Martedi, 19 Novembre 2019

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INCENTIVI DIGITALE TERRESTRE SONO AIUTO DI STATO E ILLEGITTIMI: LA CORTE EUROPEA BOCCIA IL RICORSO


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Incentivi Digitale Terrestre Sono Aiuto di Stato e Illegittimi: la Corte Europea Boccia il Ricorso di Mediaset | Satellite | Governo |

La Corte di Giustizia della Unione Europea ha stabilito che il contributo italiano per l'acquisto dei decoder del digitale terrestre e' un aiuto di Stato e deve essere recuperato.
Il contributo in questione, infatti, era accessibile solamente a quei consumatori che compravano o prendevano in affitto un apparecchio Tv, per ricevere i segnali televisivi del digitale terrestre, mentre venivano esclusi quei consumatori che decidevano di comprare l'apparecchio satellitare. Questo provvedimento fu contestato dalle emittenti televisive satellitari, che presentarono un ricorso alla Commissione Europea, che lo accolse. Contro questa decisione si era opposta Mediaset a cui l'istanza di primo grado del Corte di Giustizia Europea ha dato, come abbiamo detto, torto. In sostanza il Contributo previsto dal Governo italiano conteneva un vizio, ovvero quello di non rappresentare la caratteristica imprescindibile della neutralità tecnologica.
Inoltre, sempre secondo quanto affermato dal Tribunale, gli altri operatori di mercato della televisione digitale, compresa l'azienda Mediaset, conseguivano un vantaggio indiretto da questa situazione. Secondo le motivazioni della sentenza, infatti, lo sconto sul prezzo derivante dal contributo ha modificato le scelte d'acquisto dei consumatori orientandoli verso il digitale. Ciò ha permesso alle stesse emittenti digitali di consolidare la posizione sul mercato, in termini di immagine e di fidelizzazione della clientela. La palla, adesso, passa nelle mani di Mediaset, che può ricorrere in appello, nel termine di due mesi, presso la Corte europea di giustizia.


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Il governo Prodi, a suo tempo, cercò di istituire una task force in modo da quantificare l'importo che Mediaset avrebbe dovuto restituire, in quanto i finanziamenti pubblici, furono decisi proprio nel momento in cui la carica di presidente del Consiglio era occupata dal principale azionista di Mediaset, in un netto e chiaro conflitto d'interessi.
In base a quanto sentenziato dal Tribunale dell'Unione Europea, sarà compito del giudice italiano quantificare l'esatto importo che Mediaset dovrà restituire, comprensivo anche dei benefici indiretti di cui ha usufruito, nello specifico, per quanto riguarda il discusso e controverso calcolo riferito agli abbonamenti “extra” legati alla pay-per-view.
Mediaset, da parte sua, ha già annunciato che farà ricorso in appello davanti alla Corte di giustizia europea, in quanto – secondo quanto sostiene il gruppo in un comunicato diffuso poche ore fa – i contributi sono stati erogati in via diretta ai consumatori, senza alcuna “fermata” ai broadcaster che operano le trasmissioni sul digitale terrestre.
Per questo motivo Mediaset afferma di non aver avuto alcun vantaggio, dato che la stessa sentenza non trova alcun collegamento tra il contributo pubblico e il lancio dell'offerta a pagamento di Mediaset Premium.

   



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