Secondo i dati forniti dallIstat,
continuano a lievitare in Italia i prezzi per i fabbricati
residenziali: nel confronto tra il primo trimestre del 2011 e
lultimo trimestre del 2010, infatti, laumento dei prezzi è
cresciuto del 2,7%. Mentre tra il primo trimestre del 2011 e
lanalogo periodo del 2010, la crescita è stata pari al 4,7%.
A far crescere le spese per il
cittadino che si appresta ad acquistare unabitazione è
soprattutto il costo della manodopera, salito del 4,7% tra il primo
trimestre del 2011 ed il primo trimestre del 2010, seguito dal costo
dei materiali, che è invece aumentato dell4,9%, e da trasporti e
noli, i cui costi sono aumentati nello stesso periodo di tempo del
4,3%.
Per quanto riguarda la manodopera, ad
aumentare sono stati soprattutto i costi del lavoro degli operai
specializzati, saliti del 4,8%. Sono comunque in aumento anche i
costi per gli operai qualificati (+4,6) e per gli operai comuni
(+4,2%).
Dal punto di vista dei materiali,
invece, laumento più netto dei costi è quello che riguarda i
metalli, il cui prezzo è cresciuto tra il primo trimestre del 2010 e
lo stesso periodo del 2011 ben del 20,3%. Anche gli infissi sono
divenuti molto più costosi, dal momento che il loro prezzo è
aumentato dell11,8%. Si registrano, invece aumenti diffusi, ma
meno consistenti, anche per una vasta gamma di altri materiali quali
materiali ed apparecchiature elettriche, impermeabilizzazioni e
isolamento termico, apparecchiature idrico-sanitarie, rivestimenti e
pitture, laterizi e prodotti in calcestruzzo ed altro ancora.
A diminuire sono invece i prezzi per
inerti (-0,4), leganti (-2,0), impianti di riscaldamento (-0,5) e
soprattutto impianti di sollevamento (-6,1%).
Case ed Immobili
Crescono i Costi per la Costruzione di Fabbricati Residenziali, Prezzi su per Manodopera e Materiali
- 19 Maggio 2011
- Riccardo
I Prezzi Restano Stabili e Metà Delle Famiglie Non ha un Reddito Sufficiente per Comprare Casa
- 18 Maggio 2011
- IlDuca
Nei giorni scorsi è stato presentato
il Rapporto
Immobiliare 2011
, redatto dall'Agenzia del Territorio in
collaborazione con lAbi, in cui viene fatto un bilancio
dellandamento del mercato immobiliare delle abitazioni nel 2010.
In sintesi il rapporto sottolinea come
la crisi delle compravendite immobiliari, iniziata nel 2006 dopo 10
anni di crescita costante, ha trovato nel 2010 un piccolo segnale di
ripresa anche se più debole di quanto inizialmente ci si poteva
aspettare. Va detto però che il volume delle compravendite di
abitazioni è cresciuto nel 2010 dello 0,5%, rispetto al 2009, per
la prima volta negli ultimi tre anni, pur rimanendo ancora inferiore a quello registrato nel 1999. In più i
segnali positivi dei primi due trimestri del 2010 (+4,3% e + 4,5%) sono stati smorzati
dai successivi due trimestre negativi (-2,7% e -4,1%) che hanno
limitato la crescita complessiva del settore.
A livello territoriale il Centro è la
zona d'Italia dove si è registrata la migliore ripresa delle
compravendite immobiliare rispetto al 2009 (+3,6%), segue il
Nord-Ovest (+1,2%9, il Nord-Est (+0,4%), il Sud (-1,9%) e le Isole
(-3,9%). In generale, sottolinea l'indagine il mercato immobiliare è
più vivo nei capoluoghi dove si registra una crescita del 5,2% (con
un massimo per le città del Centro del +9,2%), mentre nei comuni
non capoluoghi si registra una contrazione del 1,6%.
Nel 2010 si sono vendute abitazioni
per un totale di circa 64 milioni di metri quadrati
, l'1% in più
rispetto al 2009, con una superficie media per unità abitativa pari
a 104 mq circa. Le dimensioni medie per unità abitative sono
inferiori alla media nei comuni capoluogo (96,7 mq), rispetto ai
107,5 mq dei comuni non capoluogo. Rispetto al 2009 sono calate le
compravendite di monolocali (-5,4%), mentre sono aumentate quelle
delle abitazioni piccole (+0,6%) medio-piccole (+2,8%), medie (+3,2%)
e grandi (+3,6%).
Per quanto riguarda le quotazioni delle
unità abitative non si riscontrano variazioni di rilievo con un
aumento dello 0,1% rispetto al 2009. Tra le aree geografiche del paese, al Nord-Ovest le
quotazioni sono in lieve flessione dello -0,6%,
mentre crescono
nelle Isole mediamente del +1,6%. La quotazione media a metro quadro è
di 1.578 euro, mentre quella più elevata si registra nel centro
2143 euro a metro quadro, segue il Nord-Ovest (1729 euro al mq), il
Nord-est (1577 euro al mq), il Sud (1197 euro al mq) e le Isole (1096
euro al mq).
Emergenza Abitativa: Negli Ultimi 10 Anni gli Affitti Sono Cresciuti Del 130% e gli Immobili Del 50%
- 12 Aprile 2011
- IlDuca
Abbiamo visto ieri come secondo
l'Osservatorio Regionale sul Costo del Credito circa una famiglia su
quattro di quelle che hanno sottoscritto un mutuo per l'acquisto di
un appartamento non è più
in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile
concordata con la banca. Oggi sul tema dell'emergenza abitativa è
intervenuta anche la Cgil che ha presentato lo studio Bisogni
abitativi e housing sociale nella trasformazione urbana. Secondo
l'organizzazione sindacale negli ultimi dieci anni l'innalzamento dei
prezzi di vendita e dei canoni di affitto delle abitazioni è stato
di gran lunga superiore alla crescita dei redditi delle famiglie. In
concreto, secondo l'indagine di Cgil e Sunia i canoni dei contratti
rinnovati sono cresciuti dal 2000 al 2010 mediamente del 130% con
punte del 145% nei grandi centri urbani. Nello stesso tempo l'aumento
medio dei costi degli immobili è stato pari al 50%, mentre ha
sfiorato il 100% nei grandi centri abitativi. Il risultato di questa
grande crescita è che oggi, secondo la Cgil, quasi 2,5 milioni di
famiglie, pari al 10% del totale, sono in una situazione di grande
disagio nel pagare tali spese, che pesano per oltre il 40% sul
reddito.
Le famiglie più in difficoltà
risultano essere quelle in affitto (31%), quelle con i redditi
inferiori a 15 mila euro (27%), le famiglie monogenitori con figli
minori (26%) e le famiglie di persone sole con meno di 35 anni (24%).
Tra le dinamiche che concorrono a
creare il problema abitativo la Cgil segnala anche la modificazione
dei nuclei familiari, che rispetto al passato sono aumentati nel
numero ma ridotti per dimensione Rispetto a 30 anni fa, infatti,
le famiglie con un solo componente sono passate dall'8,5% al 27% del
totale. Un effetto dell'aumento del numero di famiglie e del peso delle spese per la casa è stato
lo spostamento di sempre più nuclei familiari dalla città verso
lesterno, nel tentativo di risparmiare. Allo stesso tempo negli
anni, le politiche rivolte al settore dell'edilizia residenziale ,
per sé già esigua e pari 4% dello stock abitativo contro una media
europea del 20%, sono ulteriormente diminuite. Infatti la produzione
annua è passata dalle 34 mila abitazioni in edilizia sociale del1984 alle circa 2 mila unità degli ultimi anni su un totale di
circa 300 mila abitazioni costruite.
Per Comprare Casa Occorrono Oltre 18 Anni di Stipendi, 3 in Più Rispetto a Dieci Anni Fa
- 27 Marzo 2011
- IlDuca
Come di consueto l'Osservatorio
Nazionale della Federconsumatori ha aggiornato le previsioni sulla
variazione dei costi per l'affitto e il mantenimento della casa, dal
2001 ad oggi. Le notizie per i consumatori purtroppo non sono affatto
buone visto che, rispetto al precedente
rapporto, le spese per la casa in affitto sono cresciute di 6
punti percentuali, passando dal +77% a +83% (sull'anno di riferimento
2001) , mentre quelli per la casa di proprietà sono risultati in
crescita di nove punti percentuali (da +24% a +33%). In termini
assoluti, riferisce l'associazione, gli inquilini spendono 707,15
euro al mese in più rispetto al 2001 (pari 8.485,80 Euro lanno),
mentre chi sta comprando casa 241,35 Euro in più al mese (pari a
2.896,20 Euro lanno).
Rispetto al 2010 lo studio evidenzia
che vi sarà un aggravio del 4%, pari a 57,80 Euro al mese, per chi
ha un
appartamento in affitto e del +7%, ovvero 64,90 Euro al mese,
per chi, invece possiede un appartamento di
proprietà.
Come nelle precedenti indagini i costi
fanno riferimento ad un appartamento di 90 metri quadri, sito in una
zona
semicentrale di una grande area metropolitana.
Il fatto
rilevante (nella sua drammaticità) è che nell'ultimo decennio il
tempo necessario per acquistare l'appartamento tipo considerato è
passato dai 15,3 anni di stipendio del 2001 ai 18,2 anni del 2011.
Come è ben facile capire, tali dati,
soprattutto in un periodo economico come quello attuale,
contribuiscono a rendere il bene casa sempre meno a portata delle
famiglie. Secondo Federconsumatori e Adusbef, infatti, lo studio
dimostra che: la casa continua a rappresentare, infatti, uno dei
problemi più gravi del Paese, sia per quanto riguarda le abitazioni
in affitto che per quelle di
proprietà.
A registrare i
maggiori disagi, continuano le associazioni, sono soprattutto le
giovani coppie che vogliono emanciparsi o che vogliono mettere su
famiglia. Questo fatto, del resto è confermato anche dalle
statistiche dell'osservatorio Isfol, secondo cui in Italia quasi
la metà degli uomini e quasi un terzo delle donne nella fascia di
età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori. In
più se da un lato i costi continuano a crescere dall'altro si
assiste anche ad un aumento della disoccupazione, che soprattutto per
i giovani raggiunge cifre record (29%).
IL 2010 SI CHIUDE IN NEGATIVO PER IL SETTORE IMMOBILIARE, TENGONO SOLO LE GRANDI CITTÀ
- 14 Marzo 2011
- IlDuca
Il 2010, nonostante le note positive
fatte registrare
nei primi due trimestri dell'anno, si è chiuso con segno
negativo per quanto riguarda le compravendite immobiliari. I dati
elaborati nella consueta nota trimestrale, realizzata
dallOsservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del
Territorio, rilevano un tasso tendenziale annuo del volume di
compravendite nellultimo trimestre dello scorso anno pari al
-3,4%, che segue il -2,3% del 3 trimestre. Complessivamente nel 2010
le compravendite sono calate dello -0,1%, sebbene dall'analisi dei
dati emerga comunque un aumento dello 0,4% delle compravendite
residenziali che rappresentano quantitativamente quasi il 50% del
mercato. Questo miglioramento è da ascriversi però sempre ai primi
due trimestri dell'anno, visto che il settore residenziale ha fatto
registrare nel 3° e 4° trimestre dell'anno rispettivamente un calo
del 2,7% e del 4,1%.
Male invece le compravendite nel
terziario calate su base annua del 5,8% e senza chiudere mai un
trimestre con un aumento percentuale positivo. Lo stesso dicasi per
il settore commerciale e produttivo che chiudono l'anno con
rispettivamente un calo delle compravendite del 4% e del 3,5%. Ma se
per il primo ogni trimestre è stato contrassegnato da risultati
negativi, per il settore produttivo si è registrato, proprio
nell'ultimo trimestre, dell'anno un tasso tendenziale positivo del
4%. Il settore delle pertinenze risulta negativo su base annua dello
0,7%, sebbene nei due trimestri centrali dell'anno abbia fatto
registrare risultati positivi.
ALCUNI DATI SIGNIFICATIVI DEL IV
TRIMESTRE
Il settore residenziale con 169.243
compravendite nel IV trimestre 2010 presenta un tasso tendenziale negativo
in tutte le macro aree. Al centro si è registrata una variazione
negativa del 5,1%, mentre al Nord la riduzione è stata dell'1,7%.
Il settore commerciale ha mostrato una
variazione negativa pari al 2%, principalmente a causa dei cali
registrati nelle regioni del Sud e del Nord che fanno registrare
rispettivamente una diminuzione del 3,7% e del 2,1%. In lieve
crescita
invece le regioni del Centro (+0,3%).
La crescita del settore produttivo, che
comprende capannoni ed industrie, riflette soprattutto gli aumenti
registrati nellarea del Centro, (+13,1%) e del Nord, (+4,3%)
,
area questultima dove si realizza circa il 70% del mercato
totale.
Tornando al settore residenziale il
trend negativo registrato ha riguardato sia provincie che comuni non
capoluoghi, con i primi a far registrare un calo dell'1,3% e i
secondi del 5,3%. Su base annua però va registrato che le
compravendita di abitazioni nei comuni capoluoghi è cresciuta del
5,1%.




