Nei giorni scorsi abbiamo visto che il reddito disponibile e la ricchezza degli italiani sono scesi in tre anni di 10 mila euro, con pesanti conseguenze sulle dinamiche di risparmi e consumi. Il continuo ridursi del reddito disponibile fa si che anche una giornata tipo di un italiano diventi sempre più “cara” nel bilancio familiare. A fare i conti di quanto una giornata pesi sul bilancio familiare ci ha pensato l'associazione dei consumatori Adoc, secondo cui un italiano spende ogni giorno poco meno di 40 euro (39,4 euro), pari cioè all'83% del suo reddito quotidiano al netto delle tasse.
L'indagine
è stata svolta in altri 6 paesi europei e ha messo in luce che la giornata tipo degli italiani costa mediamente l'83,80% del reddito quotidiano, contro una media europea del 68,01%. In pratica fanno peggio di noi solo gli abitanti della Repubblica Ceca che spendono il 103,97% del reddito quotidiano, molto più di quanto accade in Svezia (66,73%), in Francia (60,67%) , in Inghilterra (58,83%), in Spagna (58,80%) e in Germania (43,27% del reddito giornaliero).
Se poi vogliamo aggiungere ad un'ipotesi in cui si utilizza l'auto privata, anche un momento di svago come il Cinema ecco che allora la spesa giornaliera raggiunge i 45,70 euro, vale a dire il 97,20% del reddito giornaliero quotidiano, contro una media del 50,80% di un cittadino tedesco.
Dall'analisi dei costi effettuata dall'Adoc emerge che solo i costi della colazione, del canone, del trasporto pubblico di linea, del cinema e della telefonia mobile sono inferiori alla media europea, mentre le bollette domestiche di luce, acqua, gas e rifiuti, così come il trasporto privato, la ristorazione e la spesa alimentare sono più cari che nel resto d'Europa.
Stipendi più bassi e costi più alti, soprattutto dove non si può risparmiare come sugli alimentari, completano la beffa per gli italiani, che si vedono costretti continuamente a stringere la cinghia.
Il fatto è ancora più grave spiega l'Adoc perchè i settori indispensabili sono anche quelli che fanno registrare i maggiori rincari, rendendo vani quindi anche i tentativi di risparmio da parte dei cittadini, che in questo modo sentono la crisi molto più che altrove e reagiscono contraendo ulteriormente i consumi (anche sugli alimentari).
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