Lunedi, 22 Ottobre 2018

Biomasse

Biomasse: In Arrivo i Biocarburanti A Base Di Eucalipto

eucalipto, biocarburanti, biomasseLa biomassa è quell’insieme di sostanze di origine organica con un valore energetico. La biomassa di tipo solido viene per lo più usata per il riscaldamento e per la produzione di energia ed è originata principalmente da residui agricoli, da processi di lavorazione del legno, da residui di boschi e foreste, da residui dell’industria cartaria, ecc. Grazie al suo alto potere calorifico, questo tipo di biomassa è adatta anche come combustibile e carburante.
A Pretoria, in Sudafrica, un gruppo internazionale di ricercatori universitari del Forestry and Agricultural Biotechnology Institute ha ricostruito la mappa genetica dell’eucalipto, scoprendo delle caratteristiche che aprono una nuova strada nelle energie rinnovabili.

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GREENPEACE: LA POLITICA UE SUI BIOCARBURANTI AUMENTERÀ LE EMISSIONI E METTERÀ IN PERICOLO L'AMBIENTE

greenpeacebiocarbo0911.gifGli obiettivi comunitari sui biocarburanti causeranno in tutto il mondo il cambio d'uso di 69 mila km quadrati di suolo nel prossimo decennio, con effetti negativi su clima, foreste, biodiversità e sicurezza alimentare. Questo il dato che emerge dal nuovo rapporto “Biocarburanti: Quando bio non è sinonimo di verde", realizzato da Greenpeace in collaborazione con altre ONG quali ActionAid, Bird Life International, Client Earth, European Environmental Bureau, Fern, Friends of the Earth Europe, Wetlands International, Transport & Environment. Secondo il rapporto, a causa delle politiche europee sui biocarburanti, sarà necessario destinare alle colture energetiche un'area pari a due volte il Belgio, mettendo a rischio non solo il territorio ma anche le comunità più povere, che combattono ogni giorno contro la fame (secondo l'ultimo rapporto Fao sono circa 925 milioni di persone).
Gli obiettivi comunitari prevedono l'uso del 9,5% di biocarburanti sul totale dei carburanti nel settore dei trasporti nel 2020.
Secondo Greenpeace il cambiamento dei suoli per soddisfare la domanda crescente di energia, comporterà per le attività agricole la necessità di spostarsi altrove spesso a scapito di foreste, pascoli e altri ecosistemi. Ciò comporterà un'emissione aggiuntiva di gas serra compresa tra 27 e 56 milioni di tonnellate, pari a 12-26 milioni di nuove auto in circolazione. Per cui i biocarburanti causeranno, secondo i calcoli dell'associazione, un aumento delle emissioni di gas serra compreso tra l'81% e il 167% rispetto alle fonti fossili.
Cinque Paesi, nell'ambito di attuazione degli obietti europei, saranno responsabili dei 2/3 dell'aumento di queste emissioni, a causa del cambio d'uso dei suoli. Si tratta di Inghilterra che produrrà 13,3 milioni di tonnellate di nuova CO2 al 2020, di Spagna (9.5 milioni di tonnellate di CO2), Germania (8.6 milioni di tonnellate), Italia (5,3 milioni di tonnellate) e Francia (3,9 milioni di tonnellate).
Secondo il responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia, Chiara Campione, i danni che l'Europa causerà con il piano per i biocarburanti sono molto chiari e riguarderanno foreste ed ecosistemi naturali, che verranno distrutti o gravemente compromessi solo per alimentare i serbatoi delle nostre automobili con la cosiddetta 'benzina verde'".
Secondo la responsabile dell'Unità di Policy di ActionAid, Livia Zoli, questo piano europeo giustifica le multinazionali nell'accaparramento di terre nei Paesi in via di sviluppo da destinare alla produzione di biocarburanti piuttosto che a quella di cibo.

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Enea: Online l'Atlante Delle Biomasse Agricole e Forestali Disponibili in Italia

atlante biomasse, eneaL'Enea ha pubblicato un'interessante applicazione, contenente i quantitativi producibili di biogas e di biomasse agricole e forestali, che sfrutta le immagini ricavate da telerilevamento satellitare e aereo. Il progetto del censimento del potenziale delle biomasse, nato nel 2008 con un accordo di programma tra l’ENEA e il Ministero dello Sviluppo Economico, sfrutta un software GIS (Geographical Information System), molto potente, interattivo e intuitivo, che consente vari gradi di elaborazione e visualizzazione dei risultati. 
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Biomasse e Biogas: Dall'Agricoltura un Grande Potenziale Ma Occorrono Certezze Sugli Incentivi

biomasse, agricoltura, incentiviNei giorni giorni scorsi la Direzione Generale del Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, ha inviato alla Commissione Europea il Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili del nostro Paese. Il piano che, abbiamo analizzato con l'aiuto di Legambiente, è stato sottoposto ad un’ampia consultazione pubblica che ha coinvolto diversi soggetti istituzionali, tra i quali anche diverse associazioni ambientaliste e di settore. Come abbiamo visto sia Legambiente che Enea (nel proprio rapporto annuale), convenivano sul fatto che il piano fosse sottostimato, soprattutto per ciò che riguarda alcune fonti rinnovabili dall'alto potenziale ma che risultano poco sviluppate, e poco considerate. Tra queste vi sono sicuramente le biomasse da allevamenti zootecnici ed alimentari

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BIOGAS DA DEIEZIONI ANIMALI: ENERGIA RINNOVABILE E SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE

biocarburanti | Page 2

maialinibiogas.gifUn vecchio adagio recitava : “Del maiale non si butta via niente”. Questo detto, tanto vero in gastronomia può essere applicato anche nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili. Le deiezioni (escrementi) degli animali da allevamento (suini, bovini e pollame vario), infatti, possono essere utilizzate facilmente per la produzione di biogas. Il biogas prodotto, a sua volta può essere utilizzato in motori azionanti gruppi elettrogeni, per produrre energia elettrica, oppure in delle caldaie, per generare energia termica (riscaldamento), o ancora meglio in cogeneratori, per la produzione combinata dei due tipi di energia. Questa soluzione può rappresentare una grosso aiuto per il raggiungimento degli obiettivi comunitari in tema di produzioni di energie rinnovabili (20% entro il 2020) e contribuire alla salvaguardia dell'ambiente. A tal proposito l'AebiomAebiom, l'associazione europea per la promozione delle biomasse, stima che l'Italia potrebbe ricavare dallo sfruttamento delle deiezioni animali 0,40 Mtep (milioni di tonnellate di petrolio equivalente) di energia, pari a oltre 4.500 Gwh.
Considerando la grande diffusione degli allevamenti nel nostro Paese, Aebion stima il potenziale energetico del nostro paese al sesto posto in Europa, dietro a Francia (1,16 Mtep), Germania (0,88 Mtep), Regno Unito (0,58 Mtep), Spagna (0,54 Mtep) e Polonia (0,44 Mtep). Più in generale l'associazione calcola che entro il 2020, la produzione di biogas da deiezioni animali potrebbe raggiungere il 6% della produzione di energia da fonti rinnovabili in Europa.
Ma la produzione di biogas da deiezioni animali assume un secondo ordine di importanza,per il fatto che contribuisce allo smaltimento degli escrementi animali, che , a differenza del pensiero comune, non possono essere utilizzati come concime. Le deiezioni liquide e semi liquide del bestiame contengono, infatti, alti livelli di fosforo e azoto che, se riversati nell'ambiente,potrebbero creare grossi problemi alle falde acquifere, ai corsi d'acqua e all'ambiente. Per cui il ricorso a impianti di produzione di biogas, diventa doppiamente conveniente, vista la possibilità di “vendere energia” elettrica, tramite il meccanismo dei certificati verdi e visti i benefici ambientali derivanti dal recupero delle deiezioni animali.

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