Lunedi, 18 Novembre 2019

Back ECONOMIA Categorie Consumatori IL 53% DELLA SPESA PUBBLICA VA ALLA PROTEZIONE SOCIALE E ALLA SANITÀ, MENO DEL 10% ALL'ISTRUZIONE

IL 53% DELLA SPESA PUBBLICA VA ALLA PROTEZIONE SOCIALE E ALLA SANITÀ, MENO DEL 10% ALL'ISTRUZIONE


baromeuropassi.gif
  • Prec.
  • 1 of 2
  • Succ.

L'Istat ha diffuso le stime della spesa a prezzi correnti della Pubblica amministrazione suddivise per funzione e relative al periodo 2000-2009. Per semplificare l'esposizione rispetto alla classificazione ufficiale (COFOG. Classification of function of government. ), i dieci raggruppamenti di primo livello sono stati aggregati in sei voci:




  • Servizi generali delle amministrazioni pubbliche, difesa, ordine pubblico e sicurezza;
  • Affari economici (agricoltura, attività manifatturiere, trasporti, telecomunicazioni, etc.);
  • Protezione dell’ambiente, abitazioni e assetto del territorio;
  • Sanità;
  • Cultura, attività ricreative e istruzione;
  • Protezione sociale (previdenza e assistenza).

Nel periodo 2000-2009, l'incidenza della prima voce stata superiore ad un quarto della spesa complessiva delle Pubbliche Amministrazioni. Sono i servizi generali ad assorbire la maggior parte delle risorse (il 73%) dedicate a questo primo raggruppamento, mentre la spesa per l'ordine pubblico e la sicurezza ammonta al 16% e quella per la difesa all'11%. Dal 2001, rileva l'Istat, l'ammontare di questo gruppo di spesa mostra un andamento decrescente, dovuto soprattutto alla progressiva riduzione degli interessi passivi.
Gli Affari economici hanno assorbito in media il 9,1% della spesa totale nel corso del decennio, ma questa voce di spesa risulta caratterizzata da un andamento tutt'altro che costante, in ragione delle operazioni di tipo straordinario. Ad esempio il più basso peso percentuale di questa voce di spesa è dovuto alla contabilizzazione con segno negativo (ossia a riduzione delle spese) degli introiti derivanti dalla cessione delle licenze UMTS (nel 2000). Mentre il picco maggiore si è avuto nel 2006 con le operazioni straordinarie di cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società TAV. Nel corso del 2009 l'aumento della spesa è dovuto anche ad operazioni di rimborso straordinario alle imprese delle maggiori imposte versate negli anni precedenti.
La terza voce di spesa, relativa alla protezione dell'ambiente, abitazioni e assetto del territorio, ha assorbito mediamente il 2,7% della spesa totale. Nel periodo si è assistito ad un aumento della spesa tendenzialmente crescente, tranne che nel 2002, quando si è assistito ad una diminuzione, sostanzialmente a causa della parziale dismissione del patrimonio immobiliare degli Enti di previdenza, attraverso la cartolarizzazione. Per quanto riguarda l'ambito della sanità e della protezione sociale, l'Istat evidenzia un'ampia crescita delle spesa, nel periodo considerato. Nello specifico si è passati dai circa 279 miliardi di euro del 2000 ai 423 miliardi del 2009 (+51,6%). In termini percentuali il peso di queste due voci sul totale della spesa pubblica è aumentato dal 49,6% del 2000 al 53% del 2009.
Nell'ambito della protezione sociale la componente principale è costituita dalle prestazioni sociali in denaro, il cui peso è cresciuto considerevolmente negli ultimi due anni a causa della crisi economica e del conseguente rilevante ricorso agli ammortizzatori sociali.
La quota della spesa per l'istruzione e le attività ricreative e culturali è pari in media all'11,1%, ma l'andamento percentuale nel corso del decennio risulta in diminuzione, dall'11,6% del 2000 al 10,7% del 2009. La spesa per l'istruzione, costituisce la parte prevalente di questo raggruppamento e risulta costituita per circa il 70% dai redditi da lavoro dipendente.


CONFRONTI INTERNAZIONALI (PERIODO 2000-2008)
L'Istat ha poi pubblicato i dati relativi alla spesa della Pubblica Amministrazione dei Paesi Europei che fanno parte dell’Unione Monetaria Europea (UE16). Dall'analisi comparativa emerge che i Paesi con un elevato debito pubblico (come Italia, Belgio, Grecia e Cipro), presentano una percentuale più alta di spesa per la funzione dei Servizi generali dell’Amministrazione pubblica, rispetto alla media UE (14,7%).


COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI



Per quanto riguarda la spesa per la Difesa e l'Ordine Pubblico, il nostro Paese si colloca appena al di sopra della media (6,7% contro 6,3%), mentre al di sotto vi sono Paesi come Germania (5,8%) e Francia (6,1%).
La percentuale media di spesa UE per la funzione Affari economici è pari all'8,3%, un decimo di punto in più di quella italiana (8,2%), mentre Francia e Germania presentano quote decisamente più basse (rispettivamente il 5,8% e il 7,4%). Invece in Grecia, Cipro, Irlanda, Spagna, Slovacchia e Malta., tale quota supera l'11%.
La spesa dedicata dal Nostro Paese alla Protezione dell’ambiente risulta in percentuale, allineata a quella UE, mentre quella destinata a ad Abitazione e assetto del territorio risulta decisamente inferiore alla media (1,4% in Italia, 2,2% nella media UE).
Per quanto concerne la Sanità, il nostro Paese dedica una quota di spesa pari al 13,8%, vicina alla media di periodo degli altri principali Paesi dell'UE16 (14%). Va sottolineato però come le spese per l'erogazione di servizi a carattere individuale, come appunto sanità, istruzione, protezione sociale ecc., sono influenzate dai diversi modelli organizzativi adottati nei vari Paesi.
La spesa per l'Istruzione in Italia, pari al 9,7% è al di sotto della quota media degli altri paesi dell’UE16 (10,4 per cento), una situazione che aveva già denunciato l'Ocse, nel rapporto “Education ad Glance” in cui emergeva che il nostro Paese occupa l'ultimo posto dei Paesi Ocse, per quanto riguarda la spesa pubblica nella scuola. Nell'indagine Ocse, però la spesa veniva analizzata in rapporto al Pil e non in relazione all'intera spesa sociale.
Infine, per quanto riguarda la spesa relativa alla protezione sociale, il nostro Paese vi dedica il 37,5% delle risorse, un valore inferiore alla media dei Paesi UE 16 (40,1%). La Germania, con quasi il 46%, risulta essere il Paese con la percentuale più alta destinata a tale funzione, mentre in posizione opposta si trova Cipro, con il 22,6%.

[Via: IstatIstat ]

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631

RISORSE :

blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Carburanti

benzina

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed