Giovedi, 5 Dicembre 2019

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AFFITTI: IN ARRIVO L'IMPOSTA CEDOLARE SECCA E L'IMPOSTA MUNICIPALE UNICA


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Affitti: in Arrivo l'Imposta Cedolare Secca e l'Imposta Municipale Unica | Abitazione Principale | Decreto Legislativo |

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo del federalismo fiscale municipale, che introduce importanti novità per quanto riguarda il settore delle imposte sugli affitti. Secondo quanto proposto dal quarto decreto attuativo del federalismo fiscale, i Municipi usufruiranno delle imposte relative agli immobili, dunque bollo, registro ed ipocatastali, oltre alla cedolare secca sugli affitti.
Il decreto legislativo prevede che venga istituita dal 2014 l'Imu, (Imposta Municipale Unica) che opererà in due modi distinti. l’Imu propria sulla casa, valida per tutti i Comuni, obbligatoria e riconosciuta al Municipio di competenza per il possesso di una casa ( non prima casa però) e su ogni eventuale contratto di compravendita. La seconda “versione”, Imposta municipale secondaria facoltativa , sarà applicata agli immobili commerciali, e corrisponderà di fatto alle odierne imposte sull’utilizzo di suolo pubblico ed affissioni. L'Imu per gli immobili commerciali sarà appunto facoltativa per i Comuni, mentre l’entità di questa tassa dipenderà dalla quantità di metri quadrati di suolo pubblico occupato ed ovviamente anche dalla durata della stessa occupazione.
La nuova imposta municipale propria, non peserà in nessun caso sulla prima casa e si verserà in 4 rate, sostituendo le odierne imposte Irpef e le relative addizionali per i redditi fondiari relativi ai beni non locati, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di bollo, l’imposta sulle successioni e donazioni, le tasse ipotecarie, i tributi speciali catastali e l 'ICI,
Inoltre, dal prossimo anno (2011 ndr) è istituita l’imposta cosiddetta cedolare secca sugli affitti,  un regime fiscale che il proprietario di immobili locati avrà facoltà di scegliere in alternativa a quello attuale. Perciò il canone di locazione degli immobili ad uso abitativo, potrà essere assoggettato, se il locatore così deciderà, a questa nuova imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo sul contratto di locazione. La cedolare secca potrà essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione. Il Comunica: Comunicato Stato stampa del GovernoComunica: Comunicato Stato
stampa del Governo non fornisce indicazioni ufficiali sull'ammontare della cedolare secca, però pare che si tratti di una tassazione del 20%.


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Inizialmente, era stata avanzata nella bozza del nuovo decreto legislativo la proposta di una tassa fissa pari al 25%, successivamente il Consiglio dei Ministri ha optato per una diminuzione al 20%.
Novità anche per quanto riguarda le aliquote dei tributi di cui usufruiranno i Municipi sui contratti di compravendita: per la prima casa, la percentuale sarà fissata tra il 2% ed il 3%, mentre per la seconda casa sarà pari all’8% rispetto al 7% proposto nella bozza del Decreto Legislativo. Queste percentuali potranno tuttavia essere modificate dagli stessi Comuni a partire dal 2017.
Il Governo ha inoltre previsto sanzioni più salate per chi affitta in nero, con penali fino a duemila euro per le somme non dichiarate e fino al 400% sulle imposte evase.


LE REAZIONI
FederconsumatoriFederconsumatori ha commentato la notizia dell'introduzione della cedolare secca, auspicandosi che questa violazione della progressività della tassazioni apporti effetti positivi sul versante della lotta all'evasione fiscale, con la regolarizzazione degli affitti, e benefici in direzione di un abbattimento dei costi degli affitti. La paura dell'associazione dei consumatori è che questa misura vada ad esclusivo vantaggio dei proprietari, mentre dovrebbero trarne vantaggio i consumatori.
Negativo il commento dell'Unione inquiliniUnione
inquilini che prevede in caso di conversione in legge del decreto, conseguenze catastrofiche che porteranno ad un ulteriore aumento degli affitti e degli sfratti per morosità. Con la misura odierna si legge nel comunicato, il Governo fa il contrario di quanto sarebbe stato necessario: infatti, invece di allargare la forbice tra canone libero e canone concordato per favorire un abbassamento degli affitti e una diminuzione degli sfratti, la riduce, fino ad azzerarla.

   

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CREDIT
Si ringrazia l'utente SvadilfariSvadilfari di flickr per l'immagine


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