Allarme medici nella sanità italiana,
dal 2012 al 2018 ci si attende una carenza di 18mila unità di
personale medico nel SSN e di circa 22mila medici (considerando anche
il settore privato) dal 2014 al 2018. A riferirlo è la bozza del
nuovo Piano Sanitario Nazionale (PSN), per il prossimo
triennio, messa a punto dal Ministero della Salute e anticipata dal
portale di informazione sanitaria, quotidianosanità.it.
Il PSN sottolinea che il calo delle
risorse umane nel SSN avverrà a causa dell'invecchiamento della
dirigenza è dal contestuale calo nelle immatricolazioni
universitarie nelle lauree abilitanti, soprattutto in Medicina e
Chirurgia. Per questo tra le proposte avanzate (già dal 2008/2209)
vi è quella di un ampliamento dell'offerta formativa, ossia del
numero delle immatricolazioni al corso di laurea in Medicina, anche
se ciò non porterebbe risultati prima del 2019.
Oltre al problema dei medici, due altre
sfide caratterizzeranno la sanità dei prossimi anni, ovvero la non
autosufficienza e l'incremento dei costi per l'acquisto e la gestione
di tecnologie e farmaci innovativi. Due sfide che secondo il PSN
assorbiranno un'ampia fetta delle risorse disponibili. Per questa
ragione la Sanità dovrà elevare il livello di efficienza,
mettendo fine agli sprechi che contraddistinguono soprattutto alcune
regioni. Abbiamo visto proprio recentemente, come
quattro regioni abbiano dovuto elevare le addizionali ai
contribuenti per riuscire a rientrare di parte del deficit. Una
sfida quella della ricerca dell'efficienza nel sistema sanitario che
dovrà fare i conti anche con l'evoluzione federalista a cui l'Italia
sta andando incontro, che dovrà comunque garantire dei Livelli
essenziali di assistenza (LEA) idonei e comuni.
Per il biennio 2010/2012 il PSN ha
individuato quattro priorità che andranno perseguite anche grazie ai
finanziamenti vincolati (circa 1,4 miliardi), ovvero: equità
nellacceso e nei trattamenti e semplificazione burocratica ;
tutela e cure delle persone più deboli (disabili e non
autosufficienti); diffusione cure palliative / terapia del dolore e
gestione più efficiente delle liste dattesa.
Priorità che diventeranno sempre più
stringenti nel futuro a causa dei cambiamenti nella struttura
demografica del Paese, in cui per il terzo anno consecutivo si è
registrato un saldo tra nascite e decessi, negativo. Siamo un Paese
che sta invecchiando, come sottolineato anche dal rapporto
2010 sulla non autosufficienza in Italia, in cui su poco più di
60 milioni di cittadini (60,387 milioni) il 20% è composto da over
64enni, mentre solo il 14% sono bambini sotto i 14 anni. Secondo
alcune proiezioni demografiche del Ministero, nel 2051 gli over 64
saranno ben i 34,5% della popolazione, con pesanti ripercussioni sul
SSN. L'indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra anziani
ultra64enni e giovanissimi under 14 raggiunge attualmente il valore
di 144%, contro il 127% del 2000. Allo stesso modo diventa sempre
più problematico il rapporto di dipendenza, tra la popolazione non
attiva (under 15 e over 64) e quella in età lavorativa, cresciuto
negli ultimi 10 annio dal 48% al 52% e, allinterno di questo
rapporto.
Buone notizie sul fronte delle malattie
cardiovascolari che, nonostante rimangano la prima causa di morte,
continuano a percorrere un trend discendente iniziato nella metà
degli anni 70.
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Anche i tumori, pur con una sostanziale stabilità di incidenza, registrano un calo della mortalità, con una riduzione del 2% per quanto riguarda gli uomini e dell'1% per le donne. Il PSN sottolinea che ciò è dovuto sostanzialmente alla riduzione di molti tipi di tumori, come quelli del retto, dello stomaco, del fegato e linfomi di Hodgkin. Tra gli uomini la riduzione maggiore della mortalità riguarda i tumori correlati al fumo (polmone, esofago, vescica, vie aerodigestive superiori), mentre tra le donne si registra una significativa riduzione della mortalità per i tumori del colon, della mammella e dell'utero. Aumenta tuttavia la mortalità per quanto riguarda il tumore polmonare nelle donne, che è praticamente raddoppiato negli ultimi cinque anni (da 0,84 per 10.000 nel 2001 a 2,09 nel 2007). Per quanto riguarda gli uomini, invece, aumenta il tasso di mortalità per il melanoma della pelle, che, come abbiamo visto recentemente, può essere correlato anche ad un uso eccessivo di apparecchiature per l'abbronzatura artificiale ( Lettini e lampade abbronzanti).
La bozza del Piano Sanitario Nazionale può essere scaricata dal sito quotidianosanità.it, a questo indirizzo
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Si ringrazia l'utente Jon
di picasa per l'immagine
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