Martedi, 11 Dicembre 2018

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Chiusura Megaupload e Megavideo: il Punto Della Situazione e le Alternative Presenti in Rete


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L'FBI ha chiuso nei giorni scorsi due dei principali servizi di web hosting e video sharing ( o meglio cyberlocker), quali Megaupload e Megavideo, arrestando alcuni dei principali personaggi che stavano dietro la Megaupload Limited società proprietaria dei siti fondata da Kim Dotcom. Le accuse rivolte dall'amministrazione federale americana vanno dalla violazione del copyright (si parla di 500 milioni di dollari di mancati introiti da parte delle major soprattutto del cinema), al riciclaggio di denaro al racketeering, qualcosa di simile alla “nostra”'associazione a delinquere. Inoltre, secondo l'FBI, gli accusati avrebbero tratto enormi guadagni dalle attività illecite connesse alla gestione del sito, tramite la vendita e la promozione di pacchetti premium che miglioravano lo streaming o le possibilità di download dei contenuti disponibili sui server, e tramite pubblicità.

Il fatto, che temporalmente (ma si tratta con tutta probabilità di una coincidenza) il sequestro sia avvenuto il giorno successivo alle proteste dei colossi web e della rete contro le leggi americane Sopa e Pipa, ha scatenato la reazione della rete e della comunità di hacker legata ad Anonymous che nella notte seguente ha “tirato giù” i siti dell'FBI, quello dell'Universal, della Riaa e della Mpaa. Ora toccherà alla difesa e al discusso Kim Dotcom discolparsi dalle accuse, fatto che, nonostante le apparenze, non è da escludersi, quantomeno per quanto riguarda l'accusa di violazione del copyright. Infatti, pur essendo la vicenda complicata, i gestori della Megaupload Limited nel tempo hanno cercato di eliminare parte dei contenuti protetti da copyright, così come di trovare un accordo con le major americane del cinema.

Il precedente più famoso è in questo caso quello di youtube contro viacom, che viene proprio citato dalla difesa di Dotcom e che non portò all'arresto di nessuno né tanto meno all'oscuramento del celebre portale di video streaming (nonostante anche oggi siano presenti contenuti protetti da copyright sul youtube).Dall'altra parte le autorità americane sostengono che la Megaupload Limited supportasse in maniera attiva parte dei siti web che indicizzavano i contenuti protetti da copyright presenti sui siti della società. C'è da dire che, questioni legali a parte, i servizi erano così famosi che pure sui social network su piattaforme come yahoo answer o tramite semplice ricerche nei motori era possibile trovare i link a questi contenuti.
Che succederà ora nel mondo dei servizi di cyberlocker o di video sharing?


LE ALTERNATIVE A MEGAUPLOAD E A MEGAVIDEO
Tra le alternative più famose a Megavideo possiamo citare lo spagnolo Videoweed, VideoBB, VideoZer, Novamov, Movshare, StageVu e Smotri (se sapete il russo). Altri simili a Megaupload possono essere invece il sito tedesco Rapidshare che risulta probabilmente il più conosciuto, Mediafire, Hotfile, Fileserve e Crocko.
Vi sono poi servizi che offrono spazio online anche gratuito, per la gestione e la sincronizzazione dei propri file che possono essere utilizzati anche per la condivisione di file tra gli utenti. Tra i più famosi sicuramente possiamo citare Dropbox, iCloud (solo per dispositivi Apple), Box, Cloud Drive (Amazon), Ubuntu One (Canonical). Minus e Skydrive (Microsoft).
 

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