Dopo aver diffuso le anticipazioni
relative alla fiducia
degli Italiani nei riguardi delle Istituzioni, l'Eurispes ha
rilasciato oggi la versione completa del Rapporto Italia 2011.
L'indagine, giunta alla 23°edizione, fornisce ogni anno una
fotografia dell'Italia dal punto di vista sociale ed economico, sulla
base degli orientamenti che emergono nella società.
Sul fronte economico l'istituto rileva
un peggioramento generalizzato della situazione, a partire
dall'aumento del numero delle famiglie che non riescono a far fronte
né alle spese quotidiane né agli impegni contratti. Il risultato è
il ricorso per necessità ai risparmi (li intacca una famiglia su
tre) o l'aumento dell'indebitamento verso gli istituti di credito.
Questo scenario emerge anche dalle dichiarazione degli italiani, che
nella maggior parte dei casi (51,8%) considerano la situazione
economica del nostro Paese, peggiorata rispetto allo scorso anno (in
aumento del 4,7% rispetto al 2010). Un dato così negativo, rileva
l'Eurispes, si era registrato solo nel 2005. In generale più di 8
italiani su dieci sono pessimisti (l'81,6%), considerando anche
coloro che percepiscono un lieve peggioramento (29,8%). Allo steso
tempo il numero di coloro che si definiscono ottimisti, ovvero che
percepiscono un miglioramento della propria situazione economica
rispetto allo scorso anno, è diminuito del 3,7%.
Le prospettive per il futuro rimangono
piuttosto cupe, con più della metà del campione (50,7%) che prevede
un peggioramento nei prossimi 12 mesi, il numero più alto dal 2003.
Più che dimezzato il numero di coloro che prevedono un miglioramento
della situazione economica del Paese, che passa dal 18,3% del 2010
all'8,9% odierno. Tre italiani su dieci (il 29%), invece non
vedono grossi miglioramenti per il futuro e ritiene che la situazione
economica rimarrà invariata. I più pessimisti risultano essere gli
abitanti del Nord-Ovest (52,4%) e del Nord-Est (52,2%), mentre la
percentuale più alta di ottimisti si registra nel entro Italia
(10,6). Nel Mezzogiorno (32,2%) e nelle Isole (32,4%) invece prevale
lopinione secondo cui la situazione economica italiana rimarrà
stabile.
PERCEZIONE DEI PREZZI E DEL COSTO DELLA
VITA.
Il rapporto evidenzia un aumento di
coloro che sostengono che i prezzi in Italia siano aumentati (7
italiani su dieci), mentre cala dal 4,9% del 2010 al 3% il numero di
chi sostiene che nel corso dellanno precedente, i prezzi siano
diminuiti. Contestualmente diminuisce dal 35% del 2010 al 22,8% del
2011 anche il numero di chi non ha rilevato alcun tipo di variazione
dei prezzi.
Il numero di italiani che ha indicato
un elevato aumento del costo della vita è passato dal 45,6% del 2010
al 46,3%, mentre quello di chi lo ritiene eccessivo dal 13,6% al 15,5%. L'aumento dei
prezzi (tra il 3% e l'8%) è particolarmente accentuato nellItalia
insulare (55,6%), in quella meridionale (50%) e nellarea Nord-Est
(49,1%), mentre la crescita eccessiva dei prezzi (ovvero oltre l8%)
è stata avvertita in modo particolare dai residenti del Sud (17,7%)
seguiti da quelli del Nord-Ovest (16%) e del Nord-Est (15,3%).
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
CONSUMI E COMPORTAMENTI D'ACQUISTO
Gli italiani continuano ad adattarsi al
minor reddito disponibile, tagliando il superfluo a partire dalla
spesa per i regali (77,8% del campione), dai pasti fuori casa
(73,5%) e passando per i viaggi (70%, ) e il tempo
libero (69,3%). Sul fronte degli acquisti di prodotti alimentari
quasi 7 italiani su dieci (il 67,8%) cambia marca o se questo è più
conveniente ed il 55,6% sceglie punti vendita più economici come i
discount. Aumenta del 7,2% il ricorso al mercato dell'usato e ad
internet.
[Via: Eurispes ] |
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RISORSE:
- Migliorano le condizioni delle famiglie, sale di poco la fiducia ma un italiano su tre è pessimista
- Istat: nei primi 9 mesi del 2010 il potere d'acquisto delle famiglie è calato dell'1,2%
- Dal 2005 al 2009 l'indebitamento privato è cresciuto di 14272 euro a famiglia, 5233 euro ad abitante
- Confindustria: la Ripresa Economica Globale è Forte, Ma in Italia Stenta ad Ingranare
- Cassa integrazione: nel 2010 per 580mila lavoratori un taglio di 8mila euro netti in busta paga
- Ci vorranno 9 anni per recuperare i livelli di produzione pre crisi e 10 per quelli occupazionali
- Abi: la ripresa sarà lenta, nel 2011 peggioreranno tutti gli indicatori del mercato del lavoro
- I consumi alimentari degli italiani continuano a calare, cresce il ricorso ai discount e lexport
- Bankitalia: cala l'occupazione, crescono leggermente i consumi ma la ripresa appare ancora lenta
- Quattro famiglie su dieci tagliano i consumi, sei su dieci cambiano menù e rincorrono le promozioni
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