Giovedi, 5 Dicembre 2019

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NEGLI ULTIMI 10 ANNI LE TARIFFE DEI SERVIZI PUBBLICI SONO AUMENTATE PIÙ DELL’INFLAZIONE


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La crescita delle tariffe dei servizi pubblici ad un ritmo superiore a quello dell'Inflazione è un fenomeno piuttosto comune in Italia, sebbene tendenzialmente anomalo, soprattutto in tempi di crisi. Lo stesso Ministero dell'Economia, nel rendere noti i dati relativi alle tariffe per l’anno 2009, certificò come gli incrementi registrati nelle svariate tariffe, risultassero in controtendenza rispetto all'evoluzione complessiva dell'Inflazione (che lo scorso anno ha fatto registrare valori tra i più basi degli ultimi quarant'anni). Ma dicevamo che la situazione in Italia non è poi del tutto nuova, visto che, stando ad un'indagine di Confartigianato negli ultimi cinque anni l'aumento delle tariffe dei servizi pubblici in Italia è stato pari a poco meno del doppio rispetto alla media dell'Area Euro. E relativamente all'inflazione, nel biennio più nero della crisi (2008-2009) le tariffe dei servizi pubblici locali (energetici esclusi) sono aumentate del 9,9%, quasi 3 punti percentuali in più rispetto ai Paesi dell'Area Euro e 5 volte di più dell'inflazione registrata nel periodo.
Per cui l'ultima indagine dell'ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui le tariffe, negli ultimi 10 anni, sono aumentate più dell’inflazione non stupisce più di tanto, sebbene l'ampio orizzonte temporale spinga ad ipotizzare che questa situazione anomala sia strutturale nell'economia del nostro Paese.
Secondo l'indagine dell'associazione delle imprese artigiane, nell'ultimo decennio, la variazione dei prezzi media dei servizi pubblici è stata del 23,9%. L'aumento maggiore si è registrato nella tariffa dell'acqua potabile, cresciuta del 55,3%, seguita da quella dei rifiuti (+54%) e dai trasporti ferroviari (+43,9%). Non molto minore è stata la crescita dei costi dei pedaggi autostradali che dal 2000 sono aumentati del 38,5%, delle tariffe dei taxi (+35,4%) di quelle del gas (+33,2%) e dei trasporti urbani (+31,4%). Le tariffe dei servizi postali sono cresciute di quasi un terzo (+29,3%), quelle dell'energia elettrica di quasi un quarto (24,3%), mentre l'unica nota positiva arriva dai costi dei servizi della telefonica, calati dell'11,7% nell'ultimo decennio.
Nel commentare i dati il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato come, dall'indagine emerga che le tariffe amministrate dai Comuni sono quelle che hanno subito le impennate più consistenti. Aumenti che purtroppo non hanno viaggiato di pari passo con il miglioramento della qualità dei servizi, soprattutto per quanto riguarda le bollette dell'acqua e quelle dei rifiuti. Il ritocco all'insù delle tariffe, slegato dunque dalle performance di servizio, è servito agli Enti Locali, soprattutto per far cassa, in compensazione al taglio dei trasferimenti imposti dallo Stato Centrale.

 


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Disaggregando i dati dal punto di vista temporale, tenendo come riferimento la crisi economica, la Cgia ha scoperto che nel periodo pre-crisi (2000-200, a fronte di una crescita dell’inflazione del +21,1%, gli aumenti più consistenti sono avvenuti sulla raccolta rifiuti (+42%), sulle tariffe del gas (+38,7%) e sull’energia elettrica (+36%). Quelli minori in questo periodo hanno riguardato i trasporti ferroviari (+24%), i servizi postali (+16,1%) e i servizi di telefonia (-12,3%).
Nell'ultimo triennio (quello della crisi), invece, con un'inflazione cresciuta solo del 2,3%, gli aumenti maggiori hanno riguardato i trasporti ferroviari (+16%), l’acqua potabile (+14,6%) e i servizi postali (+11,4%). Dall'altra parte i rincari minori sono avvenuti nei servizi di telefonia (+0,7%) nelle tariffe del gas, calate del 4% e in quelle dell'Energia Elettrica, diminuite dell'8,6%. Su questi due valori ha sicuramente influito anche il calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali.

[Via: CgiaCgia ]

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