Mercoledi, 26 Settembre 2018

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L'ABUSO DI ANTIBIOTICI METTE A RISCHIO LA SALUTE DEGLI ITALIANI E TOGLIE RISORSE ECONOMICHE PREZIOSE


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Il consumo eccessivo di antibiotici porta allo sviluppo dell’antibioticoresistenza, un fenomeno molto pericoloso per la salute dei cittadini, in quanto espone al rischio di non poter disporre di alcuna possibilità di cura per le infezioni. E' questo uno dei messaggi centrali della terza campagna di comunicazione “Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela”, realizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e Istituto superiore di Sanità, col patrocinio del ministero della Salute. L'abuso di antibiotici è un aspetto troppo spesso sottovalutato soprattutto nel nostro Paese che detiene il più alto consumo di farmaci antibiotici e più alto tasso antibioticoresistenza in Europa, dopo Grecia e Cipro.
Obiettivo della campagna è quello di informare i cittadini dell'importanza del ricorso agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico. La campagna inoltre sottolinea l'importanza di seguire le indicazioni del medico e di non assumere antibiotici per curare infezioni virali. La sospensione precoce della terapia è ad esempio tra le principali cause dello sviluppo di resistenze, poiché uccide i batteri più deboli e seleziona quelli più forti.
Questa azione di sensibilizzazione si rende necessaria, soprattutto in Paesi dall'alto consumo di antibiotici in quanto alcuni germi patogeni hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano quasi al 100%. Un esempio di questo fenomeno è rappresentato dal nuovo “superbatterio” NDM-1 (New Delhi Metallo-beta-lactamase-1) che ha fatto la sua comparsa anche in Europa.
Questi ceppi di batteri totalmente (o quasi) resistenti agli antibiotici che circolano in Europa destano elementi di preoccupazione, ha sottolineato il Direttore Generale dell’AIFA, Guido Rasi. Occorre perciò intervenire promuovendo, ha proseguito Rasi, l'appropriatezza nell'impiego di farmaci antibiotici e attuando strategie di sistema che scongiurino il rischio di non riuscire più a curare infezioni batteriche in corso di trapianti, chemioterapia oncologica, chirurgia ortopedica, terapie intensive ecc.
L'80-90% degli antibiotici vengono utilizzati nell'ambito della medicina generale e tra le prime cause di prescrizione vi sono le malattie delle prime vie aeree causate frequentemente da virus su cui gli antibiotici non hanno alcuna efficacia. L'utilizzo di antibiotici per curare raffreddore o influenza, infatti, mette a rischio la salute poiché favorisce lo sviluppo di germi resistenti.
Un tema su cui l'Aifa insiste perchè il rischio concreto è quello di non avere a disposizione antibiotici efficaci per curare malattie che oggi non rappresentano più un pericolo ma che potrebbero tornare ad essere pericolose.


SPRECO DI RISORSE E RIDUZIONE DEI RISCHI
Oltre al pericolo rappresentato dall'antibioticoresistenza, il sovrautilizzo di antibiotici porta con sé anche un eccesso di spesa che va a sottrarre risorse preziose per i cittadini, anche in ambito sanitario.


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Secondo uno studio dell'Aifa esistono enormi differenze regionali nel consumo di antibiotici, Le 6 regioni con valori meno elevati sono site nel Nord Italia (Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Valle d’Aosta, la Provincia Autonoma di Trento e la Provincia Autonoma di Bolzano), mentre quelli con i valori più elevati sono al Sud (Puglia, Calabria,
Basilicata, Sicilia e Campania). Campania, Puglia e Sicilia determinano insieme quasi il 60% di tutto l'eccesso di consumi in Italia.
Secondo il professor Rosi si potrebbero risparmiare 316,6 milioni di euro, se tutte le regioni si allineassero al consumo medio delle sei più virtuose (17,25 dosi giornaliere ogni 1000 abitanti). In più se il costo per dose media giornaliera divenisse in tutte le regioni pari a quello della Lombardia (1,66 euro, il valore minimo italiano) si otterrebbe un risparmio di 155,8 milioni di euro.
Una maggiore prudenza nell'impiego determinerebbe anche una riduzione del rischio di incorrere nelle reazioni avverse, anche gravi che ogni anno si verificano a seguito dell'assunzione di antibiotici.
Secondo l'Aifa, in Italia, i motivi più frequenti di prescrizione di antibiotici sono le malattie dell’apparato respiratorio (40,8%) seguite da quelle dell’apparato genitourinario (18,4%) e dell’apparato digerente (13,6%). Il maggior impiego risulta per la cura della cistite (9,9% dei casi), della faringite (8,3%) e della bronchite acuta (5,7%). Ben Il 44% dei cittadini, il 53% dei bambini, il 50% degli anziani hanno ricevuto almeno una prescrizione e il 15% degli anziani più di 6 prescrizioni di antibiotici.

  [Via: AifaAifa ]


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