In un nostro recente articolo abbiamo
pubblicato il parere dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità in merito all'acqua pubblica, secondo il
quale l'acqua italiana è sicura. Di fronte ad un apprezzabile stato
generale di sicurezza vien da chiedersi se non ci siano delle zone in
cui l'acqua sia meno sicura di altre,. La risposta purtroppo è si. Alcuni
comuni di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e
Umbria, infatti, da anni sono in regime di deroga per alcuni valori
di sostanze tossiche (soprattutto l'arsenico) presenti nell'acqua
potabile che sono superiori a quelli consentiti dalla normativa
europea.
Nei giorni scorsi questo regime di
deroga è venuto a cadere, perché la Commissione Europea ha respinto
la richiesta italiana di innalzare i limiti di arsenico da 10
microgrammi per litro (come prescrive la direttiva 98/83/CE) a 50
microgrammi per litro. La Commissione ha ammesso solo in via
temporanea deroghe fino a 20 microgrammi per litro, mentre valori
superiori fino a 50 μg/l determinerebbero rischi sanitari
superiori, in particolare talune forme di cancro. Le associazioni dei
consumatori hanno plaudito questa decisione dell'Europa auspicandosi
interventi rapidi per informare i cittadini e risolvere la
situazione. Federconsumatori ha prontamente invitato i gestori
dell'acqua a porre dei filtri negli acquedotti e ad applicare
miscelazioni per purificare l'acqua potabile, pena la discesa in
campo dell'associazione dal punto di vista legale per denunciare
eventuali inadempimenti. Dello stesso avviso anche Adoc che ha
invitato i comuni individuati ad adottare misure idonee a
salvaguardare la potabilità dell'acqua e a rimborsare quanti abbiano
contratto malattie, anche gravi, correlate al consumo di acqua non a
norma. La stessa associazione si è dichiarata disposta ad attivare
una class action a tutela dei diritti e delle vittime dell'acqua
inquinata
QUANTI I CITTADINI COINVOLTI
Il Ministro della Salute Ferruccio
Fazio, rispondendo ad un'interrogazione alla camera, ha spiegato che
vista la deroga temporanea concessa a 20 microgrammi di arsenico per
litro, la popolazione per cui si potrebbe chiedere la deroga ammonta
a 900 mila abitanti. Mentre è ipotizzabile stimare in circa 100 mila
gli abitanti a cui potrebbe essere precluso l'uso di acqua potabile
per valori superiori a 20 microgrammi per litro.
INTERVENTI POSSIBILI IN BREVE TEMPO CON
I GIUSTI INVESTIMENTI
Secondo il responsabile scientifico di
Legambiente, Stefano Ciafani , per rientrare nei limiti è
sufficiente procedere ad interventi praticabili in pochi mesi, come
del resto è avvenuto in passato per altre regioni.
Gli interventi possibili prevedono la
costruzione di nuovi acquedotti per l'approvvigionamento di acqua da
fonti che hanno valori di concentrazione delle sostanze inferiori a
quelli previsti dalla legge, oppure la realizzazione di sistemi di
trattamento e di miscelazione delle acque.
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QUALI SONO I COMUNI INTERESSATI E COSA
FARE
L'Associazione Altroconsumo
ha creato due elenchi dei comuni interessati dall'alta
concentrazione di arsenico (127 in totale). Nel primo
elenco
vengono inseriti i comuni dove l'acqua potabile non deve
essere bevuta né utilizzata per cucinare, nel secondo
quelli dove sarebbe meglio non dare l'acqua ai bambini sotto i 3
anni. Questi ultimi comuni hanno concentrazioni minori per quanto
riguarda le sostanza tossiche (Arsenico, boro e fluoruro)
Nei 127 comuni interessati le
amministrazioni pubbliche dovrebbero provvedere a informare i
cittadini, fornendo indicazioni specifiche soprattutto per le
categorie più esposte della popolazione.
Altroconsumo ricorda anche che le
caraffe filtranti non sono una soluzione per questi problemi, in
quanto solo gli impianti con filtri a osmosi inversa sono efficaci
nell'eliminazione di arsenico e boro
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