La crescita delle tariffe dei servizi
pubblici ad un ritmo superiore a quello dell'Inflazione è un
fenomeno piuttosto comune in Italia, sebbene tendenzialmente anomalo,
soprattutto in tempi di crisi. Lo stesso Ministero dell'Economia,
nel rendere noti i dati relativi alle tariffe per lanno 2009,
certificò come gli
incrementi registrati nelle svariate tariffe, risultassero in
controtendenza rispetto all'evoluzione complessiva dell'Inflazione
(che lo scorso anno ha fatto registrare valori tra i più basi degli
ultimi quarant'anni). Ma dicevamo che la situazione in Italia non è
poi del tutto nuova, visto che, stando ad un'indagine di
Confartigianato negli ultimi cinque anni l'aumento
delle tariffe dei servizi pubblici in Italia è stato pari a poco
meno del doppio rispetto alla media dell'Area Euro. E
relativamente all'inflazione, nel biennio più nero della crisi
(2008-2009) le tariffe dei servizi pubblici locali (energetici
esclusi) sono aumentate del 9,9%, quasi 3 punti percentuali in più
rispetto ai Paesi dell'Area Euro e 5 volte di più dell'inflazione
registrata nel periodo.
Per cui l'ultima indagine dell'ufficio
studi della Cgia di Mestre, secondo cui le tariffe, negli ultimi 10
anni, sono aumentate più dellinflazione non stupisce più di
tanto, sebbene l'ampio orizzonte temporale spinga ad ipotizzare che
questa situazione anomala sia strutturale nell'economia del nostro
Paese.
Secondo l'indagine dell'associazione
delle imprese artigiane, nell'ultimo decennio, la variazione dei
prezzi media dei servizi pubblici è stata del 23,9%. L'aumento
maggiore si è registrato nella tariffa dell'acqua potabile,
cresciuta del 55,3%, seguita da quella dei rifiuti (+54%) e dai
trasporti ferroviari (+43,9%). Non molto minore è stata la crescita
dei costi dei pedaggi autostradali che dal 2000 sono aumentati del
38,5%, delle tariffe dei taxi (+35,4%) di quelle del gas (+33,2%) e
dei trasporti urbani (+31,4%). Le tariffe dei servizi postali sono
cresciute di quasi un terzo (+29,3%), quelle dell'energia elettrica
di quasi un quarto (24,3%), mentre l'unica nota positiva arriva dai
costi dei servizi della telefonica, calati dell'11,7% nell'ultimo
decennio.
Nel commentare i dati il segretario
della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato come,
dall'indagine emerga che le tariffe amministrate dai Comuni sono
quelle che hanno subito le impennate più consistenti. Aumenti che
purtroppo non hanno viaggiato di pari passo con il miglioramento
della qualità dei servizi, soprattutto per quanto riguarda le
bollette dell'acqua e quelle dei rifiuti. Il ritocco all'insù delle
tariffe, slegato dunque dalle performance di servizio, è servito
agli Enti Locali, soprattutto per far cassa, in compensazione al
taglio dei trasferimenti imposti dallo Stato Centrale.
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Nell'ultimo triennio (quello della crisi), invece, con un'inflazione cresciuta solo del 2,3%, gli aumenti maggiori hanno riguardato i trasporti ferroviari (+16%), lacqua potabile (+14,6%) e i servizi postali (+11,4%). Dall'altra parte i rincari minori sono avvenuti nei servizi di telefonia (+0,7%) nelle tariffe del gas, calate del 4% e in quelle dell'Energia Elettrica, diminuite dell'8,6%. Su questi due valori ha sicuramente influito anche il calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali.
[Via: Cgia ] |
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