Mercoledi, 17 Luglio 2019

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Sopa: Che Cos'è e Come Potrebbe Cambiare il Rapporto tra Internet e Pirateria


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Quella della pirateria informatica è una questione molto attuale: negli ultimi giorni a spaccare l’opinione pubblica è il progetto di legge statunitense che potrebbe portare ad un’inversione di rotta importante sul tema della tutela dei diritti d’autore su internet.
Si tratta del SOPA, acronimo di Stop Online Piracy Act, evoluzione finale di una serie di progetti precedentemente presentati alla Camera dei Rappresentanti e oggetto di diversi emendamenti. Il dibattito ha velocemente oltrepassato i confini statunitensi perché non esiste attualmente un Paese che sia esente dal fenomeno della pirateria. Abbiamo visto, infatti, recentemente quali sono gli gli Stati sotto controllo a causa dei download illegali da parte dell'Amministrazione americana e contenuti nel rapporto special 301.

SOPA: FAVOREVOLI E CONTRARI E RISPETTIVE RAGIONI
Negli States si sono espressi in senso favorevole esponenti dell’industria musicale, cinematografica e farmaceutica nonché produttori di videogiochi, mentre diversi operatori telematici hanno manifestato parere contrario. L’argomentazione dei primi è soprattutto di natura economica: è stato stimato ad esempio che ogni anno la pirateria informatica arreca perdite di milioni di dollari alle società discografiche. Gli oppositori dal canto loro sono numerosi e hanno creato un gruppo di intervento, NetCoalition, al quale hanno aderito colossi informatici come Google, Yahoo, Amazon, eBay, PayPal e Wikipedia. Secondo alcuni rumors tali società starebbero mettendo a punto un’azione di protesta che potrebbe portare all’oscuramento temporaneo e volontario dei contenuti. L’accusa al SOPA è quello di limitare la libertà di espressione su internet fino ai limiti della censura. Ma la NetCoalition non pretende certamente di negare la pericolosità della pirateria informatica, che si propone però di combattere attraverso interventi alternativi. In quest’ottica il SOPA sarebbe soppiantato dal progetto OPEN, sostenuto tra gli altri da Google e Facebook, che punta sul potere del Dipartimento di Giustizia di attuare provvedimenti repressivi contro il fenomeno della pirateria.


SOPA: IN CHE MODO CAMBIERÀ LA PIRATERIA INFORMATICA
La proposta di legge prevede non solo il carcere fino a 5 anni in caso di violazione del diritto d’autore ma anche la possibilità di oscurare i siti web che promuovono file scaricati illegalmente. La norma caricherebbe di grande responsabilità i gestori di Social Network, Facebook e Twitter solo per citarne due dei più noti, e delle piattaforme di condivisione di immagini o video, come ad esempio YouTube: questi dovrebbero infatti rispondere di tutto ciò che viene caricato dagli utenti. Dall’ordinanza seguono cinque giorni di tempo per proporre ricorso ma nel frattempo il sito può essere bloccato in via preventiva. Oltre all’accesso alla fonte sarebbero interrotti anche la pubblicità e i canali di finanziamento.


PIRATERIA INFORMATICA: IN SVEZIA DIVENTA UNA FEDE
E se negli USA si sta attuando una politica anche troppo rigida, in un Paese "insospettabile" come la Svezia si arriva ad un estremo opposto: è stata infatti riconosciuta la Chiesa dei kopimisti, fondata da uno studente universitario di filosofia di nome Isak Gerson. Il programma della religione si basa nella lotta contro il copyright. Una Chiesa che sta richiedendo anche il riconoscimento legale.  

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