LUnione
Petrolifera ha pubblicato i dati relativi ai consumi di petrolio in
Italia nel 2010. Dalla ricerca che è emerso fatto emergere una
leggera diminuzione della domanda complessiva di petrolio rispetto
allanno precedente, dovuta principalmente al calo dei consumi di
carburante.
Nellintero 2010, i
consumi di petrolio nel nostro Paese sono stati pari a circa 73,2
milioni di tonnellate, in calo del 2,1% rispetto al 2009 , ovvero
poco più di 2 milioni di tonnellate. Nel corso dei 12 mesi i consumi
di benzina sono calati del -5,9%, pari a 626mila tonnellate in meno
rispetto al 2009, mentre quelli di gasolio sono diminuiti dello 0,5%,
ovvero di 118mila tonnellate meno dellanno precedente.
Il calo dei consumi è
confermato anche in riferimento allultimo mese del 2010: a
dicembre infatti i consumi complessivi di petrolio sono ammontati a
circa 6,4 milioni di tonnellate, con un calo di 25mila tonnellate
rispetto al dicembre del 2009, (-0,4%).
Nel dicembre 2010, i
consumi di benzina sono calati del -6,4% rispetto allo stesso mese
del 2009 (-58mila tonnellate), mentre per il gasolio invece il calo è
stato pari a -0,8%, ovvero 18.000 tonnellate in meno. Nel dicembre
2010, dunque, la domanda complessiva di benzina e gasolio è stata
pari a circa 3 milioni di tonnellate, una cifra inferiore del -2,5%
rispetto al dicembre 2009 (-76.000 tonnellate).
Degli aumenti si sono
registrati, invece, per quanto riguarda Gpl autotrazione e
lubrificanti, con il primo che nel dicembre 2010 ha registrato un
aumento del +3%, mentre i secondi invece del +2,9% rispetto allo
stesso mese dellanno precedente.
Benzina
UNIONE PETROLIFERA: CALANO I CONSUMI DI PETROLIO IN ITALIA, SEMPRE PIÙ NUMEROSE LE VETTURE DIESEL
- 21 Gennaio 2011
- Riccardo
AUTOTRASPORTATORI: IN UN ANNO IL PIENO DI UN TIR COSTA IL 18,7% IN PIÙ, PARI A 104,6 EURO
- 09 Dicembre 2010
- IlDuca
Su Blogrisparmio.it ci siamo occupati
spesso del tema dei rincari dei carburanti, ad esempio
provando a dare una spiegazione del differenziale
dei prezzi con l'Europa e suggerendo l'elenco
dei distributori senza marchio (pompe bianche) per cercare di
risparmiare qualcosa nei momenti peggiori. Questo è proprio uno di quei
momenti, con i prezzi dei carburanti alla pompa che stanno
raggiungendo prezzi record, poco compatibili con un periodo di crisi
o comunque di leggere ripresa economica. La Cgia di Mestre ha provato
ad analizzare gli aumenti dei prezzi alla pompa registrati sia per
gli autotrasportatori che per gli automobilisti, analizzando anche il
costo necessario per percorrere alcune tra le più importanti tratte
autostradali italiane: Milano Roma; Torino-Venezia; Bologna-Reggio
Calabria. I risultati non sono molto incoraggianti. Un
autotrasportatore che guida un Tir di peso superiore alle 11
tonnellate e con una capacità di serbatoio di 550 litri, paga il
pieno di gasolio 664 euro, il 18,7% in più dei 560,2 euro necessari
un anno fa (ben 104,6 euro in più).
In riferimento alle tratte
autostradali, l'autotrasportatore pagherà per percorrere
lautostrada Milano-Roma, 39,8 euro in più rispetto allanno
scorso, mentre saranno 27,9 gli euro necessari in più sulla sulla
Torino-Venezia, 73,2 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria e
32,8 euro in più sulla Firenze-Napoli.
Ciò si ripercuoterà anche sui prezzi
dei beni di consumo, visto che, il 70% delle merci in Italia viaggia
su gomma. Inoltre, sottolinea il segretario della Cgia di Mestre,
Giuseppe Bortolussi, questo aumento del gasolio sta mettendo in
ginocchio tantissimi padroncini italiani. A questa situazione si
aggiunge anche il ritardo con cui vengono pagati i trasportatori
italiani, con tempi medi che oscillano tra i 180 e i 240 giorni (6-8
mesi!). Per l'associazione su questo scenario poco incide il peso
della Carbon Tax, ovvero di quel meccanismo che consente agli
autotrasportatori di recuperare una quota del costo del gasolio
sostenuto, pari a 19,78 euro ogni mille litri di gasolio. Un importo
che l'associazione giudica troppo modesto e che dovrebbe essere
ritoccato al rialzo.
CARO BENZINA: DALL'UNIONE PETROLIFERA UNO STUDIO CHE SPIEGA LA DIFFERENZA DEI PREZZI CON L'EUROPA
- 19 Giugno 2010
- IlDuca
Up, l'Unione Petrolifera ha presentato
questa settimana lo studio realizzato da Nomisma Energia :La rete
carburanti nel 2009: il confronto con lEuropa sullo stato della
rete di distribuzione in Italia. Diversi gli spunti di analisi
presentati che provano a spiegare il differenziale con l'Europa e
quali interventi sarebbero necessari per migliorare la
rete distributiva.
Il primo elemento interessante,
presentato nell'indagine, riguarda il diverso andamento del numero
dei punti vendita in Italia ed in Europa. Il processo di
ristrutturazione della rete vede il numero di distributori diminuire
in Europa, mentre in Italia dal 2006 si è assistito all'aumento dei
punti vendita. Questo che rappresenta l'unico caso in Europa, è il
segno delle difficoltà di chiudere i numerosi impianti poco
efficienti e dell'aumentare degli impianti indipendenti. Nel periodo
2001-2009 si è assistito ad un aumento delle cosiddette pompe
bianche del 63% a fronte di una diminuzione del 7% dei punti vendita
con marchio. Secondo l'indagine i dati del Ministero dello Sviluppo
Economico sarebbero ancora più positivi rispetto all'indagine
Nomisma per quanto riguarda lo sviluppo dei distributori indipendenti
(3000 impianti totali). A questo indirizzo puoi trovare l'elenco
dei distributori indipendenti presenti sul territorio italiano.
Nonostante la differenza dei dati, quello che emerge, secondo i
petrolieri, è l'assenza di barriere all'entrata del mercato.
Un secondo problema riguarda l'erogato
medio dei punti vendita italiani rispetto a quelli Europei e la bassa
incidenza delle vendite dei prodotti non oli. I distributori italiani vendono
mediamente il 37% in meno della media europea, 1,5 milioni di litri
contro i 2,49 milioni venduti in Europa. Differenziale che negli
ultimi tre anni è in aumento, anche per l'aumento dei punti vendita
nel nostro Paese a fonte di una diminuzione delle vendite. In più
l'incidenza di vendita dei prodotti non petroliferi è molto bassa.
Nei punti vendita Italiani è pari al 3% mentre la media europea si
attesta al 30%. Questo consentirebbe, secondo l'indagine, ai
distributori dei Paesi Stranieri di avere margini più contenuti sul
prezzo finale pagato dai consumatori.
Nello studio viene minimizzata
l'importanza data dall'opinione pubblica e consumatori al cosiddetto
Stacco Italia, ovvero la differenza tra il prezzo medio dei
carburanti nel nostro Paese e quello praticato negli altri Paesi
europei. Lo stacco medio nel periodo 2005-2009 è stato di 3,5
centesimi al litro, mentre nei primi mesi del 2010 è stato 3,4 cent
al litro. Questa differenza viene messa in relazione sostanzialmente
con la scarsa diffusione dei self service, con la bassa flessibilità
commerciale dei punti vendita italiani (orari troppo rigidi), con
lassenza delle vendite di prodotti diversi dai carburanti, con la
maggiore numerosità della rete a col forte peso degli ipermercati in
paesi ad esempio come la Francia. Un'altra caratteristica che incide
su questo differenziale è secondo l'indagine, i maggiori costi della
burocrazia in Italia rispetto agli altri paesi europei. Lo studio
tende anche a smentire l'opinione che il prezzo della benzina e dei
carburanti in genere sia aumentato troppo rispetto all'indice di
aumento dei prezzi (inflazione). Secondo i dati presentati, infatti,
a fronte di un aumento medio del 19% dell'indice generale dei prezzi
al consumo dal 2001, la benzina e gli altri carburanti sono cresciuti
sostanzialmente in linea con questo dato (+18% e +17%). Lo Studio
afferma anche che il peso dei carburanti nella spesa annua delle
famiglie , stimata in 30mila euro, è pari al 5,4%,(dati 2008) mentre
le spese per le bollette di energia elettrica e gas, anch'esse
collegate al prezzo del petrolio sono state rispettivamente pari
all'1,6% e al 3,5%. L'indagine tende a smentire anche il fatto che le
Pompe Bianche siano effettivamente più conveniente dei distributori
classici, in quanto sostanziali diminuzioni del prezzo alla pompa
sono possibili, secondo i petrolieri solo con un aumento del venduto
in termini di litri.
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AUTOSTRADE PER L'ITALIA: CON PREZZO AMICO 6 CENTESIMI AL LITRO DI SCONTO SUI CARBURANTI
- 21 Maggio 2010
- IlDuca
Qualche tempo fa abbiamo analizzato le
tre
componenti e i meccanismi che detrminano il prezzo della Benzina alla
pompa. Sostanzialmente i prezzi finali sono determinati
dallimposizione fiscale (49-55% del prezzo) ,dalla la quotazione
Platt's dei per autotrazione raffinati (30-36%) e dai margini di
retribuzione del sistema distributivo (12-13%).
Allora il consiglio
fu quello di cercare di risparmiare il con una
guida
il più possibile ecologica e facendo rifornimento, se possibile
nei distributori no logo, il cui elenco
è disponibile a questo indirizzo.
Dal 24 maggio sarà
possibile ottenere uno sconto sul prezzo dei carburanti anche in 80
aree di servizio dislocate lungo la rete di Autostrade per l'Italia
(distanziate mediamente tra loro non più di 60 chilometri).
La campagna di sconto sui carburanti denominata Prezzo Amico
prevede una riduzione del prezzo consigliato dalle compagnie
petrolifere di almeno 6 centesimi di euro al litro, in modalità self service,
rispetto al prezzo consigliato in modalità servito. In più l'iniziativa sarà valida per tutti gli automobilisti che transitano sulla rete
autostradale. Ricordiamo infatti che Autostrade per l'Italia non è
nuova a queste genere di iniziative, che però in passato erano
dedicate solamente agli automobilisti in possesso di telepass. (vedi
approfondimento
in dettaglio)
Cinque i milioni di euro messi a
disposizione da Autostrade per l'Italia, senza alcun obbligo
contrattuale, come precisa Giovanni Castellucci,Amministratore
Delegato di Autostrade per lItalia.
Se la prima parola d'ordine
dell'iniziativa Prezzo Amico è risparmio, la seconda è
sicuramente trasparenza. Autostrade per l'Italia sta continuando la
sua opera di installazione di pannelli elettronici, alimentati ad
energia solare, che aggiorneranno in tempo reale su tre elementi
principali:
- Il prezzo praticato sullimpianto (lo stesso pubblicato lungo lautostrada sui benzacartelloni)
- Il prezzo consigliato in modalità self-service (tipicamente a livello provinciale), autonomamente determinato da ciascuna società petrolifera
- lo sconto effettivo conseguentemente offerto alla clientela
RISPARMIO SUL CARBURANTE: ECCO L'ELENCO DEI DISTRIBUTORI INDIPENDENTI SUDDIVISI PER REGIONE
- 10 Maggio 2010
- Riccardo
Abbiamo visto nei giorni scorsi quali
sono i tre
fattori che influenzano il prezzo dei carburanti e come secondo
il rapporto FIGISC non esista una doppia velocità nell'adeguamento
dei prezzi al variare delle quotazioni del petrolio. Oggi torniamo
sull'argomento per segnalare quali possono essere le possibilità
concrete per i consumatori per risparmiare facendo benzina o gasolio.
Le opportunità sono essenzialmente due: rivolgersi alle
cosiddette pompe bianche (o benzina no logo) o facendo
rifornimento presso alcuni grossi centri commerciali. Cominciamo dal
primo caso.
Le pompe bianche sono distributori
indipendenti, che non appartengono a nessuna multinazionale del
carburante e per questo motivo riescono ad offrire prezzi
decisamente vantaggiosi, ben più bassi rispetto a quelli di mercato.
Il risparmio medio per chi effettua
rifornimento presso le benzine no logo si attesta sui 5/6 centesimi
al litro (con punte anche di 10 centesimi per litro). Cifre di poco
conto all'apparenza ma che possono portare ad un risparmio fino a
100 euro l'anno sulle spese per il carburante. Il principale
problema nel fare rifornimento presso questi distributori risiede nel
fatto che non sono molto diffusi sul territorio nazionale. Ovviamente
la convenienza di fare rifornimento in queste pompe bianche
risiede nella possibilità di averci accesso senza dover percorrere
troppi km. Diversamente il maggior risparmio derivato dai prezzi più
bassi viene eroso dalla maggior distanza da percorrere per fare
rifornimento. Un secondo problema, strettamente connesso al primo, è
che questi distributori non sono di facile localizzazione. A tal
proposito il Codacons in questi giorni ha pubblicato una nota in cui
comunica di aver ottenuto dal Consiglio di Stato una sentenza che da
il via libera alla pubblicazione dell'elenco dei distributori
indipendenti. L'elenco suddiviso regione per regione è disponibile
per il download
in formato excel a questo indirizzo.
Ad una rapida consultazione , si evince
subito come i distributori indipendenti siano decisamente pochi in
Italia; a vantare un buon numero di pompe bianche sono la Lombardia,
l'Emilia Romagna, il Lazio. Molto numerosi sono anche i distributori
no logo nelle Marche, soprattutto in relazione alle dimensioni del
territorio regionale ed alla popolazione complessiva regionale.




