Giovedi, 17 Maggio 2012

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Benzina

AUTOTRASPORTATORI: IN UN ANNO IL PIENO DI UN TIR COSTA IL 18,7% IN PIÙ, PARI A 104,6 EURO

tirbenzinagaso0812.gifSu Blogrisparmio.it ci siamo occupati spesso del tema dei rincari dei carburanti, ad esempio provando a dare una spiegazione del differenziale dei prezzi con l'Europa e suggerendo l'elenco dei distributori senza marchio (pompe bianche) per cercare di risparmiare qualcosa nei momenti peggiori. Questo è  proprio uno di quei momenti, con i prezzi dei carburanti alla pompa che stanno raggiungendo prezzi record, poco compatibili con un periodo di crisi o comunque di leggere ripresa economica. La Cgia di Mestre ha provato ad analizzare gli aumenti dei prezzi alla pompa registrati sia per gli autotrasportatori che per gli automobilisti, analizzando anche il costo necessario per percorrere alcune tra le più importanti tratte autostradali italiane: Milano Roma; Torino-Venezia; Bologna-Reggio Calabria. I risultati non sono molto incoraggianti. Un autotrasportatore che guida un Tir di peso superiore alle 11 tonnellate e con una capacità di serbatoio di 550 litri, paga il pieno di gasolio 664 euro, il 18,7% in più dei 560,2 euro necessari un anno fa (ben 104,6 euro in più).
In riferimento alle tratte autostradali, l'autotrasportatore pagherà per percorrere l’autostrada Milano-Roma, 39,8 euro in più rispetto all’anno scorso, mentre saranno 27,9 gli euro necessari in più sulla sulla Torino-Venezia, 73,2 euro in più sulla Bologna-Reggio Calabria e 32,8 euro in più sulla Firenze-Napoli.
Ciò si ripercuoterà anche sui prezzi dei beni di consumo, visto che, il 70% delle merci in Italia viaggia su gomma. Inoltre, sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, questo aumento del gasolio sta mettendo in ginocchio tantissimi padroncini italiani. A questa situazione si aggiunge anche il ritardo con cui vengono pagati i trasportatori italiani, con tempi medi che oscillano tra i 180 e i 240 giorni (6-8 mesi!). Per l'associazione su questo scenario poco incide il peso della Carbon Tax, ovvero di quel meccanismo che consente agli autotrasportatori di recuperare una quota del costo del gasolio sostenuto, pari a 19,78 euro ogni mille litri di gasolio. Un importo che l'associazione giudica troppo modesto e che dovrebbe essere ritoccato al rialzo.

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CARO BENZINA: DALL'UNIONE PETROLIFERA UNO STUDIO CHE SPIEGA LA DIFFERENZA DEI PREZZI CON L'EUROPA

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upbenzinanomisma09.gifUp, l'Unione Petrolifera ha presentato questa settimana lo studio realizzato da Nomisma Energia :“La rete carburanti nel 2009: il confronto con l’Europa” sullo stato della rete di distribuzione in Italia. Diversi gli spunti di analisi presentati che provano a spiegare il differenziale con l'Europa e quali interventi sarebbero necessari per migliorare la rete distributiva.
Il primo elemento interessante, presentato nell'indagine, riguarda il diverso andamento del numero dei punti vendita in Italia ed in Europa. Il processo di ristrutturazione della rete vede il numero di distributori diminuire in Europa, mentre in Italia dal 2006 si è assistito all'aumento dei punti vendita. Questo che rappresenta l'unico caso in Europa, è il segno delle difficoltà di chiudere i numerosi impianti poco efficienti e dell'aumentare degli impianti indipendenti. Nel periodo 2001-2009 si è assistito ad un aumento delle cosiddette pompe bianche del 63% a fronte di una diminuzione del 7% dei punti vendita con marchio. Secondo l'indagine i dati del Ministero dello Sviluppo Economico sarebbero ancora più positivi rispetto all'indagine Nomisma per quanto riguarda lo sviluppo dei distributori indipendenti (3000 impianti totali). A questo indirizzo puoi trovare l'elenco dei distributori indipendenti presenti sul territorio italiano. Nonostante la differenza dei dati, quello che emerge, secondo i petrolieri, è l'assenza di barriere all'entrata del mercato.
Un secondo problema riguarda l'erogato medio dei punti vendita italiani rispetto a quelli Europei e la bassa incidenza delle vendite dei prodotti non oli. I distributori italiani vendono mediamente il 37% in meno della media europea, 1,5 milioni di litri contro i 2,49 milioni venduti in Europa. Differenziale che negli ultimi tre anni è in aumento, anche per l'aumento dei punti vendita nel nostro Paese a fonte di una diminuzione delle vendite. In più l'incidenza di vendita dei prodotti non petroliferi è molto bassa. Nei punti vendita Italiani è pari al 3% mentre la media europea si attesta al 30%. Questo consentirebbe, secondo l'indagine, ai distributori dei Paesi Stranieri di avere margini più contenuti sul prezzo finale pagato dai consumatori.
Nello studio viene minimizzata l'importanza data dall'opinione pubblica e consumatori al cosiddetto “Stacco Italia”, ovvero la differenza tra il prezzo medio dei carburanti nel nostro Paese e quello praticato negli altri Paesi europei. Lo stacco medio nel periodo 2005-2009 è stato di 3,5 centesimi al litro, mentre nei primi mesi del 2010 è stato 3,4 cent al litro. Questa differenza viene messa in relazione sostanzialmente con la scarsa diffusione dei self service, con la bassa flessibilità commerciale dei punti vendita italiani (orari troppo rigidi), con l’assenza delle vendite di prodotti diversi dai carburanti, con la maggiore numerosità della rete a col forte peso degli ipermercati in paesi ad esempio come la Francia. Un'altra caratteristica che incide su questo differenziale è secondo l'indagine, i maggiori costi della burocrazia in Italia rispetto agli altri paesi europei. Lo studio tende anche a smentire l'opinione che il prezzo della benzina e dei carburanti in genere sia aumentato troppo rispetto all'indice di aumento dei prezzi (inflazione). Secondo i dati presentati, infatti, a fronte di un aumento medio del 19% dell'indice generale dei prezzi al consumo dal 2001, la benzina e gli altri carburanti sono cresciuti sostanzialmente in linea con questo dato (+18% e +17%). Lo Studio afferma anche che il peso dei carburanti nella spesa annua delle famiglie , stimata in 30mila euro, è pari al 5,4%,(dati 2008) mentre le spese per le bollette di energia elettrica e gas, anch'esse collegate al prezzo del petrolio sono state rispettivamente pari all'1,6% e al 3,5%. L'indagine tende a smentire anche il fatto che le Pompe Bianche siano effettivamente più conveniente dei distributori classici, in quanto sostanziali diminuzioni del prezzo alla pompa sono possibili, secondo i petrolieri solo con un aumento del venduto in termini di litri. 

 

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AUTOSTRADE PER L'ITALIA: CON PREZZO AMICO 6 CENTESIMI AL LITRO DI SCONTO SUI CARBURANTI

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benzinaprezzoamico.gifQualche tempo fa abbiamo analizzato le tre componenti e i meccanismi che detrminano il prezzo della Benzina alla pompa. Sostanzialmente i prezzi finali sono determinati dall’imposizione fiscale (49-55% del prezzo) ,dalla la quotazione Platt's dei per autotrazione raffinati (30-36%) e dai margini di retribuzione del sistema distributivo (12-13%).
Allora il consiglio fu quello di cercare di risparmiare il  con una guida il più possibile ecologica e facendo rifornimento, se possibile nei distributori no logo, il cui elenco è disponibile a questo indirizzo.
Dal 24 maggio sarà possibile ottenere uno sconto sul prezzo dei carburanti anche in 80 aree di servizio dislocate lungo la rete di Autostrade per l'Italia (distanziate mediamente tra loro non più di 60 chilometri). La campagna di sconto sui carburanti denominata “Prezzo Amico” prevede una riduzione del prezzo consigliato dalle compagnie petrolifere di almeno 6 centesimi di euro al litro, in modalità self service, rispetto al prezzo consigliato in modalità servito. In più l'iniziativa sarà valida per tutti gli automobilisti che transitano sulla rete autostradale. Ricordiamo infatti che Autostrade per l'Italia non è nuova a queste genere di iniziative, che però in passato erano dedicate solamente agli automobilisti in possesso di telepass. (vedi approfondimento in dettaglio)
Cinque i milioni di euro messi a disposizione da Autostrade per l'Italia, “senza alcun obbligo contrattuale”, come precisa Giovanni Castellucci,Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia.
Se la prima parola d'ordine dell'iniziativa “Prezzo Amico” è risparmio, la seconda è sicuramente trasparenza. Autostrade per l'Italia sta continuando la sua opera di installazione di pannelli elettronici, alimentati ad energia solare, che aggiorneranno in tempo reale su tre elementi principali:

  1. Il prezzo praticato sull’impianto (lo stesso pubblicato lungo l’autostrada sui benzacartelloni)
  2. Il prezzo consigliato in modalità self-service (tipicamente a livello provinciale), autonomamente determinato da ciascuna società petrolifera
  3. lo sconto effettivo conseguentemente offerto alla clientela
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RISPARMIO SUL CARBURANTE: ECCO L'ELENCO DEI DISTRIBUTORI INDIPENDENTI SUDDIVISI PER REGIONE

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pompebianchecom.gifAbbiamo visto nei giorni scorsi quali sono i tre fattori che influenzano il prezzo dei carburanti e come secondo il rapporto FIGISC non esista una doppia velocità nell'adeguamento dei prezzi al variare delle quotazioni del petrolio. Oggi torniamo sull'argomento per segnalare quali possono essere le possibilità concrete per i consumatori per risparmiare facendo benzina o gasolio. Le opportunità sono essenzialmente “due”: rivolgersi alle cosiddette “pompe bianche” (o “benzina no logo”) o facendo rifornimento presso alcuni grossi centri commerciali. Cominciamo dal primo caso. 
Le pompe bianche sono distributori indipendenti, che non appartengono a nessuna multinazionale del carburante e per questo motivo riescono ad offrire prezzi decisamente vantaggiosi, ben più bassi rispetto a quelli di mercato.
Il risparmio medio per chi effettua rifornimento presso le benzine no logo si attesta sui 5/6 centesimi al litro (con punte anche di 10 centesimi per litro). Cifre di poco conto all'apparenza ma che possono portare ad un risparmio fino a 100 euro l'anno sulle spese per il carburante. Il principale problema nel fare rifornimento presso questi distributori risiede nel fatto che non sono molto diffusi sul territorio nazionale. Ovviamente la convenienza di fare rifornimento in queste “pompe bianche” risiede nella possibilità di averci accesso senza dover percorrere troppi km. Diversamente il maggior risparmio derivato dai prezzi più bassi viene eroso dalla maggior distanza da percorrere per fare rifornimento. Un secondo problema, strettamente connesso al primo, è che questi distributori non sono di facile localizzazione. A tal proposito il Codacons in questi giorni ha pubblicato una notapubblicato una nota in cui comunica di aver ottenuto dal Consiglio di Stato una sentenza che da il via libera alla pubblicazione dell'elenco dei distributori indipendenti. L'elenco suddiviso regione per regione è disponibile per il download in formato excel a questo indirizzodownload
in formato excel a questo indirizzo.
Ad una rapida consultazione , si evince subito come i distributori indipendenti siano decisamente pochi in Italia; a vantare un buon numero di pompe bianche sono la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Lazio. Molto numerosi sono anche i distributori no logo nelle Marche, soprattutto in relazione alle dimensioni del territorio regionale ed alla popolazione complessiva regionale.

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COME SI FORMANO I PREZZI DELLA BENZINA E COME VARIANO IN RELAZIONE ALLE QUOTAZIONI INTERNAZIONALI

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osservatoriofigisc.gifPer fare un po' di chiarezza sull'andamento dei prezzi dei carburanti ha fatto il debutto questa settimana il nuovo Osservatorio settimanale FIGISC  (federazione Italiana Gestione Impianti Stradali carburanti). Questo rapporto settimanale si propone di fare chiarezza su problematiche non sempre di facile comprensione e che hanno bisogno di adeguati approfondimenti. L'utilità di questo strumento è quella di fornire una rappresentazione il più possibile “oggettiva” dei fatti economico-tecnici che riguardano il prezzo dei carburanti a livello internazionale e la loro traslazione nel sistema distributivo nazionale. Il rapporto insomma si propone di stabilire se esiste la famosa doppia velocità nell'adeguamento dei prezzi alle quotazioni internazionali e al cambio euro/dollaro, ovvero rapidi aumenti dei prezzi alla pompa al crescere delle quotazioni del greggio e lente diminuzioni nel caso opposto, col fine di speculare sui prezzi. Nel primo rapporto viene spiegato quali parametri influiscono sui prezzi dei carburanti, ovvero principalmente la quotazione in dollari od euro/barile del greggio di riferimento (Brent) e quindi il tasso di cambio euro/dollaro , ma, soprattutto, la quotazione dei prodotti per autotrazione “finiti” (cioè raffinati), espressi sul mercato internazionale dall’agenzia Platt's, area Mediterraneo.
Queste quotazioni vengono fissate ogni giorno, con l'esclusione del sabato, della domenica e dei giorni festivi a causa della chiusura del mercato. Gli effetti delle quotazioni hanno manifestazione dal secondo giorno dalla loro fissazione, per cui la quotazione Platt’s del lunedì influisce sul prezzo finale del mercoledì , quelle del martedì sul giovedì e così a seguire.
Il Ministero dello sviluppo Economico, come avevamo spiegato in questo nostro articolo, pubblica con cadenza settimanale il prezzo “ufficiale ” medio praticato nella rete distributiva nazionale. Tuttavia questo prezzo ha il limite di essere il dato di un solo giorno (il lunedì) e consente un'analisi discontinua solo sulle variazioni intervenute tra il giorno finale della rilevazione precedente ed il giorno finale della rilevazione corrente. Per ovviare a questo limite e analizzare in modo più approfondito come le variazioni internazionali vengono trasferite sul prezzo nazionale con cadenza giornaliera, l’Osservatorio settimanale FIGISC si avvale di quello che è considerato il prezzo di riferimento medio nazionale delle aziende petrolifere per gli impianti “serviti”. Si tratta di un prezzo nominale lordo che , a causa dei margini commerciali e delle variabili territoriali, risulta essere sempre più alto di alcuni centesimi di quello effettivamente praticato e rilevato dal Ministero (intorno ai 3 centesimi).
La composizione del prezzo, strutturato sulla media settimanale del prezzo nominale, è il risultato di tre componenti sostanziali: l’imposizione fiscale, il prezzo del carburante vero e proprio (Platt's), i costi ed i margini di retribuzione del sistema distributivo (ricavo industriale). Come abbiamo visto più sopra il prezzo del carburante vero e proprio è la quotazione Platt's internazionale del greggio per l'area del Mediterraneo ed è l'unico fattore dei tre concretamente influenzato dal mercato internazionale e dal tasso di cambio euro/dollaro. Il ricavo industriale è costituito dai costi e dai margini del sistema distributivo tra cui ad esempio: ammortamenti degli investimenti per gli impianti di distribuzione, costi di manutenzione, costi per trasporti e logistica, royalties e fitti passivi, campagne promozionali, margine del gestore dell’impianto etc etc.
Infine la componente fiscale complessiva (accise + IVA 20 %) che pesa attualmente sul prezzo finale per il 55,97 % per la benzina e per il 49,74 % per il gasolio. Per cui fatto 100 il prezzo della benzina, nella settimana precedente la stesura dell'articolo il prezzo è stato composto per il 55,97 % dagli oneri fiscali, dal 31,61% dalla quotazione Platt's e dal 12,42 % per quanto riguarda il ricavo industriale. Analogamente per il gasolio, i costi degli oneri fiscali hanno contribuito alla formazione del prezzo per il 49, 74%, la quotazione Platt's per il 36,85% e il ricavo industriale per il 13,41%.
Per quanto riguarda i prezzi dell'area Euro, l'Italia sulla base delle rilevazioni del Ministero dello Sviluppo Economico si trova al settimo posto nella classifica dei Paesi con i prezzi più cari (prima è l'Olanda con un prezzo al litro di 1,531) e sesta in quella del gasolio (primo è il Regno Unito con 1,413 necessari per un litro di diesel). 

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