Abbiamo visto che quest'estate e le
prossime che arriveranno saranno caratterizzate dal fenomeno
delle ondate di calore, periodi estremi di calura in cui
aumentano temperatura e umidità oltre la media.
Oggi vogliamo parlare di uno dei
problemi legati all'estate che non ha molto a che fare con la Salute,
dal punto di vista dei rischi, ma rappresenta una delle noie più
grandi: le zanzare.
Soprattutto in alcune zone d'Italia,
caratterizzate dai climi umidi (ad esempio la Pianura Padana) si
assiste da anni alla lotta contro questi insetti, tra opere di
disinfestazione, reclutamenti di pipistrelli e ipotesi di sterminio.
Ma esiste un modo migliore per
difendersi dalle zanzare?
Altroconsumo, in una delle sue consuete
prove verità
, ha messo a confronto i principali rimedi presenti
in commercio.
Cominciamo dalla protezione della
pelle. Il principio che funziona di più, ed è anche il più
utilizzato, è senza dubbio il DEET, anche se bisogna evitare l'uso
in dosi eccessive (e di prodotti a concentrazione troppo alta), dato
che può essere neurotossico se assorbito dopo un'irritazione. Per
questo motivo è meglio evitarne l'utilizzo sui bambini, oppure è
bene preferire prodotti con una concentrazione di DEET che non vada
oltre il 10%. Nella camere dei bambini, oppure nei passeggini durante
le gite al parco, molto meglio optare per zanzariere. La citronella
può essere una valida alternativa naturale, tuttavia non sempre i
prodotti in commercio sono a base di sola citronella, per cui è
meglio prestare attenzione agli ingredienti di ciò che si
compra.
COSE CHE NON FUNZIONANO
Altroconsumo mette al bando come
inutili antibatterici, ultrasuoni e Vitamina B6. La vitamina B6 ha
molte qualità e svolge molte funzioni per il sistema immunitario, ma
tra queste non vi è l'immunità alle punture di zanzare, per cui
meglio evitarne l'assunzione per questo scopo. I saponi
antibatterici possono proteggere la pelle per qualche attimo,
tuttavia la ricomparsa a breve della flora batterica, attirerà di
nuovo le zanzare, rendendoli inutili.
Gli ultrasuoni, secondo l'associazione
non hanno alcun effetto benefico, le zanzare, infatti, non hanno
udito e dunque non percepiscono nessun ultrasuono; questo rimedio, al
massimo, può provocare danni alla persona che li usa.
Altroconsumo promuove i diffusori elettrici monouso, mettendo in guardia però i consumatori sulla durata delle piastrine. Queste infatti solitamente hanno un effetto più duraturo rispetto a quanto suggerito dai produttori.
Promossi anche i Repellenti per ambiente, spray e diffusori, che contengono piretroidi, sostanze dannose per gli insetti, ma innocue per luomo. Segno più anche per le candele di citronella che producono una cortina fumogena contro l'avvicinamento degli insetti, riducendo il rischio di essere punti.
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IL RIMEDIO
ALTERNATIVO E NATURALE: LA
OVITRAPPOLA
Un rimedio naturale che sembra aver
dato buoni frutti nel tempo, contro le zanzare tigre, è la
Ovitrappola. Si tratta, come si evince dal nome, di una trappola per
catturare le uova delle zanzare tigre ed evitare che si schiudano.
Nello specifico la Ovitrappola è caratterizzata da un contenitore di
plastica nero, riempito per metà d'acqua e lasciato nel terreno (ma
potrebbe andare bene anche in casa). La trappola attirerà le femmine
delle zanzare tigre che vi deporranno le uova. A questo punto,
conoscendo il ciclo di vita delle zanzare basterà svuotare il nostro
recipiente nel terreno ogni 4-5 giorni di modo da evitare che le uova
si schiudano. Secondo le testimonianze che si leggono in rete la
trappola funziona abbastanza bene, anche con un semplice bicchiere di
plastica nero. E' importante però ricordare che non devono esserci
altre fonti d'acqua vicino alla nostra ovitrappola e che il
recipiente non deve essere svuotato in un tombino, nel wc o nel
lavandino ma nel terreno, pena la sopravvivenza delle uova. Alcune
fonti suggeriscono di inserire nelle Ovitrappole anche delle
pasticche di bacillus
thurinsiesis
israelensis
per combattere anche le larve e le uova di
altre specie di zanzare. Il principio di fondo rimane comunque il
medesimo.
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RISORSE:
CREDIT
Si ringrazia l'utente tanakawho
di flickr per l'immagine
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