Secondo l'Ultimo rapporto Nomisma il mercato immobiliare italiano è a forte esaurimento se non cambia rotta, andando incontro a quelle che sono le esigenze dei giovani.
Giovani che tuttavia non riescono ad accedere allla casa né per quanto riguarda l'acquisto né per quanto riguarda il mercato degli affitti, finendo per restare nella casa dei genitori molto più a lungo che nel resto d'Europa. Anzi secondo quanto riporta la Banca D'Italia, solo i giovani con la fortuna di avere un lavoro stabile ed un aiuto da parte dei genitori riescono ad abbandonare la casa familiare. E, tra chi ci riesce, quasi uno su tre deve questo grande passo proprio alla famiglia che ha messo a disposizione una seconda casa di proprietà.
Un modo per rendere l'accesso alla casa più equo è quello di rivedere i piani di edilizia sociale, mettendo in cantiere un nuovo piano di edilizia abitativa popolare. Ed è quello che finalmente sta avvenendo, dopo un periodo di gestazione durato tre anni, con il “Piano casa uno” sottoscritto nei giorni scorsi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con 14 Regioni più la Provincia autonoma di Trento e che prevede la realizzazione di 15.209 alloggi di edilizia popolare.
Gli accordi sottoscritti prevedono un finanziamento globale di oltre 2, 7 miliardi, già approvati dal Cipe di cui risorse statali per 298,6 milioni, risorse regionali per 273,9 milioni, altri fondi pubblici per 165, 6 milioni, mentre la parte più consistente sarà coperta da fondi privati 1,979 miliardi di euro.
Di questi nuovi alloggi, la cui costruzione dovrebbe iniziare nel 2012, circa 6mila verranno destinati alla locazione permanente della durata di 25 anni, circa altrettanti a riscatto e i 3131 rimanenti al libero mercato.
A livello geografico quasi la metà di questi alloggi verranno realizzati in Campania (7059), segue al secondo posto la Puglia con 2029 alloggi e la Liguria con 1287. Di seguito troviamo la Lombardia (968) alloggi), il Piemonte (733) Emilia Romagna (687), Sicilia (602), Toscana (450), Basilicata (365) Veneto (306), Sardegna (234), Marche (200), Umbria (176), Provincia Autonoma di Trento (91) e Molise (22).
Critica è la posizione della Cgil che definisce il Piano nazionale di edilizia abitativa predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti come : “ miope che mette in campo risorse stanziate nel 2008 e ancora non spese, indirizzate poi prevalentemente al mercato della compravendita, di sempre più difficile accesso per i disagi economici dettati dalla crisi, mentre poco o nulla viene destinato per alloggi in affitto a categorie disagiate”. Per la responsabile delle politiche abitative del sindacato di corso d'Italia, Laura Mariani: “ il Governo non mostra strategie adeguate per affrontare la crisi del sistema abitativo, mettendo in campo non solo risorse già stanziate ma indirizzandole verso il mercato della compravendita inaccessibile per quelle fasce della società colpite dalla crisi economica”. Per Mariani, infatti, bisognerebbe varare “urgentemente un piano per l’affitto sostenibile, legato alla riqualificazione delle città, e che dia risposte al crescente disagio abitativo”.
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CREDIT
Wojtek Gurak
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