Mercoledi, 17 Luglio 2019

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PIRATERIA STRADALE: GLI INCIDENTI CRESCONO DEL 21,36%. TRA LE CAUSE SEMPRE PIÙ SPESSO ALCOL E DROGA


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Nel 2010 gli episodi di pirateria stradale sono cresciuti del 21,36%, passando dai 482 registrati nel 2009 a 585 incidenti, in cui hanno perso la vita 98 persone (contro i 91 del 200) e 746 sono rimaste ferite (592 nel 2009). I dati provengono dal consueto rapporto annuale dell'Osservatorio il Centauro-Asaps, da cui emerge un preoccupante aumento dei fenomeni di pirateria. Il trend di crescita, che nel primo semestre 2010 aveva già fatto segnare un aumento degli incidenti del 16,4%, rispetto allo stesso periodo del 2009, con 249 episodi registrati, ha di fatto subito un'ulteriore accelerazione nella seconda parte dell'anno.
Un secondo dato negativo risulta la diminuzione della percentuale di colpevoli di atti di pirateria stradale che viene smascherato, passata dal 75,5% nel 2009 al 74,53%. La diminuzione, seppur lieve, mette in luce che nonostante le evoluzioni delle tecniche investigative, più di un pirata su quattro rimane impunito. Nello specifico nel 2010, su 585 incidenti, in 436 casi si è riusciti a risalire al colpevole, arrestato in 178 occasioni (il 40,83% delle individuazioni) e denunciato a piede libero in altre 258 (59,17%).
In più di un caso di pirateria su quattro (il 26,83%) è stata accertata la presenza di di alcol e droga, in calo rispetto al 29,7% registrato nel primo semestre dell'anno. Tuttavia il dato è sempre rilevato per difetto, visto che fa riferimento ai soli pirati acciuffati in tempo utile per poter avere un test alcolemico o narcotest rilevante ai fini dell'indagine. L'osservatorio stima, infatti, che sul totale degli eventi, alcol e droga pesino in realtà per percentuali vicine al 40/50% dei casi.
Sul totale degli eventi, gli incidenti mortali sono stati il 16,41% (96) che hanno comportato la morte di 98 individui (+7,69% rispetto al 2009), mentre gli incidenti con lesioni sono stati l'83,59% 8i ferito sono aumentati del 26,01% sul 2009).
Quasi un pirata su quattro (il 25,08%) di quelli identificati è risultato forestiero, mentre la percentuale di cittadini stranieri vittime di pirati (di qualsiasi nazionalità) è pari al 7,94% del totale di morti e feriti (67 in totale).
Tra le vittime che pagano il prezzo più alto degli atti di pirateria troviamo i bambini e gli anziani. Nel 2010, infatti, sono stati 116 i minori coinvolti e 89 gli anziani, rispettivamente il 13,74% ed il 10.55%. Tra i minori, quelli di età inferiore ai 14 anni, sono stati in tutto 47, dei quali 3 sono rimasti uccisi (3,06% dei morti) e 41 feriti (5,49% dei feriti).
I pedoni si confermano la categoria più tartassata, con 216 eventi, in cui sono morti 50 individui (il 51,027% dei decessi complessivi), e 200 sono rimasti feriti ( il 26,80% sul totale dei feriti). Seguono i ciclisti, che nel 2010 sono stati coinvolti in 61 episodi, costati la vita a 13 individui (il 13,26%) e  che hanno portato a 58 ricoveri (il 7,77%).


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Tra le motivazioni più ricorrenti che spingono alla fuga e all'omissione di soccorso vi sono la consapevolezza di essere sotto effetto di alcol o di sostanze stupefacenti e il timore di perdere i punti della patente e lo stesso documento di guida.


LA GEOGRAFIA DELLA PIRATERIA E L'IDENTIKIT DEL PIRATA
A differenza di quanto si possa immaginare quasi sette episodi di pirateria su dieci (il 67,18%) avvengono di giorno.
La regione leader nella classifica degli atti di pirateria è la Lombardia, con 86 episodi (il 14,70%), seguita dal  Lazio con 72 eventi ( il 12,31%) e dall'Emilia Romagna con 67 casi (l'11,45%). Le zone più sicure d'Italia invece sono la Valle d'Aosta, dove nel 2010 non si è verificato nemmeno un episodio di pirateria e la Basilicata, dove invece se ne sono contati 2.
Nella maggior parte dei casi, rileva l'Osservatorio, i pirati sono uomini di età compresa tra i 18 e i 44 anni, spesso sotto l'effetto di sostanza alcoliche o stupefacenti. Le piratesse donne identificate nel 2010 sono state 43, pari al 5,09% del totale.

[Via: Asaps ]

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