Domenica, 5 Febbraio 2012

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UNA BENZINA RINNOVABILE DALLE ALGHE


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Ci eravamo già occupati in passato della possibilità di utilizzare alghe e microrganismi per ottenere combustibili, allora si parlava di Idrogeno e Biodiesel oggi si ipotizza la capacità di ottenere un carburante molto simile alla benzina da microrganismi fotosintetici. Comune denominatore alle ricerche (oltre alle alghe) è la California, terra fertile per la sperimentazione e sede della Sapphire Energy, la compagnia che mira alla creazione della prima benzina rinnovabile. Il comunicato stampa dell'azienda, datato 28 maggio, in realtà parla di risultato centrato e non solo ambito, con la “creazione” di una benzina rinnovabile a 91 ottani conforme alle certificazioni ASTM. Questo combustibile, ottenuto con processi produttivi innovativi, viene presentato come in grado di funzionare con i motori odierni, distinguendosi però, da biodiesel ed etanolo sia dal punto di vista chimico sia per ciò che riguarda i risvolti negativi che concernono le coltivazioni e la diminuzione della quantità di cibo per gli uomini.

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Il comunicato non entra nei dettagli di questi processi produttivi, limitandosi ad affermare che i ricercatori della compagnia hanno creato una piattaforma in grado di ottenere questo combustibile neutro dal punto di vista dell'anidride carbonica a partire da pochi e semplici elementi: un terreno non arabile, microrganismi fotosintetici, luce del sole e anidride carbonica. Alcuni punti vengono però chiariti in merito all'efficienza dei processi per ciò che riguarda l'acqua e all'assenza dei risvolti negativi che affliggono i biocarburanti, in quanto non vengono utilizzate colture alimentari (grano, cereali, zucchero...), né terre fertili per la produzione di questa benzina rinnovabile. Tutto questo grazie al ricorso alle alghe, in grado di prosperare anche in terre non fertili appunto o con acqua non pulita, purché in presenza di luce solare e anidride carbonica. Il comunicato chiarisce anche in che senso questa benzina speciale viene definita neutra per ciò che riguarda anidride carbonica e gas serra. La benzina prodotta dalla Sapphire si comporta, infatti, in tutto e per tutto come la benzina classica, ovvero rilascia nell'ambiente la stessa quantità di anidride carbonica, tuttavia ogni atomo di carbonio rilasciato è stato precedentemente sottratto all'ambiente dalle alghe nel processo di produzione. Insomma se tutte queste notizie fossero confermate dai fatti, avremmo un combustibile totalmente equiparabile alla benzina a 91 ottani che mantiene pressoché inalterato l'impatto delle emissioni sull'ambiente e non va ad incidere su coltivazioni e risorse alimentari, in quanto sfrutta alghe e non prodotti commestibili. Un prodotto del genere, in un periodo di crisi energetica come quello in cui stiamo vivendo, pare quasi inestimabile ed infatti la Sapphire non va oltre le poche notizie di cui sopra, trascurando i riferimenti all'economicità dell'operazione di produzione di questo fantomatico carburante. Rimaniamo sintonizzati in attesa di nuove notizie, casomai che fosse veramente la volta buona.


CREDIT
Si ringrazia l'utente jurvetson di flickr pe rl'immagine


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