Negli ultimi cinque anni, secondo quanto comunicato dall'Antitrust l'incremento dei premi dell'assicurazione RC auto è stato il doppio di quello della zona euro, con aumenti fino al 50% per alcuni profili di persone, soprattutto se residenti Mezzogiorno. L'Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici), che spesso ha opposto dati in controtendenza rispetto a quelli ufficiali, ha comunque addossato la causa di questi aumenti alla forte presenza di frodi in Italia. Per questa ragione il Pacchetto di Liberalizzazioni appena licenziato dal Consiglio dei Ministri contiene qualche piccola misura per arginare le frodi (dematerializzazione del contrassegno cartaceo, scatola nera sulle auto e più concorrenza tra gruppi assicurativi).
Vedremo se la cosa avrà qualche effetto concreto sui premi dell'Rc auto, divenuti una spesa per molti insostenibile, un vero e proprio salasso. Oltre alle differenze di genere e territoriali, già di per sé piuttosto odiose, ma connesse comunque a delle statistiche, si registrano nei premi delle polizze assicurative alcune anomalie che riguardano alcuni gruppi per così dire “etnici”.
Infatti, come riporta Quattroruote
, le polizze Rc auto in Italia sono generalmente più care per gli stranieri ed in particolare per i cittadini Romeni e Polacchi. La questione, già più volte sottolineata dal più famoso periodo automobilistico italiano, è stata sollevata anche dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, che ha inviato una nota direttamente alla Presidenza del Consiglio, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni in merito a questo fenomeno.
L'Unar ha avviato anche un tavolo tecnico con l'Ania e l'Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private) per valutare l'effettiva esistenza del problema e trovare qualche soluzione. L'indagine conoscitiva ha dimostrato che il 25% delle compagnie di assicurazione (rappresentative del campione) applica premi assicurativi maggiorati in relazione alla nazionalità, alcune non tenendo in conto come fattore la residenza.
Ma la discriminazione è davvero così palese e legata a caratteri puramente etnici?
Secondo l'Ania la discriminazione tariffaria, che pur esiste, non ha un obiettivo discriminatorio. In proposito alcune compagnie interpellate dall'Unar hanno sottolineato che le differenze tra i premi delle polizze: “ sono in parte imputabili alla diversità tra Italia e altri Stati di segnaletica stradale, abitudini di guida, densità di traffico e viabilità”. Quasi a sottintendere che queste differenze porterebbero ad una maggiore incidentalità da parte di cittadini stranieri che giustifica quindi il differenziale tra le tariffe. Altre compagnie, si limitano ad indicare la cittadinanza come un fattore determinante per il calcolo della tariffa, escludendo però che ciò sia connesso alla nazionalità dei clienti. Qualunque sia la reale motivazione il problema esiste e l'Unar si auspica che venga risolto, con l'applicazione da parte delle compagnie assicurative delle medesime tariffe sia ai cittadini italiani che a stranieri, a parità di ogni altra condizione. Insomma che la cittadinanza cessi di essere un fattore discriminante per il costo delle tariffe dell'Rc auto.
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