Venerdi, 15 Novembre 2019

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Aumento Dell'Iva Dal 20% Al 21%, Cosa Cambia per i Consumatori


Manovra finanziaria, consumatori, Iva, Cgia, famiglie

L'ultima versione della Manovra Finanziaria porta con sé, tra le altre, una misura che ha scatenato le ire delle associazioni dei consumatori e che potrebbe avere pesanti ripercussioni sui consumi e di conseguenza anche sull'andamento dell'intera economia. Stiamo parlando dell'aumento dell'Iva, che nell'aliquota ordinaria passerà dal 20% al 21%. Cominciamo con il dire che, allo stato attuale l'aumento dell'aliquota, che diventerà effettivo non appena la norma sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, toccherà solamente l'aliquota ordinaria mentre nulla cambierà (o dovrebbe cambiare) per le aliquote del 10% e del 4%, ovvero quella ridotta e quella super ridotta.

Infatti la legge prevede tre diverse tipologie di aliquote a seconda deli tipi di beni e servizi che si andranno ad acquistare, garantendo aliquote più basse ad esempio per i beni di prima necessità e per molti prodotti alimentari. Categorie di beni invece come giocattoli, tecnologia, abbigliamento, auto, moto, ristorazione e turismo invece saranno colpiti dagli aumenti, così come servizi quali le riparazioni (idraulico, elettricista) o le prestazioni quali ad esempio le visite dentistiche o mediche private, col rischio di un aumento ulteriore dell'evasione (visto che la quota di detraibilità è del 19%). Vediamo cosa cambierà con l'aumento dell'Iva con l'aiuto delle associazioni dei consumatori e della Cgia di Mestre.

 

LE PREVISIONI DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
Per il Codacons l'aumento dell'Iva porterà una famiglia media di tre persone a pagare 290 euro in più nel 2012, di cui 209 per l'aumento diretto di un punto dell'aliquota e i rimanenti 81 per via degli arrotondamenti (al rialzo) che i commercianti faranno. Una famiglia di 4 persone, invece, incorrerà in un aumento complessivo annuo (2012) di 385 euro, 279 dei quali per gli effetti diretti e 106 per gli arrotondamenti. Secondo l'Associazione i cittadini più colpiti saranno quelli del Trentino Alto Adige con un aumento pro capite diretto (senza perciò contare gli arrotondamenti) di 110,4 euro, seguono quelli del Lazio con 107,7 euro pro capite e i Lombardi con 100,1 euro a testa. Viceversa i meno colpiti saranno quelli della Calabria con un aumento pro capite di 36,3 euro, quelli della Campania con 36,7 euro e quelli delle Basilicata con 38,7 euro.
Federconsumatori e Adusbef propongono stime più contenute rispetto a quelle del Codacons, ma che dovrebbero comunque superare i 173 euro a famiglia.

Le due associazioni si dichiarano molto preoccupate soprattutto per gli effetti di questa misura sul settore dei prodotti petroliferi e dei carburanti, la cui domanda è abbastanza anelastica. Gli aumenti in questo comparto, proseguono le associazioni, hanno : “l’importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione”.
L'Adoc si aspetta da questo genere di provvedimento una contrazione dei consumi del 2% che andrà a colpire soprattutto i settori dell'abbigliamento, della ristorazione, del turismo e il settore automobilistico. Su ogni famiglia, sottolinea il presidente dell'associazione, Carlo Pileri, graverebbe un onere di 125 euro in più di Iva, non scaricabile dalle tasse.

 

LE PREVISIONI DELLA CGIA DI MESTRE
Secondo l'associazione degli artigiani mestrini gli effetti dell'aumento dell'aliquota dal 20 al 21% dovrebbero risultare, tutto sommato abbastanza contenuti per le famiglie. Per il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, inoltre questa misura non: “ dovrebbe avere un effetto particolarmente pesante sull’aumento dei prezzi e quindi sull’inflazione”. L'Associazione insomma definisce la misura, visto il momento di emergenza per la nostra economica, come un "male minore" (così come il contributo di solidarietà), visto che : “non sembrano esserci molte altre valide alternative”.
Secondo i calcoli dell'associazione, gli aumenti andranno da un minimo di 37,54 euro di maggiore Iva per i contribuenti con un reddito Irpef fino a 15 mila euro e senza famigliari a carico , ad un massimo di 123,21 euro per chi ha un reddito di 55 mila euro, coniuge e 2 figli a carico.
L'elaborazione della Cgia, che sembra la più completa (non fosse altro perchè le ipotesi di lavoro e i calcoli sono stati resi disponibiliresi disponibili), ha preso in considerazione per ogni fascia di reddito tre casi: contribuenti senza famigliari a carico, famiglie con coniuge e 1 figlio a carico e famiglie con coniuge e 2 figli a carico. 

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