Venerdi, 6 Dicembre 2019

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A 6 ANNI DALLA LEGGE SIRCHIA È CALATA LA VENDITA DI SIGARETTE, MA NON IL NUMERO DI FUMATORI


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Il Ministero della Salute ha reso noti i dati relativi all’odierna diffusione del tabagismo, a sei anni dall'approvazione della legge 3/2003 proposta dal Ministro Sirchia, nella quale, all’art.51 “Tutela della salute dei non fumatori”, in cui veniva fatto divieto ai cittadini di fumare all’interno di locali chiusi, sia pubblici che privati aperti al pubblico, salvo in aree chiuse appositamente dedicate.
La legge Sirchia nacque con un duplice obiettivo: la tutela dei non fumatori, ed anche la diminuzione dei numero dei fumatori. Quanto al primo punto, la legge 3/2003 è stata certamente importantissima, essendo riuscita a debellare un malcostume fino a pochi anni fa diffusissimo in Italia, ovvero quello di fumare in luoghi chiusi senza rispettare i non fumatori. Lo stesso invece, non si può dire per quanto riguarda la diminuzione del numero dei fumatori, dal momento che lo stesso Ministero della Salute rileva come nel 2003, l’anno in cui fu introdotta la legge Sirchia, i fumatori rappresentavano il 23,8% della popolazione, mentre nel 2010 questa percentuale era pari al 22,8%. Una diminuzione veramente esigua, anche in considerazione della portata della legge introdotta, che ha modificato radicalmente le abitudini dei cittadini fumatori.
Secondo i dati Istat, inoltre, negli ultimi anni vi sarebbe un aspetto da non sottovalutare, ovvero quello della percentuale di giovani fumatori: nel 2010, infatti, sono stati ben il 32,3% i cittadini fumatori nella fascia di età compresa tra i 25 ed i 24 anni, un valore più alto rispetto al 2009. Stabile invece la quota di cittadini fumatori nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 24 anni: 21,5%.
Ricordiamo in proposito che secondo l'indagine “Health Behaviour in School-aged Children (HBSC), sui rischi comportamentali degli adolescenti condotto, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il 19% dei quindicenni dichiara di fumare almeno una volta a settimana.


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Se il numero dei fumatori non diminuisce in maniera considerevole, quantomeno la quantità di sigarette consumate si è decisamente ridotta rispetto al 2003. Secondo i dati forniti dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS),infatti, le vendite totali si sono ridotte negli ultimi 6 anni del 12%, con una diminuzione media dell’1,7% l’anno. In particolare nello scorso anno le vendite di sigarette si sono ridotte del 2,2%, rispetto al 2009, ovvero di circa un pacchetto in meno al mese acquistato da ciascun fumatore.
Va però sottolineato che a fronte di questo calo si è registrato un aumento del 26% della vendita di tabacco trinciato, segno che la contrazione della disponibilità economiche non ha inciso sul numero dei fumatori ma sulla spesa complessiva. Un dato confermato anche da un recente studio della Cgia di Mestre, da cui emergeva le spese per i tabacchi si sono ridotte nello stesso periodo del 12.8%.
C’è inoltre da aggiungere che la legge Sirchia è stata ben accolta dalla popolazione che si è mostrata complessivamente consapevole della sua importanza, mentre sono stati decisamente pochi i casi di inosservanza. Secondo i controlli effettuati dai Carabinieri del NAS, infatti, dal 2005 ad oggi su oltre 17400 controlli in tutta Italia in luoghi chiusi di svariate tipologie, soltanto nell’8,6% dei casi sono state contestate delle infrazioni.

 

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