Le famiglie colpite dagli effetti della crisi o spaventate per i possibili sviluppi che questa può avere stanno riorganizzando i propri rapporti finanziari, razionalizzando le scelte e concentrandosi su ciò che serve per salvaguardare il proprio tenore di vita e il benessere raggiunto. É questa l'immagine (forse parziale, o troppo ottimistica) della famiglia italiana che deriva dal convegno Abi “ Dimensione Cliente” dedicato proprio al rapporto banca-cliente.
Secondo il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana, Giuseppe Mussari : “la propensione al risparmio, il diffuso orientamento di cautela verso il rischio, la resistenza all’indebitamento e la propensione alla patrimonializzazione, che tradizionalmente rappresentano i tratti principali dell’approccio economico dei nostri nuclei famigliari, pur subendo delle attenuazioni, rimangono centrali anche nell’attuale fase di crisi economica”. Insomma la crisi avrebbe fatto crescere il livello di prudenza e di avversione al rischio già tipico della famiglia media.
In concreto spiega l'Abi, al di là dei fenomeni di flusso verso l'estero o verso beni rifugio, si assiste ad uno spostamento delle scelte dei risparmiatori verso strumenti più liquidi. Da fine 2010 a fine 2011, infatti, le persone fisiche detentrici di almeno uno strumento finanziario sono diminuite ed inoltre si è ridotta la diversificazione del portafoglio medio che oggi si aggira, a circa 2 tipologie di strumenti finanziari a testa.
Gli italiani stanno acquisendo consapevolezza se non del mercato, che attualmente è di difficile decifrazione, degli strumenti di accesso al mercato. Infatti circa 4 clienti su 10 operano via web, dato in crescita del 17% nell'ultimo anno e soprattutto osservato per diverse classi di età e non solo per quelle più giovanili. Oltre alla crescita dell'accesso alla banca online anche sul fronte della cultura finanziaria si registrano passi in avanti, infatti, secondo l'indagine Abi, un quarto dei consumatori raccoglie informazioni da più intermediari prima di decidere l'acquisto di servizi finanziari. Inoltre circa un terzo di chi investe si aggiorna sui vari prodotti offerti dal settore prima di operare le proprie scelte.
In queste periodo di crisi, in cui si osserva un progressivo calo dei redditi e un conseguente deterioramento della capacità di spesa, spiega l'Abi, le famiglie hanno ancora timore ad indebitarsi sia sul versante mutui sia su quello del credito al consumo.
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