Abbiamo visto che non solo i cittadini ma anche i Comuni si sono lamentati della nuova IMU, sottolineando come questa sia una tassa statale, travestita da municipale che garantisce ai municipi un gettito pari al 72% di quello della vecchia ICI.
Proteste che non sono cadute invano, infatti dal prossimo anno qualcosa cambierà. A sottolinearlo è l'Anci che, non senza soddisfazione, annuncia che dal 2013 l'IMU, tornerà ad essere un'imposta municipale, come inizialmente concepita e poi modificata per questioni di bilancio. Il Governo si è impegnato a trasferire il gettito interamente ai Comuni, in cambio dell'azzeramento del fondo di riequilibrio per il federalismo, mentre per quest'anno si procederà come stabilito con una parte di entrate che andrà allo Stato centrale (9 miliardi di euro) e l'altra ai Municipi (12 miliardi di euro).
Non si sa ancora come avverrà questo passaggio, ma dall'Anci preannunciano, ed è questa la notizia più importante per i cittadini, che la gestione dell'imposta da parte dei Comuni consentirà un abbassamento delle aliquote. Un annuncio che speriamo non venga disatteso, come spesso capita quando dalla teoria si passa alla pratica. Anche perchè come detto i Comuni perderanno il fondo di riequilibrio del federalismo municipale che ha il compito di bilanciare le disparità tra le città ricche e quelle più povere.
Ma altre novità potrebbero andare a modificare l'assetto economico-finanziario dei Comuni. Infatti, spiega l'Anci, esiste un impegno molto forte del governo a procedere ai pagamenti e allo sblocco dei residui passivi, agendo sul fronte del patto di stabilità. Ciò permetterà ai Comuni di pagare le imprese che hanno fatto lavori in conto capitale e gli investimenti. Si tratta di un terreno minato dove muoversi con cautela visto i vincoli di bilancio per il raggiungimento del pareggio da un lato e la necessità di dare liquidità alle imprese per assicurarne la continuità aziendale.
Altro punto importante riguarda il federalismo demaniale con un accordo sulla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico italiano che potrebbe costituire un importante risorsa per abbattere il debito pubblico italiano.
Infine il governo ha annunciato importanti aperture anche per le città metropolitane e i piccoli Comuni.
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