Secondo l'Ultimo rapporto Nomisma sul mercato immobiliare, la crisi del settore in Italia, pur essendo stata più lieve che in altri Paesi, non è di certo passata, ma anzi il rischio di una doppia recessione rimane alto. Per la società di studi economici c'è troppa distanza tra le famiglie italiane e l'acquisto di una casa, con una conseguente bassa propensione all'investimento e alla dipendenza dal mutuo. In questo scenario si inserisce anche l'ultima analisi del Censis, che si focalizza soprattutto sulle difficoltà di accesso alla casa delle famiglie giovani. Il settore immobiliare residenziale italiano, spiega l'istituto di ricerca, rischia l'esaurimento se non vengono fatti interventi che possano prendere in considerazione i bisogni abitativi delle nuove generazioni.
I giovani italiani, infatti, vivono in una condizione di svantaggio economico che finisce per riflettersi sul mercato immobiliare nel suo complesso. In Italia, come abbiamo visto dai dati dell'Agenzia del Territorio, il 79,1% dei nuclei familiari è proprietario dell'abitazione in cui risiede, un dato decisamente alto che nasconde però, al suo interno, molteplici differenze in ragione dell'età delle famiglie analizzate. Ecco che allora in un Paese di proprietari, coloro che devono obbligatoriamente ricorrere al mercato degli affitti risultano essere i giovani con il 36,3% dei nuclei familiari under 40 che vive in affitto a prezzi di mercato, contro il 13,7% delle famiglie over 40.
L'affitto a prezzi di mercato è diffuso soprattutto tra le famiglie giovani di Lombardia, Piemonte, Liguria e tra quelle del Centro Italia, mentre nel Nord-est e nel Mezzogiorno prevale la tendenza di vivere in una casa che appartiene ad un parente, di fatto, sottolinea il Censis, appoggiandosi al patrimonio della famiglia allargata.
Vi è poi una discriminante demografica che incide sulle problematiche di accesso alla casa per le famiglie giovani. Nei centri con meno di 30 mila abitanti, come nelle città di piccole e medie dimensioni, l'accesso alla casa da parte delle famiglie giovani risulta meno problematico (il dato sfiora il 60%), così come è più frequente che i giovani approfittino delle proprietà messe a disposizione dai parenti.
Viceversa nelle grandi città, il 47,5% delle famiglie under 40 accede alla casa tramite affitto a prezzi di mercato, mentre il dato relativo alla proprietà scende al 49,2%.
Una situazione, quella italiana,profondamente diversa da quella europea dove i giovani trovano condizioni migliori, tanto che, spiega il Censis, sono disponibili contratti d'affitto a prezzo calmierato che riguardano il 28,7% dei trentenni in Francia e il 13,8% nel Regno Unito, contro solo il 7,8% degli italiani. La forte presenza di famiglie proprietarie in Italia fa si che il 18% dei trentenni italiani (secondo indagine Eu-silc) abiti in un alloggio di proprietà dei famigliari, contro il 6,3% dei coetanei francesi e l'1,2% di quelli Inglesi.
Nel commentare questi dati, il direttore del Censis, Giuseppe Roma, ha sottolineato che la domanda dei giovani e dei nuovi nuclei famigliari: “alimenta sempre meno il mercato della casa, tanto che le difficoltà del comparto immobiliare da congiunturali rischiano di diventare strutturali”. Rispetto agli altri Paesi Europei -ha proseguito Roma- da noi non ci sono alloggi adeguati alle condizioni reddituali del mondo giovanile, con un mercato degli affitti che ha costi troppo alti rispetto alle disponibilità economiche delle nuove generazioni.
Tre sono le possibili soluzioni, che secondo il direttore del Censis, possono andare in contro alle esigenze dei giovani e al tempo stesso dare sbocco agli investimenti immobiliari: “Defiscalizzazione, low cost e tipologie architettoniche funzionali, ma più piccole”.
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