Lunedi, 9 Dicembre 2019

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Mobilità Ospedaliera in Italia: al Centro Nord Flussi in Entrata Superiori a Quelli in Uscita


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Nelle scorse settimane abbiamo visto che l'offerta ospedaliera in Italia è la quinta più bassa d'Europa con una quota di 3,7 posti letto ogni mille abitanti contro una media dell'Unione Europea a 27 di 5,6 ogni mille abitanti. Oggi vogliamo invece affrontare il tema della mobilità ospedaliera interregionale, ovvero del fenomeno piuttosto consistente di cittadini che decidono di curarsi al di fuori dalla propria regione di residenza. In generale il Sistema Sanitario Nazionale prevede quale diritto dei cittadini la scelta del luogo di cura, sia esso dettato dalla vicinanza geografica con strutture di altre regioni, dalla presenza in altre regioni per motivi di studio o lavoro, dalla necessità di usufruire di prestazioni di alta specializzazione o non erogate dalla propria regione o semplicemente dalla maggiore fiducia nei servizi ospedalieri di altre regioni.
Il fenomeno della mobilità ospedaliera viene indagato attraverso l'analisi di tre parametri fondamentali che fanno riferimento ai ricoveri ospedalieri ordinari per “acuti” (o dimissioni) ovvero:

  • l'indice di immigrazione
  • l'indice di emigrazione
  • l'indice di attrazione

Il primo indice misura il rapporto percentuale tra il numero di dimissioni ospedaliere di pazienti non residenti e il totale delle dimissioni nella regione, mentre il secondo dipende dal rapporto percentuale tra il numero di dimissioni ospedaliere effettuate in altre regioni da pazienti residenti e il totale delle dimissioni dei residenti nella regione. Infine, l’indice di attrazione è dato dal rapporto tra i primi due indici. Questo parametro è pari a uno quando esiste un perfetto equilibrio, è maggiore di uno quando la regione è in grado di accogliere individui provenienti da altre regioni ed è minore di uno quando vi sono più flussi in uscita che in entrata.
Secondo quanto riporta l'Istat e il Ministero della Salute nel Centro-Nord otto regioni su tredici hanno un indice di attrazione superiore a uno, ovvero flussi in entrata per ricoveri ordinari per “acuti” superiori a quelli in uscita. Vediamo qualche dato più in dettaglio.


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Nel complesso, le regioni italiane sono interessate da circa 650 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti, pari all'8,3% del totale (dati 2008) e da oltre 570 mila ricoveri effettuati dai pazienti in una regione diversa da quella di residenza, ovvero il 7,4% (riferito ai soli residenti in Italia).
Per quanto riguarda l'indice di immigrazione ospedaliera i valori più alti si registrano in Molise (24,7), in Umbria (14,9) e in Basilicata (13,9), mentre quelli più bassi risultano in Sardegna e Sicilia (entrambe a 2,3) e in Puglia (4,2). I valori più alti dell'indice di emigrazione si registrano invece in Basilicata (23,8), Valle d'Aosta (20,2) e in Molise (19,6), mentre quelli più bassi in Lombardia (3,9), in Sardegna (5,3) e Veneto (5,7).
Infine l'indice di attrazione ospedaliera è più alto in Lombardia ed Emilia Romagna (entrambe 2,5) che risultano dunque le regioni che hanno i maggiori flussi in entrata rispetto a quelli in uscita, seguite dalla Toscana 1,8. Dall'altra parte le regioni che hanno flussi in uscita maggiori rispetto a quelli in entrata sono la Calabria (0,2) seguita da Campania , Sicilia e Sardegna (tutte e tre a 0,4).

 

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