Meno di un mese fa abbiamo dato notizia dell'apertura da parte dell'Antitrust di un'indagine conoscitiva sul Settore Rc auto, per capire i motivi dei continui e costanti aumenti delle tariffe. Che qualcosa non andasse nel settore, nonostante
- lelevato numero di lesioni denunciato
- la disomogeneità delle valutazioni giurisprudenziali dei risarcimenti
- l'elevata incidenza delle c.d. Micro permanenti
- lo scarso rispetto delle norme del traffico e di sicurezza
- lo stato della rete stradale
rileva come l'aumento delle tariffe
dei premi non sia una soluzione sostenibile.
Le imprese
assicuratrici hanno reagito al calo della raccolta premi (-4%
rispetto al 2008) e all'aumento degli oneri per sinistri (+2,9%)
aumentando le tariffe medie ponderate relative alle tipologie di
assicurati. A tal proposito il confronto con l'Europa è impietoso.
Secondo i dati più recenti, In Italia il premio medio è
praticamente il doppio che in Germania (222 euro), Francia (172
euro)e Spagna (229 euro) attestandosi a 407 euro. In più l'andamento
dei prezzi delle assicurazioni dei mezzi di trasporto negli ultimi
sette anni (2002-2007) mostra un incremento cumulato per l'Italia
pari al 17,9%, contro il 7,1 % della media europea. Dati che non
possono essere ricondotti a mere differenze strutturali tra i Paesi,
soprattutto se si considera che secondo l'Isvap non è stato fatto
abbastanza per correggere le inefficienze, pur da tempo denunciate.
Negli ultimi cinque anni la presenza degli uffici di liquidazione dei
sinistri sul territorio è diminuita del 30%, a fronte di un
peggioramento nel rapporto tra reclami e sinistri del 77% e di
aumento dell'importo delle sanzioni del 40%. A giudizio dell'Isvap le
imprese continuano a rimandare gli investimenti necessari e tendono
a mantenere separata la gestione amministrativa da quella di
liquidazione, col risultato di uno scarso coordinamento tra la
pianificazione strategica e la gestione ordinaria coincidenza.
L'Isvap auspicandosi un maggior controllo da parte delle imprese per
quanto riguarda la rete liquidativa, sia augura anche che l'indagine
dell'Antitrust possa portare a nuovi elementi di valutazione. Una
seconda speranza dell'Isvap è che vi siano nuovi interventi
normativi in merito alla tabellazione del danno biologico per le
lesioni di maggiore entità, alla
abolizione del tacito rinnovo e
alla conferma della esclusività della procedura di
risarcimento
diretto (dopo i dubbi scaturiti a seguito della sentenza
interpretativa
della Corte Costituzionale.)
IL SETTORE RC AUTO E LE TUTELE PER I
CONSUMATORI
Oltre agli aumenti delle tariffe altre
minacce, ben più gravi, sorgono all'orizzonte per i consumatori.
L'isvap rileva come stia aumentando il fenomeno d'evasione
dall'obbligo assicurativo, forse, a nostro avviso, anche a causa dei
rincari dei premi. Negli ultimi sette anni è raddoppiato il ricorso
al fondo vittime della strada da parte di cittadini che hanno avuto
sinistri con veicoli non assicurati o con terzi fuggiti dopo
l'incidente (11500 nel 2002- 21000 nel 2009). Cominciano a diventare
rilevanti anche le cifre sui falsi contrassegni, infatti, L'autorità
sta portando avanti un progetto con le istituzioni circa la
possibilità di sostituire gli attuali contrassegni con altri meno
falsificabili. Cresce anche il fenomeno delle imprese che operano
senza autorizzazione. Nel 2009 l'Isvap ne ha individuate sette, ma
nei primi cinque mesi del 2010 sono già state bloccate otto
compagnie sprovviste dei permessi necessari per operare. Il numero
totale di compagnie individuate dal 2002 è 48.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
REAZIONI DI ANIA E CONSUMATORI
L'Ania
si
difende
dalle accuse rivolte al sistema rc auto, affermando che
i rincari sono dovuti perché in Italia i costi sopportati dalle
imprese assicuratrici sono abnormi, molto più alti che nel resto
d'Europa. L'Ania riconferma quanto già
affermato
in passato, ovvero che alla base degli aumenti delle
tariffe permangono anomalie made in Italy come :
- una legislazione che permette di considerare permanenti microinvalidità che in tutta Europa non sono considerate tali
- un inadeguato contrasto delle frodi e delle speculazioni che sono sempre più diffuse
-
norme sbagliate e distorsive che
impediscono il corretto funzionamento del mercato
- inspiegabili ritardi nell'attuazione della normativa prevista dal codice delle assicurazioni per la valutazione dei sinistri più gravi
CODACONS
Il Codacons
valuta come totalmente sottostimate le cifre fornite dall'Isvap,
affermando che se si paragonano le tariffe medie di Italia, Germania
, Spagna e Francia , il risultato ci vede sopravanzare gli altri
paesi di 5 volte nei costi. A riprova di ciò il Codacons sottolinea
che da 1994 ad oggi gli assicurati hanno subito rincari del 170%.
Pesante il giudizio sull'Isvap che secondo il Codacons andrebbe
inserito tra gli enti inutili da cancellare od accorpare ad altri
istituti.
FEDERCONSUMATORI
l'associazione
giudica la denuncia dell'Isvap insufficiente se non sarà seguita da
degli interventi mirati da parte delle autorità competenti. Il
compito di denuncia infatti spetta alle associazioni dei consumatori
mentre gli altri devono operare concretamente per contrastare i
rincari. Aumenti che secondo l'osservatorio dell'associazione hanno
registrato nel 2010 una crescita compresa tra il 15% e il 20%, il che
comporta ricadute sugli automobilisti pari a 179 euro annui.
L'associazione chiede un blocco delle tariffe rc auto che deve essere
affiancato da un aumento di competitività del settore e
l'eliminazione del criterio di calcolo delle polizze che si basa
sulla nazionalità dell'assicurato.
[Via:Considerazioni Conslusive alla Relazione Annuale Isvap ] |
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CREDIT
Si ringrazia l'utente drakegoodman
di flickr per l'immagine
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