Dal 1982 al 2009 sono stati notificati al Registro Nazionale AIDS 61537 casi di AIDS, di cui il 4,3% (2666 casi ) hanno riguardato giovani tra i 15 e i 24 anni e il 22,7% (13959 casi) persone di genere femminile. A rivelarlo è l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) che ha effettuato un'indagine relativa ai giovani, in quanto target specifico delle campagne di prevenzione e alle donne, in quanto più suscettibili ad acquisire linfezione e a trasmetterla al prodotto del concepimento. Sono passati 30 anni da quanto il virus dell'AIDS è stato identificato in America (1981), momento da cui nel mondo si è creata una vera e propria epidemia di dimensioni globali. In Italia a partire dalla seconda metà del 1996 si è osservata una diminuzione, seguita da una stabilizzazione del numero di nuovi contagi di AIDS e di decessi. Secondo le statistiche, rispetto agli anni novanta è diminuito il contagio attribuibile all'uso iniettivo di droghe, mentre è aumentata sia l'età alla diagnosi che la proporzioni di casi attribuibili a contatto sessuale. Per quanto riguarda l'HIV, invece si stima che in Italia si infettino circa 4mila persone l'anno, per un totale di circa 150mila persone sieropositive.
L'AIDS E L'HIV NEI GIOVANI
La porzione di popolazione giovane
(15-24 anni) contagiata dall'AIDS è calata dal 11,1% della fine
degli anni 80, al 2,2% del biennio 2008-2009. In concreto nel 2009 si
sono segnalati solamente 19 casi, lo 0,7% di AIDS nei giovani. I casi
di contagio da uso iniettivo di droghe sono calati di 27 volte, dal
92,3% nel biennio 1984-
85 al 3,4% nel biennio 2008-09, mentre le
diagnosi
legate ai rapporti sessuali (sia eterosessuali che
omosessuali) sono aumentate di 23 volte, dal 3% nel biennio 1984-85
al 69,5%
nel biennio 2008-09.
I dati evidenziano che più di 6
giovani su 10 (il 61,5%) scopre di essere essere sieropositivo al
momento della diagnosi di
AIDS, o nei sei mesi precedenti. Questo
dato risulta in aumento dal 25,5% del 1996
all'80,8% del 2009. Tra i giovani
con diagnosi tardiva, il 73,1% si è infettato attraverso rapporti
sessuali non protetti (26,2% attraverso rapporti
omosessuali e il
45,2% attraverso rapporti eterosessuali).
Per quanto riguarda i dati relativi
relativi all'HIV, tra le 42747 nuove diagnosi segnalate, la quota dei
giovani è pari al 14,5%, in calo dal 45,3% del 1985 al 7,9% del
2008.
Anche in questo caso è calata la percentuale di contagio da
uso iniettivo di droghe che è passata dal 92,2% del 1985 al 5,6%
del 2008. Dall'altra parte il contagio attraverso contatti
omosessuali è passato, nello stesso periodo dall'6,1% al 28,4%,
mentre per quanto riguarda i contatti eterosessuali dall'1,6% al 48%.
Dai dati presentati preoccupa il fatto che più della metà dei giovani con una
diagnosi di AIDS ignorava di essere di essere HIV positivo al momento della
diagnosi
di AIDS.
L'AIDS E L'HIV NELLE DONNE
La porzione di donne che risulta
contagiata da AIDS risulta in aumento proporzionalmente nel confronto
con gli uomini. Il rapporto maschi/femmine, infatti, è passato da 4
a 1 della fine degli anni '80 a 2,5 a 1 del 2009. Nell'intero periodo
considerato quasi la metà delle donne ha acquisito l'infezione
attraverso luso iniettivo di droghe (47,1%) e il 39,1%
attraverso rapporti eterosessuali.
Come per i giovani però la
diagnosi legata all'uso infettivo di droghe è diminuita di 3,5
volte dal 1986 (70,9%) al 2009 (20%), mentre le diagnosi legate ai
rapporti sessuali sono aumentate di 6,7 volte,(dal 10,1% nel 1986 al
66,8% nel 2009.
Quasi quattro donne su dieci (38,8%)
scoprono di essere sieropositive al momento della diagnosi di
AIDS,
o nei sei mesi precedenti. Una percentuale in aumento dal 17,5% del
1996 al
53,8% del 2009.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
CHE FARE DUNQUE?
Il rapporto ISS sottolinea l'importanza
per quanto riguarda i giovani, della promozione di campagne di
informazione e di educazione sessuale per aumentare ladozione di comportamenti
sicuri al fine di ridurre il rischio di trasmissione
dellinfezione
attraverso i rapporti sessuali. Senza trascurare la prevenzione e il
controllo delle
nuove dipendenze, dall'alcol alle droghe.
Occorre inoltre individuare strategie
di facile accesso al test HIV, in particolar modo
per i giovani, che
possono trarre un
maggior vantaggio da una diagnosi e da una cura
precoce.
Per quanto riguarda le donne, occorre
incoraggiare ladozione di comportamenti sessuali sicuri
ed
aumentare l'attenzione sui controlli HIV in gravidanza per il
rischio
di trasmissione ai bambini.
[Via: ISS ] |
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CREDIT
Rev.
Xanatos Satanicos Bombasticos (ClintJCL)
by flickr
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