Adesso le imprese possono respirare. Messe alle strette dal credit crunch, sull’orlo di una crisi di liquidità, negli ultimi tempi stanno incontrando difficoltà a produrre, ad assumere, insomma, a fare il loro mestiere. Il 28 febbraio è arrivata la buona notizia. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha siglato un accordo con cui si impegna a rinnovare la moratoria per i mutui accesi dalle piccole medie imprese. Dall’altra parte del tavolo, invece, l’Associazione delle imprese (Confindustria). Hanno assistito il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli e il ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera. L’incontro si è tenuto al Palazzo Altieri (a Roma), sede dell’Associazione Bancaria Italiana. L’accordo prevede la sospensione delle rate del mutuo per le imprese che soddisfano determinati requisiti. In linea generale i requisiti sono gli stessi delle moratorie scorse e dunque: fatturato non superiore ai 50 milioni di euro all’anno, numero di dipendenti non superiore a 250.
La lista delle imprese che possono accedere alla moratoria si chiama Avviso Comune. La novità rispetto ai casi precedenti è che, adesso, possono usufruire della sospensione delle rate anche le imprese che ne hanno usufruito in passato. L’introduzione di questa clausola è un segnale di quanto sia impellente il bisogno di liquidità per le imprese. Per far ripartire l’economia è necessaria, infatti, non lasciare indietro nessuna azienda, nemmeno quelle che hanno già beneficiato della moratoria.
L’effetto benefico della moratoria dei mutui delle piccole medie imprese è stato amplificato anche dalle varie moratorie concesse in questi tre quattro anni ai nuclei familiari (molti imprenditori sono padri di famiglia e un alleggerimento su questo fronte ha permesso l’utilizzo di capitali propri).
La decisione dell’Associazione Bancaria Italiana dimostra la consapevolezza, acquisita ormai anche da parte degli istituti di credito e finanziari, di come sia impossibile innescare un circolo virtuoso di crescita in Italia senza dare una forte mano di aiuto alle Pmi. D’altronde, l’aiuto è dovuto, visto che i problemi di accesso al credito derivano in parte anche da un comportamento ‘chiuso’ delle banche, confermato dai dati e dalle parole del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Al Forex di Parma del 18 febbraio aveva dichiarato: “Le indagini svolte presso banche e imprese segnalano anche un irrigidimento nelle condizioni di offerta dei prestito”. La stretta sul credito, dunque, si allenta.
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