pericoloso precedente. L'argomento è veramente vasto, ma meglio non divagare, per cui, ecco a voi due interessanti servizi che permettono di ascoltare/scaricare musica gratuitamente.

 

Il CASO PEPPERMINT
I
fatti In breve. Una casa discografica tedesca, La Peppermint Jam Records , nel tentativo di proteggere i propri artisti dal fenomeno pirateria, sulle reti p2p (eMule e BitTorrent) , ha usufruito dei servizi dell’azienda svizzera Logistep, per tracciare un elenco degli Ip dei computer italiani dai quali sono stati
scaricati e condivisi (hash) i brani musicali degli artisti Peppermint. Successivamente la casa discografica si è rivolta allo studio Mahlknecht & Rottensteiner, nella persona dell’avvocato Otto Mahlknecht , che dopo aver ricevuto autorizzazione dal tribunale di Roma, ha richiesto ai provider Italiani (Telecom su tutti) le generalità dei clienti corrispondenti agli Ip incriminati.  Una volta in possesso dei nominativi (3636 in tutto) , lo studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, ha inviato a ciascuno, una raccomandata con ricevuta di ritorno in cui veniva richiesto ai destinatari, una sorta di risarcimento (330 euro) per i danni subiti, minacciando altrimenti di ricorrere alle vie legali (processo penale nella fattispecie). Oltre a questa richiesta di accordo, veniva richiesta la cancellazione dei files incriminati e un impegno firmato a non scaricare più brani, pena il pagamento di una cospicua multa, qualora futuri accertamenti avessero dimostrato il coinvolgimento dell’utente. Le associazioni dei consumatori si sono subito mosse, altroconsumo su tutte, contro quella che pareva proprio essere una violazione del diritto della privacy. Attualmente la questione non è ancora giunta a soluzione, tuttavia il tribunale di Roma, ha respinto l’istanza di Peppermint per avere i nominativi dei clienti Wind intercettati tramite il solito ausilio della Logistep, per cui è auspicabile una soluzione positiva della questione.

RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
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