Sembrano trascorsi davvero tanti anni da quando chi aveva contratto un mutuo a tasso fisso esultava per la sua scelta e viceversa, chi aveva accettato il tasso variabile malediceva il consulente o il promotore della banca che glielo aveva proposto. Sembrano appunto trascorsi molti anni, di certo è trascorso un ciclo economico. Solo un anno fa il neo ministro dellEconomia Giulio Tremonti presentava laccordo governo-ABI sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile
stipulati fino al 28 Maggio 2008, e divenuti a causa dellincremento esponenziale dei tassi di interesse, delle vere e proprie clave su famiglie. La crisi iniziata ufficialmente quasi un anno fa ha invece rimescolato le carte, abbattendo lEuribor, ossia il tasso al quale le banche si scambiano denaro tra loro e rendendo il mutuo a tasso variabile nettamente più vantaggioso rispetto al tasso fisso. Dai dati di inizio luglio la sfida tasso fisso-tasso variabile appare quindi impari. Da un lato lIRS, tasso di riferimento usato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso fisso, in recente ascesa e dallaltro appunto, lEuribor arrivato ai minimi storici. Appare quindi abbastanza scontata in che modo si debba orientare la scelta di un consumatore che voglia contrarre un mutuo
o no?
Secondo un recente articolo de ilSole24Ore
, non sempre! Il giornale economico parte da un dato di fatto: oggi chi stipula un mutuo a tasso fisso di 100.000 euro per 20 anni, si carica con una rata mensile di 679 euro. Impegno che si abbatte nel caso di scelta del tasso variabile: solo 504 euro. Nel breve periodo quindi nessun problema. Ma leconomia è fatta di brevi-medi-lunghi periodi e di cicli. Oggi con il tasso variabile si risparmia ma nel medio-lungo periodo potrebbe abbattersi una vera e propria sciagura sulle famiglie, se ci fosse un repentino e strutturale aumento dellEuribor. Un problema addirittura più grave rispetto a quanto, come già accennato, si verificò nel 2008, quando lEuribor schizzò di oltre il 5%. Ma allora i tassi erano aumentati dopo un calo del 2%. Oggi siamo già ad un calo del 3%. Impossibile fare previsioni sullentità dellEuribor in caso di brusco aumento dei tassi. Cosa quindi può fare una famiglia per cercare un risparmio oggi e domani e non trovarsi pentita del tasso variabile scelto perché attualmente più conveniente? Anzitutto tenere in considerazione le proprie entrate e calcolare una rata fattibile prevedendo anche una zona di cuscinetto sul proprio stipendio in caso di bruschi aumenti dellEuribor. Il Sole 24 Ore inoltre lancia la sua piattaforma IlSole24Ore.com\mutui
, con la quale è possibile calcolare la rata teorica del proprio mutuo se lEuribor raggiungesse i livelli dellestate scorsa. Uno strumento utile per analizzare e cercare di risparmiare che tuttavia, è legato ai capricci dei mercati e delleconomia. Nessuno ha la sfera di cristallo per sapere se il tasso variabile resterà costante o salirà. Ecco allora che il Sole 24 Ore propone unutile soluzione pratica: partire con un tasso variabile e poi eventualmente rifugiarsi nel tasso fisso, nel caso di aumento dellEuribor, sfruttando le norme sulla surrogazione dei mutui. Sulla portabilità del mutuo in un altro istituto ci siamo già occupati le scorse settimane, mettendo in evidenza le nuove norme varate da Tremonti per obbligare gli istituti bancari a tempi veloci per il trasferimento del mutuo a zero spese. Allora consigliammo di fare pressione e informarsi su le nuove armi a disposizione dei clienti per ottenere lapplicazione del decreto Bersani e non arrendersi così a primi problemi paventati dalla banca. Oggi riaffermiamo quanto detto in precedenza sottolineando, al pari del Sole 24 Ore, che la surrogazione è lunica possibilità per scampare ad un aumento dei tassi variabili
CREDIT
Si ringrazia l'utente bitzcelt
di flickr per l'immagine
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