Nel 2010 la spesa medie mensile delle
famiglie è stata pari a 2453 euro, un valore sostanzialmente stabile
in termini reali rispetto
a quello del 2009, nonostante la dinamica inflazionistica sia
cresciuta dell'1,5%. È questo uno dei dati principali diffuso oggi
dall'Istat
,
secondo cui in Italia negli scorsi 12 mesi la metà delle famiglie ha
speso meno di 2040 euro mensili, un valore in crescita di un punto
percentuali, in termini nominali, rispetto all'anno precedente.
Insomma secondo l'Istituto di statistica, tenendo conte
dell'inflazione, la dinamica dei consumi delle famiglie è stata
pressoché identica a quella del 2009. In termini nominali, invece,
si è passati da una spesa media mensile di 2.485 euro nel 2008, a
2.442 euro nel 2009 a 2.453 euro dello scorso anno.
La spesa media mensile per i prodotti
alimentari è stata nel 2010 pari a 467 euro mensili, mentre quella
non alimentare è stata di 1987 euro mensili; entrambi i valori
superano quelli del 2009 di 6 euro, risultando però inferiori a quelli del
2008. Sempre per quanto riguarda la spesa per prodotti alimentari,
l'Istat conferma una sostanziale stabilità anche per le abitudini di
acquisto, con il 69,4% delle famiglie che acquista i generi
alimentari al supermercato, mentre il 48,5% delle famiglie continua
ad acquistare il pane al negozio tradizionale. Per lacquisto di
pesce e di frutta, rispettivamente ll11,5% e il 17% delle
famiglie opta per il mercato, mentre poco più di una famiglia su
dieci acquista i prodotti alimentari presso gli hard-discount.
Tra le altre voci di spesa dove si
registra una certa stabilità
rispetto al 2009 vi sono i tabacchi,
con una quota media mensile di 21 euro, le comunicazioni
(48 euro),
i trasporti (339 euro) e labbigliamento e calzature (142 euro).
Cosa si è modificato allora rispetto
al 2009? Secondo l'Istat gli italiani hanno ridotto le spese per la
cura personale (comprese quelle per i parrucchieri e centri
estetici), quelle per i viaggi, quelle per gli onorari dei
professionisti, lassicurazione vita e le
rendite vitalizie.
Inoltre cala di 4 euro mensili (-2,9%)
rispetto al 2009 la spesa per i combustibili e per l'energia,
tornando ad allinearsi a quella del 2008, soprattutto per quanto
riguarda gas da rete e combustibili liquidi. In leggerissimo calo
anche la quota di spesa per arredamenti, elettrodomestici e servizi
per la casa (-1 euro mensile) soprattutto, sottolinea l'Istat al
Nord.
Segno più invece per le spese connesse
all'abitazione (+2 euro mensili complessivi), sopratutto per quanto
riguarda le spese di condominio e quelle per i lavori di
ristrutturazione, soprattutto ordinaria. Scende però di due ero
mensili la spesa per i canoni di affitto, pari mediamente a 370 euro
( -0,5%), mentre risulta stabile la quota di famiglie che vivono in
affitto (il 17,2% del totale). La rata mensile dei mutui è scesa
invece del 3,13%, pari in media a 16 euro in meno del 2009 (494 euro
contro 510 euro).
Laumento della quota destinata
allistruzione, pari a 3 euro su base mensile (il 12,5% in più
rispetto al 2009) dipende, secondo il rapporto, dalle spese sostenute
per tasse scolastiche, libri scolastici e lezioni private, nonché da
quelle per lalloggio e il mantenimento di studenti fuori sede.
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I COMMENTI DEI CONSUMATORI
La situazione di sostanziale stabilità
dei consumi rispetto al 2009 certificata dall'Istat, non coglie di
sorpresa Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di
Federconsumatori e Adusbef. Secondo le due associazioni il Governo
non ha fatto nulla per migliorare la situazione, ma : di mosse per
peggiorarla ed aggravarla ne ha fatte fin troppe. Dalle
decisioni scriteriate sullaumento ripetuto delle accise dei
carburanti, ad una manovra economica iniqua e dannosa, che non farà
altro che ridurre ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie,
specialmente per quelle a reddito fisso e per i pensionati.
Per il Codacons i dati diffusi
dall'Istat dimostrano che siamo ben lontani lontani dall'essere
usciti dalla crisi e che i consumi reali sono ancora in calo. Secondo
l'associazione è significativo il dato relativo alla spesa
alimentare, in quanto le famiglie dopo: aver eliminato gli sprechi
e aver diminuito la qualità del cibo, si è ormai costretti a
mangiare meno.
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