Mercoledi, 17 Luglio 2019

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SANITÀ: IL 60% DEGLI ITALIANI È POCO SODDISFATTO DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE


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Il Gruppo Europ Assistance, in collaborazione con l’Istituto di ricerca francese CSA e il Cercle Santé Société, ha presentato la quarta edizione del “Barometro internazionale sulla Salute”. Si tratta di un'indagine su 8 paesi, sette europei (Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Svezia, Polonia, Austria) più gli Stati Uniti su sette temi che riguardano la Sanità: qualità delle cure, competenza del personale medico, istanze sociali, mobilità, nuove tecnologie, prevenzione e invecchiamento della popolazione.
Secondo quanto è emerso dall'Indagine cala la soddisfazione degli italiani nei confronti del sistema sanitario, con il 60% degli italiani che non giudica positivamente l'organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale. Dato che posiziona il nostro Paese al penultimo posto della classifica internazionale fra i cittadini più insoddisfatti, dietro ai polacchi (80% di grado di insoddisfazione). Tra le maggiori preoccupazioni degli italiani per il futuro della sanità, il rapporto evidenzia l’allungamento dei tempi di attesa e l’eventualità di errori, segnalati rispettivamente dal 69% e dal 65% degli intervistati. Secondo le risposte raccolta dall'indagine, gli italiani considererebbero scarse le prestazioni mediche erogate dal SSN , sia per quanto riguarda l'assistenza del medico di base che quella ospedaliera. Il personale medico non gode di buona fiducia in Italia, tanto che il giudizio sull'abilità dei medici a informare i pazienti sul loro stato di salute e di garantire il corretto passaggio di informazioni tra medico di base e ospedale, è inferiore a buono.
Il rapporto sottolinea che la crisi economica ha reso per molti cittadini difficile l'accesso alle cure, nel senso che a causa dei problemi economici molti cittadini (ben il 51%) ha dovuto rinunciare a farsi curare o potrebbe essere costretto a farlo. Nello specifico il 18% (il 5% in più del 2009) ha dovuto rinunciare a curarsi o rimandare visite specialistiche e odontoiatriche, esami, interventi chirurgici o l’acquisto di medicinali , mentre il 33% ipotizza che gli effetti della crisi economica possano, costringerlo a farlo. Dati molto grave, sebbene raccolti su un campione statisticamente non abbastanza significativo, che abbiamo però già riscontrato nel rapporto Svimez sul Mezzogiorno, dove si affermava che al Sud una famiglia su 5 non ha soldi per andare dal medico. In ogni caso il quadro che emerge è che il SSN non è (o non sarebbe) grado di garantire un accesso equo alle cure a tutti i cittadini. Nonostante questo però il barometro di Europ Assistance sottolinea che il 68% degli intervistati italiani è contrario a versare più imposte in cambio di un accesso più democratico alla salute, a dimostrazione che l'efficienza andrebbe cercata nel taglio degli sprechi e in una migliore gestione.
La ricerca di prestazioni tecniche mediche più economiche, pur se identiche a quelle disponibili in patria, spingerebbe quasi 4 italiani su 10 (39%) a recarsi all'estero. Celebri in questo caso i viaggi nel est Europa per ricorrere a cure mediche dentistiche a basso prezzo. Ma anche in vacanza gli italiani non trascurano il fattore salute, con il 64% degli intervistati che dichiara di prestare molta attenzione alle condizioni sanitarie locali nella scelta del luogo di villeggiatura.
Il rapporto evidenzia un aumento nell'utilizzo delle risorse online per ottenere o scambiare informazioni sui temi legati alla salute: il 16% degli utenti italiani (+6% rispetto al 2009) dichiara di consultare il web regolarmente, mentre il 30% di consultarlo in maniera occasionale (+5% sul 2009). Il 60% degli italiani si è dichiarato favorevole alla diffusione di nuovi sistemi di teleassistenza e telemonitoraggio delle condizioni di salute, considerati in grado di offrire una maggiore autonomia ai malati. D'altro canto il 60% degli intervistati non è ancora pronto a lasciare il proprio studio medico per farsi visitare online.


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Sul fronte della prevenzione gli italiani risultano all'ultimo posto tra i Paesi analizzati con solo il 55% degli intervistati che dichiarano di aver effettuato un check up completo nel corso degli ultimi 5 anni e meno della metà (49%) di aver svolto un test perl’HIV o un esame preventivo contro il cancro. Nonostante questo il 42% degli italiani vorrebbe poter usufruire di un programma di prevenzione vitalizio, magari da pagare con le tasse (19%).
l'Italia è un Paese dalla speranza di vita alta che continua ad invecchiare, secondo il Rapporto sulla non Autosufficienza, infatti, nel 2051 gli over 65 saranno il 34,5% della popolazione , contro il 20% odierno. Per questo gli italiani vogliono di più, giudicando insufficiente (67% del campione) la qualità dei servizi offerti sia agli anziani che alle persone non autosufficienti. Per far fronte ai problemi legati all’allungamento dell’aspettativa di vita, l'84% degli intervistati sostiene che sia necessario investire risorse nell’assistenza domiciliare. A tal proposito Europ Assistance riporta che il 63% del campione suggerirebbe un contributo misto, pubblico e privato. Una soluzione, quest'ultima, sostenuta anche dall'Ania, nella propria relazione annuale. Secondo l'Associazione delle Imprese assicuratrici, infatti, lo Stato non avrà risorse pubbliche sufficienti per farsi carico delle conseguenze dell'invecchiamento della popolazione e dovrebbe lasciare che il settore privato possa intervenire nell'ambito dello Stato Sociale.
In chiusura segnaliamo il link al sito di Europ Assistancesito
di  Europ Assistance dove è possibile approfondire i risultati dello studio, anche con i confronti con gli altri Stati

 

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Si ringrazia l'utente vitualisvitualis di flickr per l'immagine


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