Il Fenomeno degli sfratti nell'ultimo decennio ha assunto una connotazione quasi da emergenza sociale, come abbiamo già avuto modo di vedere nei calcoli di Cgil e Sunia, che hanno riscontrato un aumento del 66% dei provvedimenti, l'85% dei quali rappresentato da sfratti per morosità.
Sul tema è intervenuta anche la Cgia di Mestre segnalando come negli ultimi dieci anni gli sfratti per morosità siano più che raddoppiati. In concreto l'associazione ha calcolato che nel 2010 tali provvedimenti erano stati quasi 27 mila (26.937), mentre lo scorso anno si è giunti a superare quota 56 mila ( 56.147), il che implica una crescita percentuale del 108,4%.
Questo dato è impietoso, calcolando soprattutto che il numero di famiglie in possesso di un contratto di affitto è calato nell'arco del periodo considerato solo del 2,9%. Sappiamo che le famiglie italiane all'affitto preferiscono la proprietà all'affitto, tanto che secondo gli ultimi dati dell'Agenzia del Territorio, il 79,1% dei nuclei familiari è proprietario dell'abitazione in cui risiede. Tuttavia al giorno d'oggi non per tutti è accessibile una casa di proprietà e come abbiamo visto sempre più spesso nemmeno una in affitto.
Secondo l'indagine in questo decennio si è ampliata la schiera di tipologie di famiglie colpite da provvedimento di sfratto per morosità. In passato le famiglie più colpite erano quelle guidate da lavoratori dipendenti, pensionati o disoccupati, mentre adesso tra i colpiti troviamo gli immigrati, che come abbiamo visto recentemente vivono in condizioni di maggior disagio economico rispetto agli italiani, ma anche le famiglie guidate da artigiani, piccoli commercianti, o giovani con partita Iva.
Secondo quanto riporta l'associazione degli artigiani mestrini
il boom degli sfratti per morosità si è avuto negli ultimi tre anni, a causa della crisi. Infatti mentre nel 2007, i provvedimenti di sfratto per morosità erano scesi, unica volta nel decennio dell'1% rispetto all'anno precedente (33.959 in totale), nel 2008 si assisteva già ad un aumento del 21,3% (41.203 sfratti), valore cresciuto del 25,2% nel 2009 a (51.576). Nel 2010 invece la crescita è stata più contenuta attestandosi all'8,9% (56.147 sfratti).A livello territoriale l'incremento maggiore di sfratti per morosità è avvenuto, nel corso dell'ultimo decennio nelle Marche, dove si è registrata una crescita del 316,3%, segue la Lombardia con un aumento del 249,1% e la Calabria con 203,3%. I numeri più bassi si sono registrati invece in Basilicata dove gli sfratti per morosità nel decennio sono addirittura diminuiti del 28,7%, in Abruzzo dove la crescita è stata del 13,4% e in Campania dove gli aumenti sono stati del 27,3%.
Infine considerando il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille famiglie in affitto, le regioni più colpite da questa situazione sono state l’Emilia Romagna (22,7), seguita dalla Toscana (17,1) e dall’Umbria (16,5). Quelle meno colpite la Basilicata, la Calabria e il Molise e con rispettivamente 1,5 -3,7 e 4,3 sfratti per morosità ogni mille famiglie in affitto.
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