Martedi, 16 Ottobre 2018

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SALUTE: ONLINE L'ELENCO DEI COMUNI IN CUI L'ACQUA NON È POTABILE, CON I CONSIGLI DEI CONSUMATORI


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In un nostro recente articolo abbiamo pubblicato il parere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito all'acqua pubblica, secondo il quale l'acqua italiana è sicura. Di fronte ad un apprezzabile stato generale di sicurezza vien da chiedersi se non ci siano delle zone in cui l'acqua sia meno sicura di altre,. La risposta purtroppo è si. Alcuni comuni di Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria, infatti, da anni sono in regime di deroga per alcuni valori di sostanze tossiche (soprattutto l'arsenico) presenti nell'acqua potabile che sono superiori a quelli consentiti dalla normativa europea.
Nei giorni scorsi questo regime di deroga è venuto a cadere, perché la Commissione Europea ha respinto la richiesta italiana di innalzare i limiti di arsenico da 10 microgrammi per litro (come prescrive la direttiva 98/83/CE) a 50 microgrammi per litro. La Commissione ha ammesso solo in via temporanea deroghe fino a 20 microgrammi per litro, mentre valori superiori fino a 50 μg/l determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro. Le associazioni dei consumatori hanno plaudito questa decisione dell'Europa auspicandosi interventi rapidi per informare i cittadini e risolvere la situazione. Federconsumatori ha prontamente invitato i gestori dell'acqua a porre dei filtri negli acquedotti e ad applicare miscelazioni per purificare l'acqua potabile, pena la discesa in campo dell'associazione dal punto di vista legale per denunciare eventuali inadempimenti. Dello stesso avviso anche Adoc che ha invitato i comuni individuati ad adottare misure idonee a salvaguardare la potabilità dell'acqua e a rimborsare quanti abbiano contratto malattie, anche gravi, correlate al consumo di acqua non a norma. La stessa associazione si è dichiarata disposta ad attivare una class action a tutela dei diritti e delle vittime dell'acqua inquinata


QUANTI I CITTADINI COINVOLTI
Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, rispondendo ad un'interrogazione alla camera, ha spiegato che vista la deroga temporanea concessa a 20 microgrammi di arsenico per litro, la popolazione per cui si potrebbe chiedere la deroga ammonta a 900 mila abitanti. Mentre è ipotizzabile stimare in circa 100 mila gli abitanti a cui potrebbe essere precluso l'uso di acqua potabile per valori superiori a 20 microgrammi per litro.


INTERVENTI POSSIBILI IN BREVE TEMPO CON I GIUSTI INVESTIMENTI
Secondo il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani , per rientrare nei limiti è sufficiente procedere ad interventi praticabili in pochi mesi, come del resto è avvenuto in passato per altre regioni.
Gli interventi possibili prevedono la costruzione di nuovi acquedotti per l'approvvigionamento di acqua da fonti che hanno valori di concentrazione delle sostanze inferiori a quelli previsti dalla legge, oppure la realizzazione di sistemi di trattamento e di miscelazione delle acque.



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QUALI SONO I COMUNI INTERESSATI E COSA FARE
L'Associazione AltroconsumoAltroconsumo ha creato due elenchi dei comuni interessati dall'alta concentrazione di arsenico (127 in totale). Nel primo elencoprimo
elenco vengono inseriti i comuni dove l'acqua potabile non deve essere bevuta né utilizzata per cucinare, nel secondosecondo quelli dove sarebbe meglio non dare l'acqua ai bambini sotto i 3 anni. Questi ultimi comuni hanno concentrazioni minori per quanto riguarda le sostanza tossiche (Arsenico, boro e fluoruro)
Nei 127 comuni interessati le amministrazioni pubbliche dovrebbero provvedere a informare i cittadini, fornendo indicazioni specifiche soprattutto per le categorie più esposte della popolazione.
Altroconsumo ricorda anche che le caraffe filtranti non sono una soluzione per questi problemi, in quanto solo gli impianti con filtri a osmosi inversa sono efficaci nell'eliminazione di arsenico e boro

 

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CREDIT
Si ringrazia l'utente Barefoot Photographers of TiloniaBarefoot
Photographers of Tilonia di flickr per l'immagine


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