La crisi economica fa male alla salute. É questo il chiaro messaggio che emerge dal Rapporto Osservasalute, che analizza lo stato di salute della popolazione e la qualità dell'assistenza nelle regioni italiane. La crisi, infatti, ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie che hanno reagito tagliando voci di bilancio come quelle relative alla buona alimentazione e all'attività fisica. A scomparire dalle nostre tavole sono ad esempio la frutta e la verdura, infatti per la prima volta dal 2005 si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno (da 5,7% a 4,8%).
Ne consegue un aumento del sovrappeso, dell'obesità e delle problematiche connesse.
Nel 2010, spiega il rapporto il 35,6% della popolazione è in sovrappeso, mentre il 10,3% è obesa. Ma se il 45,9% della popolazione adulta è in eccesso ponderale, non va meglio ai bambini e ai minori.
Infatti il 23% dei giovani dai 6 ai 17 anni risulta in sovrappeso e l'11% è obeso. Guardando al trend di periodo si registra tra il 2001 e il 2010 un aumento della percentuale delle persone adulte in sovrappeso (dal 33,9% al 35,6%) e di quelle obese (dall'8,5% al 10,3%). Si riscontra anche un maggior percentuali di persone sovrappeso nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Nord.
Oltre che sull'alimentazione e sull'attività fisica, la crisi, con i problemi lavorativi e la prolungata situazione di incertezza, ha creato negli italiani anche molta pressione psicologica e disturbi ad essa correlati. Infatti, il consumo di farmaci antidepressivi è cresciuto di quasi quattro volte negli ultimi dieci anni, da 8,18 dosi giornaliere per mille abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010. Rispetto ai periodi pre crisi si è registrato anche un aumento del numero di suicidi e delle morti correlate all'uso/abuso di alcol e droghe. Si è passati infatti dai 3.607 casi del 2006 ai 3.799 casi del 2010.
Sul fronte dell'abuso di alcol, altro parametro connesso alla crisi, il rapporto evidenzia come la percentuale di italiani a rischio è pari al 25% degli uomini e al 7,3% delle donne, mentre tra i minori con più di 11 anni, risultano a rischio il 17,7% dei maschi e l'11,5% delle femmine.
L'unico aspetto relativamente positivo riguarda l'andamento dei fumatori durante l'ultimo decennio. Infatti nonostante le percentuali dei fumatori siano ancora decisamente alte, fuma il 29,2% degli uomini e il 16,9% delle donne, quantomeno per quanto riguarda gli uomini si registra una diminuzione percentuale di 2 punti rispetto al 2001. Stabile è invece la quota delle donne fumatrici.
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