Sabato, 20 Ottobre 2018

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THOR TRASFORMA I RIFIUTI IN CARBURANTE


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Inutile commentare l’immane tragedia (il termine forte in questo caso è d’obbligo) che sta avvenendo a Napoli e dintorni in questi giorni, dove migliaia di tonnellate di rifiuti istituzioni stanno letteralmente inghiottendo la città. Come si sia arrivati a questa situazione è ormai tristemente noto, colpa delle, dicono in molti, della “camorra” o meglio del “sistema”, direbbero altri, quello che è certo è che la mancata attuazione (parziale o totale) delle varie normative in materia, prima fra tutte la “famigerata” raccolta differenziata, non aiuta di certo a migliorare lo stato delle cose. Certo, la situazione della Campania è di sicuro la più esasperata, ma anche qui si potrebbero ottenere dei buoni risultati attraverso l’impiego dell’ultimo progetto elaborato da Cnr in collaborazione con Assing spa, chiamato progetto Thor (acronimo di Total House Waste Recycling, ovvero riciclaggio completo dei rifiuti domestici) attraverso cui è possibile recuperare i rifiuti e trasformarli in materiali riutilizzabili e in combustibile, e tutto questo senza la necessità di una preventiva raccolta differenziata. Il primo impianto in funzione è quello in Sicilia, che è in grado di trasformare fino a otto tonnellate di rifiuti all’ora. Attraverso un processo di raffinazione meccanica dei rifiuti il meccanismo è in grado di separare le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

 

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L’impianto, infatti, riduce i rifiuti a dimensioni di circa dieci millesimi di millimetro, ottenendo come risultante un materiale omogeneo purificato dalle sostanze nocive e da quelle di contenuto calorifico. Quest’ultime in seguito potranno essere utilizzate come combustibile, che, come spiega l’inventore di Thor, Paolo Plescia, potrà essere usato con qualunque sistema termico, compresi i motori a biodiesel, le caldaie a vapore e i sistemi di riscaldamento centralizzati..Il prodotto può essere usato alternativamente usato come combustibile solido oppure come bio-olio per motori diesel. Ma una delle caratteristiche più interessanti deve ancora essere descritta: l’impianto è completamente autonomo, ovvero funziona utilizzando l’energia che esso stesso produce, cedendo all’esterno quella prodotta ma non usata. Inoltre esso è completamente meccanico e non termico, quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, evitando quindi lo stoccaggio dei rifiuti ( con i conseguenti odori ovviamente non piacevoli..) L’ultima caratteristica degna di nota infine è che l’impianto è mobile, ed è quindi possibile trasportarlo in zone di emergenza dove è necessario trattare i rifiuti in modo rapido ed il tutto ad un costo contenuto: infatti un impianto medio che trasforma circa 4 tonnellate di rifiuti all’ora costa in media 2milioni di euro. Inoltre Plescia sottolinea che lo stesso tipo di impianto presenta costi di circa 40 euro per tonnellata di materiale. Il risparmio balza subito all’occhio, dato che la stessa quantità di materiale richiederebbe un costo di circa 100 euro in una discarica, e di 250 in un inceneritore. Che dire di altro? Speriamo solo che una volta risolta l'emergenza non si dimentichi il “problema rifiuti” in campania, ma ci si applichi per una soluzione definitiva che, magari, tenga conto anche di proposte innovative ai soliti termovalizzatori. come questo inedito progetto italiano.

 

[Via: Ansa.it ] 


CREDIT
Si ringrazia l'utente marcodelsorbo di flickr per l'immagine


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