Mercoledi, 22 Agosto 2018

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OGNI ANNO L'ALCOL PROVOCA LA MORTE DI 2,5 MILIONI DI PERSONE, DI CUI 320MILA GIOVANI UNDER 30


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Secondo il rapporto “Global status report on alcohol and health 2011” dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo eccessivo di alcol provoca ogni anno la morte di 2,5 milioni di persone. Uno scenario drammatico che colpisce sempre di più le persone giovani e i Paesi in via di sviluppo. Senza dimenticare che oltre al caso estremo della morte, all'abuso di alcol sono connessi numerosi problemi di salute oltre che sociali. Basti pensare, in proposito che il consumo nocivo di alcol rappresenta uno dei quattro fattori di rischio (insieme a fumo, cattiva alimentazione e sedentarietà) dei principali gruppi di patologie non trasmissibili, ovvero: malattie cardiovascolari, tumore, malattie polmonari croniche e diabete.
Nel rapporto vengono messe in risalto molte delle implicazioni sulla salute, alcol-correlate. In particolare dai dati emerge che quasi 4% dei decessi registrati è riconducibile all'alcol, oltre che per cirrosi epatica, anche quando si trattava di traumi, tumori o malattie cardiovascolari. A livello globale, il 6,2% dei decessi degli uomini è legato all'alcol, contro l'1,1% dei decessi di donne, così come il 9% di tutti i decessi nella fascia di età tra 15 e 29 anni (320mila giovani ogni anno).
In proposito l'Oms denuncia che nonostante negli ultimi dieci anni, almeno 34 Paesi abbiano adottato qualche tipo di politica formale per ridurre l'uso nocivo di alcol, non si fa ancora abbastanza. Sono, infatti, pochi i Paesi che fanno qualcosa di concreto per prevenire la morte, malattie e lesioni derivanti da abuso di alcol. Secondo l'Oms, strategie efficaci per ridurre l'uso nocivo di alcol consistono ad esempio nell'introduzione di tasse sugli alcolici, nella riduzione della disponibilità attraverso il minor numero di punti vendita, e ancora nell'innalzamento dei limiti di età per chi acquista e l'inasprimento delle sanzioni per la guida sotto effetto di alcol. A questo pacchetto di strategie andrebbero poi affiancati programmi di screening per intervenire in casi a rischio e per trattare disordini del consumo di alcolici, senza dimenticare poi la necessità di introdurre campagne di informazione adeguate e il divieto di promozione pubblicitaria degli alcolici.


CONSUMO DI ALCOL
Secondo il rapporto il consumo di alcolici nel 2005 è stato pari a 6,13 litri di alcol puro per persona di 15 anni o più. Nel periodo 2001-2005 le Americhe e l'Europa Mediterranea hanno mostrato livelli di consumo stabili, mentre si sono osservati aumenti marcati in Africa e Sud-Est asiatico. Nonostante ciò, l'Oms, evidenzia che la maggior parte della popolazione mondiale non beve, nello specifico quasi la metà di tutti gli uomini e due terzi delle donne non hanno consumato alcol nel 2005.

 


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I tassi di astensione dal consumo di alcol sono bassi nei Paesi ad alto reddito e alti consumi, mentre risultano alti nel Nord Africa e nei Paesi de sud dell'Asia. I Paesi che consumano più alcol sono Russia, Gran Bretagna, Francia, Germania ed Europa dell'est con più di 12,5 litri a testa per ogni anno. A seguire si trova il resto d'Europa, Argentina ed Australia con oltre di 10 litri. I consumi minori sono in Medio Oriente, Maghreb e l'Africa in generale. Tuttavia siccome buona parte della produzione di alcol non è legale (circa un terzo è prodotto illegalmente), i dati sono relativi.
Per quanto riguarda le preferenze, nelle Americhe, in Oceania e nella maggior parte dei Paesi d'Europa è la birra a farla da padrona, mentre in Francia, Italia e Argentina si preferisce il vino. I superalcolici vanno per la maggiore invece nell'Europa dell'est, in Russia Russa e in l'Asia.
Il rapporto completo è disponibile per il download a questo indirizzoquesto
indirizzo, mentre quiqui è possibile scaricare la scheda relativa all'Italia.

 

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