La situazione per le imprese a causa della crisi è particolarmente drammatica, soprattutto per quelle di piccola dimensione che costituiscono l'ossatura del Paese e che manifestano problemi nell'accesso al credito. A sottolineare la situazione ci ha pensato il Censis, secondo cui uscire dalla recessione implica investimenti a tutto campo in innovazione, ma soprattutto sostenere le imprese di piccole dimensioni.
Secondo quanto riportato tra il 2009 e la fine del 2011 sono state avviate complessivamente 33 mila procedure di fallimento, riguardanti in gran parte strutture di piccole e piccolissime dimensioni. Rispetto a prima della crisi si contano 13 mila imprese in meno e il tasso di sopravvivenza delle imprese costituite nel 2006 è del 58% contro il 63% dei primi anni 2000.
Negli ultimi 8 mesi il Censis ha rilevato che più del 70% delle imprese ha gravi difficoltà nel recupero dei crediti commerciali e ha perciò gravi problemi di liquidità.
Inoltre più della metà ha rapporti abbastanza difficoltosi con le proprie banche di riferimento per quanto riguarda l'accesso al credito. Infatti, i casi di ottenimento del credito si sono ridotti dall'86% del 2007 al 78% attuale, nonostante la forte iniezione di liquidità da parte della BCE. Tra dicembre 2011 e febbraio 2012 i prestiti alle imprese si sono ridotti di oltre 16 miliardi di euro, una situazione che in assenza di interventi rischia di diventare strutturale per il sistema Italia.
In un economia sociale solo un ente pubblico può occuparsi delle fasce più deboli, come l'Ente nazionale per il microcredito, che opera sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica.
Nell'ottica della spending review, il microcredito rappresenta per il Censis uno dei pochi strumenti anticiclici di autoimpiego, in grado di trasformare disoccupati in contribuenti attivi.
La dimostrazione della bontà dello strumento viene dal fatto che l'Ente, a fronte di 3 milioni di risorse destinate per il suo funzionamento tra il 2010 e il 2012, è stato in grado di assicurare fondi a valere su progetti comunitari per un importo triplo al valore stanziato.
Nel commentare i dati, il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, ha sottolineato che, a suo giudizio sia un bene la scelta di procedere con la spending review, ma che è auspicabile incentivare e promuovere strutture ed enti come quello nazionale per il microcredito.
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